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Dipartimento di Lingue Letterature Straniere PROGETTI DI RICERCA |
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IL TEATRO DELLA PAURAIl dramma gotico e lo sviluppo del teatro romantico
-- Base di partenza scientifica del progetto dell’unità localeAd
un’analisi degli strumenti critici disponibili in questo particolare ambito,
la base scientifica del progetto di ricerca qui proposto non si mostra
ampia. Il “gotico” è da sempre inteso come modalità letteraria
propria del genere romanzesco, e ciò ha per molto tempo limitato
lo sviluppo di un’analisi del gotico in altri campi dell’espressione scritta.
Il primo studio pioneristico del dramma gotico è Gothic Drama
from Walpole to Shelley di Bertrand Evans del 1947, in ritardo evidente
rispetto alla riscoperta del gotico in prosa iniziata molto prima tramite
gli studi di Edith Birkhead, The Tale of Terror (1921), The Haunted
Castle di Eino Railo (1927) e Gothic Quest di Montague Summers
(1938). Lo studio di Evans rimane un esempio isolato fino a tempi molto
recenti. Anche negli anni Ottanta e Novanta, tuttavia, se si esclude lo
studio di Paul Ranger (1991), al gotico drammatico è raramente riservato
un approccio monografico. Piuttosto, gli si dedicano spazio ed attenzione
all’interno di studi più ampi, come negli importanti lavori di Jeffrey
Cox (In the Shadows of Romance, 1987) o Paula Backscheider (Spectacular
Politics, 1993). Quindi, se da un lato sono più numerosi i saggi
su riviste di critica letteraria, specialmente americane, dall’altro risalta
sempre più l’assenza di un volume interamente dedicato all’argomento.
Inoltre, se ci sofferma sulla riflessione critica prodotta dall’anglistica
italiana, l’assenza di contributi specifici sul teatro e la spettacolarità
gotiche è estremamente evidente. La situazione non è migliore
allorché si passa a considerare la disponibilità dei testi
primari. Wischhusen (The Hour of One,1975) propone semplicemente
riproduzioni anastatiche di edizioni ottocentesche di testi di Matthew
Lewis, J. R. Planché, Thomas Holcroft e altri. L’unica edizione
criticamente ragionata di alcuni testi fondamentali del teatro gotico è
quella di Cox (Seven
Gothic Dramas, 1992) la cui ampia introduzione presenta, fra gli
altri, The
Castle Spectre e The Captive di Lewis, De Monfort
di Joanna Baillie, Bertram di Charles R. Maturin. Anche l’antologia
recente a cura di Paul Baines et al. (Five Romantic Plays, 2000)
ripropone De Monfort di Baillie assieme a The Mysterious Mother
di Horace Walpole. Per concludere, uno sguardo d’insieme alla base di partenza
scientifica, sia per la letteratura primaria che per quella critica, rivela
un ambito ricco di spunti per svolgimenti innovativi.
Programma e compiti dell'Unità di RicercaNel
tentativo di individuare un canone letterario pre-romantico e romantico,
l’attenzione critica tanto italiana quanto internazionale si è sempre
soffermata sulla produzione poetica e, in misura minore, su quella in prosa.
Inoltre, se il dramma fra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento
ha ricevuto raramente l’attenzione che merita, ancor meno studiata è
stata la produzione teatrale improntata a modalità “gotiche”, tradizionalmente
esaminate solo nell’ambito del romanzo. Tale negligenza è tanto
più seria se si considera che, da metà Settecento, il gotico
introduce forme di rinnovamento letterario e artistico di importanza cruciale
in quanto raccordo fra cultura settecentesca e cultura romantica. Riscoprire
e rivalutare la produzione del teatro gotico significa pertanto fornire
un tassello fondamentale per una ricostruzione della drammaturgia romantica,
come si propone il progetto di ricerca nazionale in cui questa Unità
si inserisce. Innanzitutto, l’attenzione critica in genere sottovaluta
il fatto che, grazie alle sperimentazioni del teatro gotico, la drammaturgia
e il teatro dell’epoca romantica si arricchiscono di nuove modalità
di scrittura e di rappresentazione improntate al sensazionalismo e al melodramma,
di tecnologie di scena sempre più innovative, nonché di nuove
forme di recitazione messe in atto da figure come Sarah Siddons, Charles
e John Philip Kemble ed Edmund Kean. A partire da queste premesse, la ricerca
intende innanzitutto ricostruire l’ampiezza della produzione drammaturgica
gotica e studiarne le fenomenologie testuali, di rappresentazione e di
ricezione. A tal fine si prenderanno in esame testi di scrittori noti,
quali Matthew G. Lewis, Charles Robert Maturin, Percy B. Shelley e Lord
Byron, ma anche opere di rilievo di scrittori e scrittrici meno conosciuti
come James R. Planché, Joanna Baillie, Francis North e R. B. Peake.
Includendo in questo panorama il testo capostipite del genere, The
Mysterious Mother di Horace Walpole (1768), la ricerca si rivolge ad
un ambito storico e culturale che va dagli anni Settanta del diciottesimo
secolo fino alle soglie dell’età vittoriana. Fondamentale nella
ricerca sarà poi il confronto costante con il resto della produzione
teatrale romantica, ovvero l’esame degli intrecci e degli agganci (tematici,
teorici, intertestuali, ecc.) fra teatro gotico e altre forme di teatro
fra Sette e Ottocento. A tal fine risulterà essenziale un rilevamento
degli aspetti epigonali del genere drammatico gotico e, in particolare,
della sua eventuale disseminazione all’interno di altri generi e forme
del teatro romantico. Scopo ultimo della ricerca è verificare ed
approfondire gli apporti innovativi del teatro gotico in relazione sia
alla scrittura drammaturgica, sia alla rappresentazione teatrale fra Sette
e Ottocento, per rivalutare l’importanza formativa del gotico in questa
fase cruciale di passaggio verso forme teatrali sempre più riconoscibilmente
moderne.
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