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LE MANIFESTAZIONI DEL POTERE NELLA DRAMMATURGIA
GOTICA
1768-1836
- Abstract dei capitoli -
Testo di Miriam
Bionda
Il full-text di questa tesi
di laurea è disponibile sul sito di
il portale
per il recupero digitale delle tesi di laurea, master e dottorato nato
in collaborazione con il Corriere della Sera
INDICE
1.1 Foucault e il discorso come
forma di potere
1.2 Il Gotico come luogo di formazione
di discorsi
1.3 Il potere della parola nel dramma
Gotico
2.1 Politica, società e lo
spettro del potere illegittimo
2.2 Il dramma Gotico e la destabilizzazione
delle istituzioni sociali
2.3 Il contesto socio-politico e
l'ambiguità del dramma Gotico
2.4 Sovversione e conservatorismo
in The Kentish Barons
3.1 Lo stereotipo femminile e l'affermazione
del sistema patriarcale
3.2 Terrore Gotico, superstizione
e follia femminile
3.3 Le fonti del potere e il gender
maschile
3.4 Lo sguardo maschile e la costruzione
della femminilità in De
Monfort
3.5 Modalità di sovversione
del potere patriarcale
4.1 Il soprannaturale nelle rappresentazioni
teatrali
4.2 Il soprannaturale e la religione
4.3 Il potenziale sovversivo delle
manifestazioni soprannaturali
Indice e Introduzione
Per
quanto la critica abbia sempre prestato scarsa attenzione al teatro inglese
tra la seconda metà del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento,
ritenendo che questo non abbia saputo produrre opere di grande valore letterario,
grazie ad un esame approfondito del contesto culturale e sociale del XVIII
e XIX secolo è possibile smentire tale opinione, osservando come
la reale situazione dell’attività teatrale di quel periodo non fosse
certo avviata al declino. Anzi, si può addirittura affermare che
il teatro stava conoscendo proprio in quegli anni un’espansione, sia sul
fronte della costruzione di nuovi edifici, che su quello della sperimentazione
di nuovi generi. Inoltre, esso ricopriva nella vita e nella cultura del
periodo una posizione d’assoluta centralità, tant’è che nella
sua storia si può vedere riflessa quella della società che
lo produsse. In considerazione di tali fattori si è verificata in
tempi relativamente recenti un’inversione di tendenza da parte della critica,
che ha iniziato a rivalutare i prodotti di un’attività drammatica
intensa. In particolare, tale rinnovato interesse ha consentito il recupero
del dramma Gotico, un genere che negli anni Novanta del Settecento aveva
incontrato un gran successo di pubblico. Di grande interesse è il
legame tra il dramma Gotico e il contesto storico, politico e sociale che
lo aveva prodotto, poiché una delle tematiche più ricorrenti
in questo genere teatrale è quella del potere, che era stata oggetto
lungo il XVIII secolo di dibattiti sia in campo politico che culturale.
Vi sono, infatti, numerose opere letterarie del periodo che manifestano
una sorta di ossessione nei confronti degli abusi del potere esercitato
in modo arbitrario e illegittimo. Il dramma Gotico di fine secolo riprende
tale preoccupazione, avendo cura, però, di evitare riferimenti troppo
espliciti alla situazione contemporanea, grazie a un’ambientazione storicamente
e geograficamente ben lontana da quella reale. Il drammaturgo aveva così
la possibilità di dar voce ad un’ansia diffusa, che concerneva non
solo il potere politico, ma anche quello religioso, quello relativo al
sistema patriarcale e quello forse più nascosto: il potere della
parola. Obiettivo di questo studio, quindi, è portare alla luce
quelle strategie del potere che agiscono all’interno del dramma Gotico,
rendendolo, paradossalmente, non solo uno strumento di denuncia dell’autorità
illegittima, ma anche un mezzo per riconfermare, seppure in modo meno consapevole,
quello stesso potere che cercava di sovvertire.
Una sezione introduttiva sarà
dedicata ad inquadrare la situazione teatrale tra la seconda metà
del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, con particolare attenzione
non solo ai generi e alle opere di rilievo, ma anche alle figure principali
che avevano animato il teatro di quel periodo; vi saranno, inoltre, alcuni
cenni relativi agli edifici stessi in cui venivano ospitati gli spettacoli,
con riferimenti alle modifiche strutturali che avevano inciso maggiormente
sullo sviluppo dell’arte drammatica. Una volta esaminato il contesto, si
potrà passare ad illustrare la nascita del dramma Gotico, partendo
dai suoi antecedenti e dal suo primo esemplare, The Mysterious Mother di
Horace Walpole del 1768, e arrivando fino al pieno sviluppo di questo genere
negli anni Novanta del Settecento. In questo decennio, infatti, la produzione
di drammi Gotici aveva conosciuto un notevole incremento, giustificato
dalla crescente popolarità di un genere che aveva trovato nella
spettacolarità la chiave del suo successo e questo grazie anche
a figure come Matthew Gregory Lewis. Infine, si prenderanno in considerazione
le motivazioni che hanno portato al declino del genere drammatico Gotico,
dopo gli splendori del 1790 e dopo un suo recupero nei primi decenni dell’Ottocento,
indicando anche le correnti che ne hanno raccolto l’eredità.
1. Discorsi e relazioni
di potere nel dramma Gotico
La
parte iniziale del primo capitolo sarà dedicata alla presentazione
delle teorie di Michel Foucault, che sono state applicate nelle sezioni
successive per l’analisi delle strategie del potere che agivano all’interno
del dramma Gotico. A tal riguardo, risulta di fondamentale importanza il
concetto di ambiguità del potere: quest’ultimo, secondo Foucault,
è il risultato dello scontro incessante tra forze opposte che produce
una duplice spinta verso il sovvertimento, da una parte, e verso il ritorno
all’ordine, dall’altra. In particolare, si presterà attenzione all’idea
di discorso come forma di potere, correlandola poi al genere Gotico, indicato
da Robert Miles come luogo di un’intensa produzione discorsiva. Si approfondiranno,
quindi, alcuni tra i discorsi che hanno attraversato la letteratura Gotica
portando con sé più o meno implicite strategie di potere
–il discorso sull’identità nazionale, sul soprannaturale, e quello
inerente alla sessualità e al gender. Infine si passerà ad
un’analisi relativa ad alcuni testi drammatici Gotici, per portare alla
luce le trame di potere che si nascondono dietro alle parole e al loro
utilizzo.
2. Il potere sociale
Nel
secondo capitolo si prenderà in esame la prospettiva sociale partendo
dalla questione della legittimità del potere, che nel dramma Gotico
si presenta sotto forma di una costante preoccupazione riguardo agli abusi
del potere rilevati sia nelle istituzioni politiche, che in quelle sociali.
Quindi, si analizzerà il modo in cui il dramma Gotico poteva diventare
strumento di intervento politico e sovversione sociale, facendo sempre
riferimento al contesto storico in cui si collocava la produzione di tali
opere. L’aspetto forse più interessante, però, è quello
relativo alla sostanziale ambiguità del dramma Gotico: partendo
dalla lezione di Foucault inerente alle relazioni di forza che producono
il potere, si possono individuare nei testi in questione non solo elementi
sovversivi, ma anche elementi conservatori, i quali rendevano il Gotico
uno strumento adattabile sia alla causa dei filo-giacobini, sia a quella
dei loro oppositori.
3. Patriarcato e
gender nella drammaturgia Gotica
Un
altro aspetto del potere che aveva suscitato numerosi dibattiti tra gli
intellettuali di fine Settecento è quello relativo al sistema patriarcale.
Il terzo capitolo, quindi, sarà dedicato all’analisi degli elementi
del dramma Gotico che in qualche modo avevano contribuito alla creazione
di uno stereotipo della figura femminile funzionale all’affermazione dell’autorità
maschile. Particolare attenzione sarà rivolta alle modalità
con cui il gender maschile veniva attribuito in modo del tutto arbitrario
alle fonti del potere, e qui risulta emblematico il caso dello sguardo,
le regard, che lo stesso Michel Foucault indica come una delle più
efficaci tecniche di potere. In aperto contrasto con tale tendenza, però,
verranno presentati alcuni testi in cui si manifestava un chiaro intento
di denuncia di un sistema patriarcale molto penalizzante per la donna,
che le imponeva non solo una serie di limitazioni di carattere fisico,
bensì la sottoponeva ad una vera e propria emarginazione culturale.
4. L'elemento soprannaturale
come forma di potere
Nell’ultimo
capitolo, infine, si tratterà di un potere molto particolare, che
può essere considerato elemento caratteristico del Gotico: il soprannaturale.
Già oggetto di numerose dispute tra scettici ed entusiasti, il supernatural
aveva fatto il suo ingresso nelle rappresentazioni teatrali di fine Settecento
non senza difficoltà, diventando però in breve tempo uno
spettacolo all’ordine del giorno. Ciò che rende il soprannaturale
interessante nell’ottica del potere, è la sua potenziale carica
sovversiva sia sul piano della religione, sia su quello dei codici culturali
dominanti nella società di fine Settecento, poiché metteva
in dubbio principi convenzionalmente accettati. Considerando quest’ultima
prospettiva, infine, si cercherà di mostrare in che modo il soprannaturale,
talvolta, si prestasse ad essere interpretato come manifestazione di un
potere religioso alternativo a quello tradizionale.
Testo di Miriam
Bionda
settembre 2003