Bonomi A., Bonomi B.M., Quarantelli A.2
1Ricerche effettuate con il contributo finanziario del M.U.R.S.T. (quota 60%).
2 Indirizzo per corrispondenza: Prof. A. Bonomi - Istituto di Zootecnica, Alimentazione e Nutrizione. Facoltà di Medicina Veterinaria. Via del Taglio, 8 43100 PARMA. Tel. 0521-902620 - Fax 0521 - 902622; e-mail: bonomi@unipr.it
Le indagini condotte da biologi appassionati di apicoltura sembrano abbiano sortito risultati tali da avvalorare, fra le tante ipotesi, quella secondo la quale la causa determinante l'eccezionale sviluppo e la straordinaria vitalità dell'ape regina, debba essere quasi sicuramente identificata coll'alimento a quest'ultima riservato nei primi giorni delle sua esistenza, alimento che gli studiosi hanno definito con gli appellativi di gelatina reale o pappa reale.
La sperimentazione (1¸ 13) si è doviziosamente occupata di questa sostanza, cercando, attraverso l'analisi della sua composizione, di scoprire quell'elemento o quegli elementi capaci di favorire l'evoluzione dell'importante fenomeno biologico accennato.
Le risultanze ottenute in Italia ed all'estero ci permettono di osservare che:
1) - i sorprendenti effetti fisiologici promossi, nella larva destinata a divenire ape regina, dalla c.d. gelatina reale non hanno trovato, a tutt'oggi, un'esauriente spiegazione. Mentre alcuni studiosi formulano l'ipotesi che il potente fattore biologico presente nella gelatina reale e capace di tante straordinarie trasformazioni (cioè: da un uovo non differenziato creare un insetto di peso assai maggiore di quello delle api d'altra casta e dotato, inoltre, di una prodigiosa longevità e fertilità), deve essere considerato come il frutto di una combinazione biologicamente perfetta di vari principi (vitamine, aminoacidi, grassi, ecc.); altri, invece, tendono a identificarlo con l'acido pantotenico, con l'acetilcolina o, ancora, con il coenzima A, tutti componenti, questi, presenti nella gelatina reale in eccezionale quantità;
2) - la gelatina reale sembra svolgere azione rimarchevole non solo nelle api ma anche nell'uomo. Le indagini fino ad oggi condotte hanno dimostrato che l'organismo di quest'ultimo è portato ad avvantaggiarsi dall'ingestione di tale sostanza, ricavandone benefici sia dal punto di vista clinico (negli stati nervosi, di psicosi, di obesità, di senescenza, di anemia, ecc.) che energetico (nell'affaticamento fisico e mentale) ed auxinico (nella fase di sviluppo del prematuro e del debole congenito).
Tenuto conto delle numerose incognite che ancora permangono in tema di composizione e di meccanismi d'azione della gelatina reale e, d'altra parte, considerati attentamente i risultati pratici ottenuti ogni qual volta la stessa sostanza è stata sperimentata sugli animali e sull'uomo ed, in modo particolare, allorquando è stata somministrata a giovani organismi in attivo accrescimento, abbiamo istituito e condotto presso il nostro Istituto una serie di prove di alimentazione che sono andate ad interessare le piccole specie.
Le nostre ricerche hanno permesso di accertare che:
1) - la gelatina reale liofilizzata, addizionata ad un mangime per broilers (14) alla dose di 5 p.p.m., si dimostra capace di influenzare favorevolmente l'accrescimento ponderale (14%), l'utilizzazione dell'alimento (8%) ed il processo evolutivo delle gonadi (sviluppo dei testicoli e attività spermatogenetica di questi) nonché di determinare interessanti modificazioni del quadro emocitometrico (contenuto in emoglobina superiore di circa il 22% rispetto a quello dei controlli);
2) - la gelatina reale liofilizzata, contenuta in un mangime per galline ovaiole (15) alle dosi di 10 e di 15 p.p.m., ha condizionato positivamente la ovodeposizione (risp. 10,50% e 11,00%), la resa del mangime in uova (risp. 21,00% e 22,00%), la pezzatura di queste ultime (risp. 5,00% e 4,80%), l'accrescimento ponderale dei soggetti (risp. 7,00% e 6,50%) e il grado di pigmentazione del tuorlo delle uova (risp. 9,50% e 9,70%);
3) - la gelatina reale liofilizzata, commistionata ai mangimi per tacchini da carne (16) alle dosi di 10, di 15 e di 20 p.p.m. durante l'intero ciclo di allevamento (dal 1° al 150° giorno di età) ha determinato effetti positivi sulla velocità di crescita (risp. 10,50%, 12,30% e 16,50%) e sull'utilizzazione dell'alimento (risp. 9,50%, 12,00% e 22,00%). Alle dosi di 15 e di 20 p.p.m. la gelatina reale ha anche influenzato positivamente le rese in carcassa (risp. +6,00% e +9,50%), in carne (risp. +5,50% e +9,50%) e in grasso di deposito (risp. -17,00% e -30,00%) nonché il tenore in grasso della carne (risp. -24,00 e -35,50%), la digeribilità (risp. 3,50% e 4,00% per le prot. dig. dopo digestione pepsinica "in vitro") e la tenerezza di quest'ultima (risp. -20,00% e -33,00% per il tessuto connettivo dopo digestione tripsinica "in vitro") mentre, limitatamente alla dose di 20 p.p.m., il grado di pigmentazione della cute (10,50%).
La gelatina reale, a prescindere dal dosaggio, non ha provocato modificazioni nello stato di salute degli animali;
4) - la gelatina reale liofilizzata, aggiunta ai mangimi per anatre da carne (17) alle dosi di 5, di 10 e di 15 p.p.m. durante l'intero ciclo di allevamento (dal 1° al 60° giorno di età) ha svolto un'azione favorevole sulla velocità di crescita (risp. 5,00%, 9,00% e 14,00%), sull'utilizzazione dell'alimento (risp. 10,00%, 16,00% e 26,00%), sulle rese in carcassa (risp. + 3,50%, + 4,50% e + 8,00%) e in carne (risp. + 8,00%, + 9,50% e + 18,00%). Alle dosi di 10 e di 15 p.p.m. la gelatina reale ha anche influenzato positivamente la resa in grasso di deposito (risp. -26,00% e -39,00%) e il tenore in grasso della carne (risp. -26,00 e -46,00%) nonché la digeribilità (risp. 4,50% e 7,00% per le prot. dig. dopo digestione pepsinica "in vitro"), la tenerezza di quest'ultima (risp. -26,00% e -46,00% per il tessuto connettivo dopo digestione tripsinica "in vitro") e il grado di pigmentazione della cute (10,00% e 17,50%).
La gelatina reale, a prescindere dal dosaggio, non ha costituito fonte di variazione per lo stato di salute degli animali;
5) - la gelatina reale liofilizzata, inclusa in mangimi per faraone da carne (18) alle dosi di 5, di 10 e di 15 p.p.m. durante l'intero ciclo di allevamento (dal 1° al 100° giorno di età) ha esercitato un'azione positiva sull'accrescimento ponderale (risp. 8,50%, 14,50% e 20,50%), sull'utilizzazione dell'alimento (risp. 5,00%, 10,00% e 10,50%), sulle rese in carcassa (risp. + 4,00%, + 5,50% e + 9,00%), in carne (risp. + 5,00%, + 7,00% e + 13,00%), in grasso di deposito (risp. -10,50%, - 11,50% e -20,00%) nonché sul contenuto in grasso della carne (risp. -14,00, - 16,00% e -24,00%), mentre, limitatamente alle dosi di 10 e di 15 p.p.m., sulla digeribilità (risp. 3,70% e 5,80% per le prot. dig. dopo digestione pepsinica "in vitro") e sulla tenerezza della carne (risp. -28,00% e -44,00% per il tessuto connettivo dopo digestione tripsinica "in vitro").
La gelatina reale, ai vari dosaggi sperimentati, non ha influenzato, positivamente o negativamente, la pigmentazione della cute e lo stato di salute degli animali.
Visti i lusinghieri risultati ottenuti abbiamo creduto opportuno saggiare l'efficacia della gelatina reale anche nell'allevamento del coniglio da carne.
Scopo delle nostre ricerche è stato quello di osservare che:
a) - se l'aggiunta alle razioni di gelatina reale liofilizzata fosse in grado di migliorare l'efficacia produttiva degli animali;
b) - se la risposta dei soggetti alle razioni sperimentali, valutabile attraverso l'accrescimento ponderale, l'utilizzazione dell'alimento, lo stato di salute e le caratteristiche quanti-qualitative della carne, potesse essere condizionata dal dosaggio della sostanza.
La sperimentazione ha interessato 400 conigli di razza Nuova Zelanda dell'età di circa 30 giorni, tutti maschi appena svezzati e distinti in quattro gruppi di 100 soggetti cadauno, contrassegnati con i numeri dall'1 al 4.
L'allevamento, praticato in gabbie collettive (10 soggetti per ogni gabbia), in condizioni di ambiente uniformi per i vari gruppi, ha avuto la durata di 60 giorni.
I soggetti del gruppo 1, considerato di "controllo", hanno ricevuto, durante il primo periodo (dal 30° al 60° giorno) ed il secondo (dal 61° al 90° giorno) due mangimi completi, la cui composizione è raccolta nelle tabelle nn. 1 e 2.

Per l'alimentazione dei gruppi 2, 3 e 4, considerati "di esperimento", si è fatto ricorso agli stessi mangimi con l'aggiunta però gelatina reale liofilizzata nelle rispettive dosi di 10, di 15 e di 20 p.p.m.
Per quanto concerne la gelatina reale è stato impiegato materiale proveniente dalla produzione corrispondente alla fioritura di molte specie botaniche presenti nella flora di collina, precisamente essenze di prato, castagno, tiglio, rovo e meliloto.
Le varie indagini, condotte sulla gelatina reale, hanno interessato la composizione chimica centesimale nonché i tenori di macro e microelementi minerali, di acidi grassi e di vitamine (tabelle nn. 3, 4, 5 e 6).



Nel corso ed al termine della prova istituita sono stati effettuati i seguenti rilievi:
Sui campioni di sangue, prelevati da 10 soggetti scelti nell'ambito di ciascun gruppo, sono stati determinati i contenuti di proteine totali, di albumina, di globuline, di glucosio, di fosfatasi alcalina, di fosfolipidi, di bilirubina totale, di colesterolo totale, di col. HDL, di col. LDL, di trigliceridi, di lipidi totali, di lipoproteine a e b , con kit della Boehringer Italia e di insulina con kit della Medical Systems S.p.a.;
I dati ottenuti a seguito delle indagini effettuate sono stati sottoposti ad analisi della varianza secondo il metodo dei minimi quadrati, adottando il seguente modello:
Yij= m + ai + eij
dove
Yij = singola osservazione ;
m = media generale ;
aij = effetto della dose (i=1,..,4) ;
eij = effetto casuale residuo.
I conigli alimentati con mangimi contenenti la gelatina reale liofilizzata alle dosi di 10 p.p.m. (gruppo 2), di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4) sono stati caratterizzati da uno stato di salute da definirsi buono nel corso dell'intero periodo di allevamento. Parimenti ai controlli (gruppo 1) il sensorio e le grandi funzioni organiche hanno denunciato uno svolgimento sempre entro i limiti della normalità.
Il tasso di mortalità si è rivelato decisamente basso, avendo toccato valori compresi fra il 3% e il 5%.
B) L'incremento ponderale ed il consumo di alimenti.
I conigli sono stati pesati individualmente al 30°, al 60° e al 90° giorno di età.
Nella tabella n.7 sono compendiati i risultati ottenuti a seguito dell'elaborazione matematico-statistica condotta sui dati primitivi, mentre nella tabella n.8 sono riportati i valori medi relativi agli incrementi ponderali giornalieri. Il grafico n.1 mostra l'andamento delle curve empiriche relative allo sviluppo ponderale dei soggetti.


L'esame delle tabelle permette di osservare che:
1) al 30° giorno di età le differenze fra i pesi medi non sono risultate significative (P<0,05);
2) al 60° giorno di età la gelatina reale liofilizzata addizionata ai mangimi alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4) ha esercitato effetti positivi sulla velocità di crescita dei conigli. Dal confronto fra i soggetti trattati e i controlli (gruppo 1) sono emerse differenze significative (P<0,05) pari, rispettivamente, al 8,00% e al 9,50%. Fra i due gruppi sperimentali la differenza non è risultata significativa (P>0,05).
Risultanze pressoché analoghe a quelle dei controlli sono state registrate per i soggetti alimentati con mangime contenente gelatina reale liofilizzata alla dose di 10 p.p.m. (gruppo 2);
3) al 90° giorno di età la gelatina reale liofilizzata, prevista nei mangimi alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4) si è dimostrata più efficace, rispetto al periodo precedente, nel condizionare l'accrescimento ponderale (P<0,05), soprattutto con riferimento al dosaggio più elevato (P<0,05). A paragone con i controlli (gruppo 1) i soggetti dei gruppi 3 e 4 si sono infatti avvantaggiati, nell'ordine, in ragione del 11,00% e del 15,00%.
Alla dose di 10 p.p.m. di mangime (gruppo 2) la gelatina reale liofilizzata ha determinato un certo miglioramento nella velocità di crescita sulla base però di una differenza, fra il gruppo 2 e il gruppo 1, che non ha raggiunto la significatività statistica (P>0,05).
Nella tabella n.9 (v. anche grafico n.2) sono raccolti gli indici di conversione dell'alimento in carne. Gli stessi indici consentono di accertare che i conigli razionati con mangimi in cui ha trovato posto la gelatina reale liofilizzata alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4) hanno prodotto il chilogrammo di peso vivo, utilizzando una quantità di alimento inferiore rispetto a quella consumata dai controlli (gruppo 1) in virtù di differenze significative (P<0,05), calcolate per l'intero ciclo di allevamento, pari, nell'ordine, al 8,50% e al 12,50%. Pure significativa la differenza fra il gruppo 3 e il gruppo 4 (P<0,05).

Un indice di conversione che collima, in linea di massima, con quello dei controlli (P>0,05) è stato registrato per i soggetti che hanno assunto la gelatina reale alla dose di 10 p.p.m. di mangime (gruppo 2).
I risultati ottenuti a seguito delle indagini condotte sui campioni di sangue, prelevati al 30°, al 60° e al 90° giorno di età sono riportati nelle tabelle nn.10 e 11. Dall'esame delle tabelle si evince che:
- i contenuti di proteine totali, di albumina, di globuline non hanno subito variazioni statisticamente accertabili (P>0,05) a seguito dei particolari regimi alimentari adottati;
- il tasso di glucosio ha fatto registrare valori più elevati nei conigli alimentati con mangimi contenenti la gelatina reale liofilizzata alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4) sulla base di differenze significative (P<0,05), nei confronti dei controlli (gruppo 1), pari, rispettivamente, al 16,00%, al 31,00%. Pure significativa (P<0,05) la differenza fra il gruppo 3 e il gruppo 4. Non ha trovato conferma attraverso l'elaborazione matematico-statistica la differenza fra i controlli e i soggetti che hanno ricevuto la gelatina reale alla dose di 10 p.p.m. di mangime (gruppo 2);
- i tenori di colesterolo totale, di col. HDL, di col. LDL, di trigliceridi, di bilirubina totale, di fosfolipidi, di lipidi totali e di fosfatasi alcalina sono stati caratterizzati da valori più bassi nei conigli trattati con gelatina reale liofilizzata aggiunta ai mangimi alle dosi di 10 p.p.m. (gruppo 2), di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4) in virtù di differenze, a paragone con i controlli (gruppo 1), significative (P<0,05) e pari, nell'ordine, al 10,50%, al 13,00% e al 24,00% per il colesterolo totale, al 26,00%, al 32,00% e al 56,00% per il col. HDL, al 16,00%, al 22,00% e al 32,00% per il col. LDL, al 16,00%, al 20,00% e al 33,00% per i trigliceridi, al 16,00%, al 18,00% e al 32,00% per la bilirubina totale, al 13,00%, al 18,00% e al 32,00% per i fosfolipidi, al 4,00%, al 6,50% e al 9,50% per i lipidi totali e al 18,00%, al 21,00% e al 34,00% per la fosfatasi alcalina. Pure significative (P<0,05) le differenze fra il gruppo 4 e i gruppi 2 e 3;
- le lipoproteine a e b , determinate nel sangue dei conigli razionati con mangimi addizionati di gelatina reale alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4), hanno toccato, rispettivamente, quote più alte e più basse nei confronti del lipidogramma dei controlli (gruppo 1) in ragione di differenze significative (P<0,05) pari, nell'ordine, al 48,00% e al 79,00% per le a , al 16,50% e al 31,00% per le b . Per entrambi i parametri è pure significativa (P<0,05) la differenza fra il gruppo 3 e il gruppo 4. Alla dose di 10 p.p.m. (gruppo 2) la gelatina reale liofilizzata non ha costituito fonte di variazione (P>0,05) per le lipoproteine a e b ;
- il contenuto di insulina ha denunciato valori più alti nei conigli alimentati con mangimi contenenti la gelatina reale liofilizzata alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4) sulla base di differenze, a paragone con i controlli (gruppo 1), significative (P< 0,05) e pari, nell'ordine, al 26,50% e al 48,00%.
Significativa (P<0,05) anche la differenza fra il gruppo 3 e il gruppo 4. Dalla comparazione fra i controlli e i soggetti trattati con la gelatina reale alla dose di 10 p.p.m. di mangime (gruppo 2) la differenza a favore di questi ultimi non ha raggiunto la significatività statistica (P>0,05).
D) Le rese di macellazione.

Su 20 conigli, scelti a caso nell'ambito di ciascun gruppo e sacrificati dopo un periodo di digiuno di 12 ore, sono state controllate le rese in carcassa, quarti anteriori e posteriori, regione lombare, carne, grasso di deposito, ossa, testa e collo, pelle, stinchi, zampe e coda, fegato, complesso "milza, cuore, polmoni, reni e testicoli", stomaco e intestino.
I risultati ottenuti, raccolti nella tabella n.12, pongono in evidenza che:
- la resa in carcassa a caldo, (priva di testa, collo, pelle, stinchi, zampe, coda e di tutti i visceri) ha fatto registrare valori compresi fra il 48,00% e il 55,00%.
Le rese più elevate sono state tuttavia registrate per i conigli razionati con mangimi addizionati di gelatina reale liofilizzata alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4) sulla base di differenze, nei confronti dei controlli (gruppo 1), significative (P<0,05) e pari, rispettivamente, al 7,50% e al 13,00%.
Pure significativa (P<0,05) la differenza fra il gruppo 3 e il gruppo 4. Utilizzata alla dose di 10 p.p.m. (gruppo 2) la gelatina reale liofilizzata non ha rappresentato fonte di variazione (P>0,05) per la resa in carcassa;
- le rese in quarti anteriori, in quarti posteriori, in lombo e in carne sono risultate superiori nei conigli alimentati con mangimi contenenti la gelatina reale liofilizzata alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4). A paragone con i controlli (gruppo 1) sono emerse differenze significative (P<0,05) e pari, nell'ordine, al 9,00% e al 17,00% per la resa in quarti anteriori, al 10,00% e al 15,00% per la resa in quarti posteriori, al 6,00% e al 11,00% per la resa in lombo, al 12,00% e al 20,00% per la resa in carne.
Per tutti i parametri sono risultate significative (P<0,05) anche le differenze fra il gruppo 3 e il gruppo 4.
Differenze di massima entità (P>0,05) sono state invece registrate nel confronto fra i controlli e i soggetti trattati con gelatina reale liofilizzata alla dose di 10 p.p.m. di mangime (gruppo 2);
- la resa in grasso di deposito è risultata più bassa nei conigli che hanno ricevuto mangimi contenenti la gelatina reale liofilizzata alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4), sulla base di differenze, a paragone con i controlli (gruppo 1), significative (P<0,05) e pari, rispettivamente, al 30,00% e al 46,00%. Ha raggiunto la significatività statistica (P<0,05) anche la differenza fra il gruppo 3 e il gruppo 4. Risultanze non diverse (P>0,05) da quelle dei controlli sono state invece osservate per i soggetti razionati con mangimi addizionati di gelatina reale liofilizzata alla dose di 10 p.p.m. (gruppo 2);
- le rese in ossa, testa e collo, pelle, stinchi, zampe e coda, fegato, complesso "milza, cuore, polmoni, reni e testicoli", stomaco e intestino non hanno denunciato modificazioni (P>0,05) comunque riferibili ai particolari regimi alimentari adottati.
E) - La composizione chimico-bromatologica della carne.
I campioni di carne sono stati sottoposti, previa omogeneizzazione, a disidratazione e successivamente ridotti in polvere prima di procedere alle varie indagini di ordine chimico. E' stata effettuata la determinazione del contenuto in acqua, in ceneri gregge, in proteina greggia e in grasso greggio.
I risultati ottenuti, compendiati nella tabella n. 13, permettono di rilevare che per tutti i parametri i relativi valori sono compresi entro i limiti della normalità senza l'evidenza di differenze apprezzabili (P>0,05) nel confronto fra i controlli (gruppo 1) e i soggetti di esperimento (gruppi 2, 3, 4).
F) - La digeribilità pepsinica "in vitro" della carne.
Sulla carne, essiccata e sgrassata, è stata determinata la digeribilità, seguendo il metodo proposto da Sjollema-Wedemeyer.
I valori medi relativi alla proteina totale, digeribile, indigerita nonché al coefficiente di digeribilità sono raccolti nella tabella n. 14.
Gli stessi valori consentono di osservare che la carne dei conigli alimentati con mangimi addizionati di gelatina reale liofilizzata in ragione di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. (gruppo 4) è più digeribile rispetto a quella dei controlli (gruppo 1). Il coefficiente di digeribilità delle proteine ha infatti posto in evidenza differenze significative (P<0,05) e pari, nell'ordine, al 4,00% e al 6,50%.
Significativa (P<0,05) anche la differenza fra il gruppo 3 e il gruppo 4.
Impiegata alla dose di 10 p.p.m. di mangime (gruppo 2) la gelatina reale liofilizzata non ha determinato modificazioni (P>0,05) nella digeribilità della carne.
Per la valutazione della tenerezza della carne si è fatto ricorso al procedimento proposto da Schönberg e Lochmann, elaborato da Krüger, basato sull'impiego della tripsina. Con il medesimo procedimento si opera su carne essiccata e sgrassata che viene sottoposta a digestione enzimatica per 96 ore. Al termine di tale periodo la sostanza indigerita è rappresentata quasi totalmente dal tessuto connettivo.
Le risultanze ottenute sono riportate nella tabella n. 15. L'esame delle medesime risultanze mette in luce che la carne dei conigli trattati con gelatina reale liofilizzata alle dosi di 15 p.p.m. (gruppo 3) e di 20 p.p.m. di mangime (gruppo 4) è più tenera nei confronti di quella dei controlli (gruppo 1). Le differenze fra i contenuti di sostanza indigerita sono significative (P<0,05) e pari, rispettivamente, al 26,00% e al 42,50%. Pure significativa la differenza fra il gruppo 3 e il gruppo 4.
La tenerezza della carne non ha subito modificazioni apprezzabili (P>0,05) a seguito dell'impiego della gelatina reale liofilizzata alla dose di 10 p.p.m. di mangime (gruppo 2).
Sulla scorta dei rilievi effettuati e delle osservazioni tratte ci sembra di poter formulare le seguenti considerazioni e conclusioni:
1) la gelatina reale liofilizzata, prevista nei mangimi alle dosi di 15 e di 20 p.p.m. ha condizionato favorevolmente l'accrescimento ponderale dei conigli con una efficienza maggiore in corrispondenza del dosaggio più elevato. Al termine del ciclo produttivo (90 giorni di età) i soggetti trattati si sono avvantaggiati, rispetto ai controlli, in virtù di differenze pari, nell'ordine, al 11,00% e al 15,00%, facendo nel contempo registrare un indice di conversione dell'alimento inferiore di circa l'8,50% e il 12,50%;
2) la gelatina reale, agli stessi dosaggi, ha influenzato positivamente le rese in carcassa (risp. + 7,50% e + 13,00%), in quarti anteriori (risp. + 9,00% e + 17,00%), in quarti posteriori (risp. + 10,00% e + 15,00%), in lombo (risp. + 6,00% e + 11,00%), in carne (risp. + 12,00% e + 20,00%), in grasso di deposito (risp. 30,00% e 46,00%) e alcune caratteristiche qualitative della carne con riferimento al grado di digeribilità (risp. + 4,00% e + 6,50% per le prot. dig. dopo digestione pepsinica "in vitro") e al grado di tenerezza (risp. 26,00% e 42,50% per il tessuto connettivo dopo digestione tripsinica "in vitro"). Anche per questi parametri la migliore risposta è stata ottenuta utilizzando la gelatina reale alla dose più alta;
3) effetti di scarso rilievo sulle caratteristiche quanti-qualitative della carne sono stati determinati dalla gelatina reale liofilizzata alla sua dose di impiego di 10 p.p.m. di mangime;
4) la gelatina reale liofilizzata, a prescindere dal dosaggio, non ha interessato, positivamente o negativamente, lo stato di salute dei conigli.
Il complesso delle risultanze ottenute a seguito delle nostre indagini ci autorizza ad affermare che la gelatina reale liofilizzata si è dimostrata capace di migliorare l'azione trofica dei mangimi destinati ai conigli da carne.
Per quanto concerne il dosaggio della sostanza ci è stato dato di constatare che le risultanze ottimali sono conseguibili allorquando si fa ricorso alla medesima in ragione di 20 p.p.m. di mangime.
Dal punto di vista biologico l'efficacia della gelatina reale sull'estrinsecazione delle attitudini produttive dei conigli pensiamo che possa essere interpretata alla luce dei reperti ottenuti a seguito delle indagini condotte a livello ematico.
E' stato infatti possibile accertare che la gelatina reale determina significativi aumenti dei tassi di glucosio, di insulina e di lipoproteine a e riduzioni dei tenori di colesterolo totale, di col. HDL, di col. LDL, di trigliceridi, di bilirubina totale, di fosfolipidi, di fosfatasi alcalina e di lipidi totali, reperti questi che pongono in chiara evidenza la possibilità della sostanza di svolgere un ruolo di primo ordine in seno ai metabolismi glucidico e lipidico e tale da favorire la normalizzazione delle condizioni biotrofiche degli animali.
Naturalmente le nostre ricerche verranno proseguite al fine di acquisire più ampie informazioni sulle funzioni metaboliche e sul meccanismo d'azione della gelatina reale.
Parole chiave: gelatina reale, conigli da carne, efficienza produttiva.
Key Words: royal jelly, rabbits, productive efficiency.
Mots-clefs: gelée royale, lapins à viande, efficacité de production
RIASSUNTO - Gli Autori espongono i risultati ottenuti
a seguito di un esperimento circa l'impiego della gelatina reale nell'alimentazione
dei conigli da carne.
La gelatina reale liofilizzata, addizionata ai mangimi alle dosi di 15 e di
20 p.p.m. durante l'intero ciclo di allevamento (dal 30° al 90° giorno di età),
ha determinato effetti positivi sulla velocità di crescita (risp. 11,00%
e 15,00%), sull'utilizzazione dell'alimento (risp. 8,50% e 12,50%), sulle rese
in carcassa (risp. + 7,50% e + 13,00%), in quarti anteriori (risp. + 9,00% e
+ 17,00%), in quarti posteriori (risp. + 10,00% e + 15,00%), in lombo (risp.
+ 6,00% e + 11,00%), in carne (risp. + 12,00% e + 20,00%) e in grasso di deposito
(risp. 30,00% e 46,00%) e su alcune caratteristiche qualitative
della carne con riferimento al grado di digeribilità (risp. + 4,00% e
+ 6,50% per le prot. dig. dopo digestione pepsinica "in vitro") e
al grado di tenerezza (risp. 26,00% e 42,50% per il tessuto connettivo
dopo digestione tripsinica "in vitro"). Impiegata ad un dosaggio più
basso (10 p.p.m.) la gelatina reale è risultata meno efficace.
A prescindere dal dosaggio, la gelatina reale non ha influenzato, positivamente
o negativamente, lo stato di salute degli animali.
SUMMARY - Royal jelly in the feeding of the rabbits.
The Authors refer the results of a research about the use of royal jelly
in rabbits feeding. Added to rations at the doses of 15 and 20 p.p.m. (from
30 to 90 d of age), royal jelly has improved the weight gain (resp. 11,00% and
15,00%), the feed utilisation (resp. 8,50% and 12,50%), the carcass (resp. +
7,50% and + 13,00%), the fore quarters (resp. +9,00% and +17,00%), the rear
quarters (resp. + 10,00% and + 15,00), the loin (resp. + 6,00% and + 11,00),
the meat yield (resp. + 12,00% and + 20,00%), the fat yield (resp. -30,00%,
and -46,00%) and the meat digestibility (resp. + 4,00% and + 6,50% of digestible
protein after "in vitro" pepsinic digestion) and the tenderness (resp.
-26,00% and -42,50% of connective tissue after "in vitro" tripsinic digestion).
At lower dose (10 p.p.m.) royal jelly doesn't seem to have any appreciable effect.
Regardless to the dose, royal jelly have not positive or negative effects on
the health status.
RÉSUMÉ La gelée royale
dans l'alimentation du lapin à viande.
Les auteurs présentent les résultats obtenus suite à une
expérimentation sur l'utilisation de la gelée royale dans l'alimentation
du lapin à viande.
La gelée royale lyophilisée, ajoutée à l'aliment
à des doses de 15 et 20 p.p.m. pendant tout le cycle d'engrais (du 30°
au 90° jour), a eu des effets positifs sur la vitesse de croissance (resp. +11,00%
et +15,00%), sur l'utilisation de l'aliment (resp. +8,50% et +12,50%), sur le
rendement de la carcasse (resp. +7,50% et +13,00%), des quartiers antérieurs
(resp. +9,00% et +17,00%), des quartiers postérieurs (resp. 10,00% et
+15,00%), des lombaires (resp. +6,00% et +11,00%), en viande (resp. +12,00%
et +20,00%), et sur le gras de déposition (resp. -30,00% et -46,00%),
et sur certaines caractéristiques qualitatives se référant
au degré de digéribilité (resp. +4,00% et +6,50% pour les
protéines digestibles après digestion avec pepsine "in vitro")
et au degré de tendreté (resp. -26,00% et 42,50% pour le
tissus connectif après digestion avec trypsine "in vitro").
Utilisée à dose moins élevée (10 p.p.m.), la gelée
résulte être moins efficace.
En faisant abstraction du dosage, la gelée royale n'a pas d'influence
positive ni négative sur l'état de santé des animaux.
Nota Il piano, l'esecuzione delle indagini e le conclusioni spettano in parti uguali agli Autori (A. Bonomi)
BIBLIOGRAFIA