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Dipartimento di Lingue Letterature Straniere

PROGETTI DI RICERCA

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IL TEATRO DELLA PAURA

Il dramma gotico e lo sviluppo del teatro romantico

Questo progetto è parte del programma di ricerca scientifica di rilevante interesse nazionale 
COFIN 2002: “Il teatro romantico inglese (1760/1830): Testi, teorie e pratiche sceniche” 
Coordinatore nazionale: Lilla Maria Crisafulli (Università di Bologna)

 
RESPONSABILE SCIENTIFICO DELL’UNITA’ DI RICERCA:
Giovanna Silvani
MEMBRI DELL'UNITA' DI RICERCA
Giovanna Silvani
Laura Bandiera
Diego Saglia
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Base di partenza scientifica del progetto dell’unità locale 

 
Ad un’analisi degli strumenti critici disponibili in questo particolare ambito, la base scientifica del progetto di ricerca qui proposto non si mostra ampia. Il “gotico” è da sempre inteso come modalità letteraria propria del genere romanzesco, e ciò ha per molto tempo limitato lo sviluppo di un’analisi del gotico in altri campi dell’espressione scritta. Il primo studio pioneristico del dramma gotico è Gothic Drama from Walpole to Shelley di Bertrand Evans del 1947, in ritardo evidente rispetto alla riscoperta del gotico in prosa iniziata molto prima tramite gli studi di Edith Birkhead, The Tale of Terror (1921), The Haunted Castle di Eino Railo (1927) e Gothic Quest di Montague Summers (1938). Lo studio di Evans rimane un esempio isolato fino a tempi molto recenti. Anche negli anni Ottanta e Novanta, tuttavia, se si esclude lo studio di Paul Ranger (1991), al gotico drammatico è raramente riservato un approccio monografico. Piuttosto, gli si dedicano spazio ed attenzione all’interno di studi più ampi, come negli importanti lavori di Jeffrey Cox (In the Shadows of Romance, 1987) o Paula Backscheider (Spectacular Politics, 1993). Quindi, se da un lato sono più numerosi i saggi su riviste di critica letteraria, specialmente americane, dall’altro risalta sempre più l’assenza di un volume interamente dedicato all’argomento. Inoltre, se ci sofferma sulla riflessione critica prodotta dall’anglistica italiana, l’assenza di contributi specifici sul teatro e la spettacolarità gotiche è estremamente evidente. La situazione non è migliore allorché si passa a considerare la disponibilità dei testi primari. Wischhusen (The Hour of One,1975) propone semplicemente riproduzioni anastatiche di edizioni ottocentesche di testi di Matthew Lewis, J. R. Planché, Thomas Holcroft e altri. L’unica edizione criticamente ragionata di alcuni testi fondamentali del teatro gotico è quella di Cox (Seven Gothic Dramas, 1992) la cui ampia introduzione presenta, fra gli altri, The Castle Spectre e The Captive di Lewis, De Monfort di Joanna Baillie, Bertram di Charles R. Maturin. Anche l’antologia recente a cura di Paul Baines et al. (Five Romantic Plays, 2000) ripropone De Monfort di Baillie assieme a The Mysterious Mother di Horace Walpole. Per concludere, uno sguardo d’insieme alla base di partenza scientifica, sia per la letteratura primaria che per quella critica, rivela un ambito ricco di spunti per svolgimenti innovativi.

Programma e compiti dell'Unità di Ricerca 

Nel tentativo di individuare un canone letterario pre-romantico e romantico, l’attenzione critica tanto italiana quanto internazionale si è sempre soffermata sulla produzione poetica e, in misura minore, su quella in prosa. Inoltre, se il dramma fra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento ha ricevuto raramente l’attenzione che merita, ancor meno studiata è stata la produzione teatrale improntata a modalità “gotiche”, tradizionalmente esaminate solo nell’ambito del romanzo. Tale negligenza è tanto più seria se si considera che, da metà Settecento, il gotico introduce forme di rinnovamento letterario e artistico di importanza cruciale in quanto raccordo fra cultura settecentesca e cultura romantica. Riscoprire e rivalutare la produzione del teatro gotico significa pertanto fornire un tassello fondamentale per una ricostruzione della drammaturgia romantica, come si propone il progetto di ricerca nazionale in cui questa Unità si inserisce. Innanzitutto, l’attenzione critica in genere sottovaluta il fatto che, grazie alle sperimentazioni del teatro gotico, la drammaturgia e il teatro dell’epoca romantica si arricchiscono di nuove modalità di scrittura e di rappresentazione improntate al sensazionalismo e al melodramma, di tecnologie di scena sempre più innovative, nonché di nuove forme di recitazione messe in atto da figure come Sarah Siddons, Charles e John Philip Kemble ed Edmund Kean. A partire da queste premesse, la ricerca intende innanzitutto ricostruire l’ampiezza della produzione drammaturgica gotica e studiarne le fenomenologie testuali, di rappresentazione e di ricezione. A tal fine si prenderanno in esame testi di scrittori noti, quali Matthew G. Lewis, Charles Robert Maturin, Percy B. Shelley e Lord Byron, ma anche opere di rilievo di scrittori e scrittrici meno conosciuti come James R. Planché, Joanna Baillie, Francis North e R. B. Peake. Includendo in questo panorama il testo capostipite del genere, The Mysterious Mother di Horace Walpole (1768), la ricerca si rivolge ad un ambito storico e culturale che va dagli anni Settanta del diciottesimo secolo fino alle soglie dell’età vittoriana. Fondamentale nella ricerca sarà poi il confronto costante con il resto della produzione teatrale romantica, ovvero l’esame degli intrecci e degli agganci (tematici, teorici, intertestuali, ecc.) fra teatro gotico e altre forme di teatro fra Sette e Ottocento. A tal fine risulterà essenziale un rilevamento degli aspetti epigonali del genere drammatico gotico e, in particolare, della sua eventuale disseminazione all’interno di altri generi e forme del teatro romantico. Scopo ultimo della ricerca è verificare ed approfondire gli apporti innovativi del teatro gotico in relazione sia alla scrittura drammaturgica, sia alla rappresentazione teatrale fra Sette e Ottocento, per rivalutare l’importanza formativa del gotico in questa fase cruciale di passaggio verso forme teatrali sempre più riconoscibilmente moderne.
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impaginazione web: m. u. invia posta  - 2 luglio 2003
Responsabile Scientifico Sezione Ricerca: Enrico Martines invia posta