ATTO PRIMO
Il nobile Lamotte, fuggito da Parigi insieme alla famiglia a causa di problemi finanziari, si rifugia in un’abbazia diroccata. Dopo essersi avventurato nel bosco circostante alla ricerca di provviste, Lamotte rientra portando con sé la giovane Adeline: l’uomo, sorpreso da un temporale, aveva cercato riparo in un cottage e qui era stato costretto a prendere con sé quella ragazza. Il mattino seguente Lamotte, spinto dalla disperazione, deruba un marchese che si trovava nel bosco a caccia.
ATTO SECONDO
Il racconto di Adeline su come il padre l’avesse cacciata in seguito al suo rifiuto di prendere i voti, è seguito dall’arrivo improvviso del marchese derubato da Lamotte: il nobile, che si rivela essere il proprietario dell’abbazia, è colpito dalla bellezza di Adeline e decide di dimenticare tutto in cambio dell’appoggio di Lamotte per conquistarla. Intanto Adeline, ritiratasi in una camera dell’abbazia, scopre una stanza segreta dove trova un pugnale arrugginito ed un vecchio manoscritto.
ATTO TERZO
Adeline si mostra molto diffidente nei confronti del marchese, poiché intuisce che dietro alle sue attenzioni si nasconde un intento malvagio. Inoltre, grazie alla pergamena trovata nella stanza segreta, scopre che il marchese vi aveva fatto assassinare il fratello per poterne usurpare titoli e proprietà e, non appena termina la lettura, appare ai suoi occhi il fantasma della vittima.
ATTO QUARTO
Adeline rivela la sua scoperta al figlio di Lamotte, che, dovendosi recare a Parigi, decide di denunciare il crimine del marchese. Quest’ultimo, intanto, scorgendo al collo di Adeline il ritratto della madre, scopre che quella ragazza è la figlia del fratello assassinato e decide così di farla uccidere da Lamotte.
ATTO QUINTO
Rifiutandosi
di compiere quel crimine, Lamotte fa fuggire Adeline, ma la giovane viene
catturata e ricondotta all’abbazia. Qui la vendetta del marchese è
scongiurata grazie al tempestivo ritorno del figlio di Lamotte, ma il marchese,
pur di sfuggire alla cattura, si toglie la vita. Adeline rientra così
in possesso delle sue legittime proprietà e Lamotte può ritornare
a Parigi.