Quarantelli A., Renzi M., Gandolfi L.(1)
(1) Istituto di Zootecnica, Alimentazione e Nutrizione - Facoltà di Medicina Veterinaria - Università degli Studi di Parma. Direttore: Prof. Alberto Bonomi.
La qualità dell'aria presente all'interno dei ricoveri figura, notoriamente, fra i fattori della produzione che possono condizionare più di altri le performances degli animali (Hayter e Besch, 1974). Nell'aria sono infatti disperse polveri, che originano dal mangime, dalla pelle, dalle piume, dalla lettiera e dalle feci (Dawson 1990) ma anche agenti causali di malattia quali batteri patogeni, spore di funghi appartenenti soprattutto ai generi Aspergillus, Penicillus e Scopulariopsis (Lovett et al., 1971, Dennis e Gee, 1973, Jand e Dhillon, 1973) e virus (Hopkins e Drury, 1971) che insieme concorrono alla creazione di condizioni ambientali non sempre rispondenti alle esigenze del benessere animale. Il sinergismo che si viene a creare fra la polvere e gli agenti patogeni favorisce la comparsa di sindromi morbose che trovano la loro massima espressione nelle ben note malattie respiratorie (Hilliger et al., 1984, Pedersen S. 1989). La riduzione del tenore di polvere dispersa nell'aria degli allevamenti è, pertanto, un obiettivo perseguito da tempo e affrontato con diversi metodi (Gastaldo e Samoggia 1992). Fra questi la ionizzazione negativa dell'aria sembra quello che lascia intravedere prospettive lusinghiere per la soluzione del problema. Realizzata artificialmente con apparecchi ad effetto punta sembra in grado di svolgere una sanificazione dell'aria mediante l'abbattimento della polvere e la inattivazione delle forme microbiche in essa presenti (Müller, 1969; Asaj, 1984; Estola et al. 1979; Bailey e Daniel, 1994). In sede di verifica di tali acquisizioni ci si è proposti di valutare se le performances di animali allevati, per tutto il ciclo di allevamento, in ambiente ionizzato possano essere condizionate favorevolmente dal trattamento.
La sperimentazione è stata condotta in due pollai attigui perfettamente identici per forma, dimensioni e sistema di controllo delle condizioni microclimatiche, presenti in un allevamento avicolo sperimentale con sede in Baganzola (PR). Uno dei due pollai è stato ionizzato, a partire dal 1° giorno di allevamento, con apposito apparecchio "Ionizer 6000" composto di n. 8 emittenti ad effetto a punta, fissate ad una altezza di 210 cm da terra e distribuite uniformemente all'interno del medesimo.
L'apparecchiatura ci è stata cortesemente fornita dal Sig. Casellato Giustiniano - Fusignano Ravenna al quale va il nostro più sincero ringraziamento.
Nei pollai così differenziati sono state condotte due prove aventi la finalità di valutare l'effetto dell'aeroionizzazione sulle performance di animali accasati nelle seguenti condizioni di allevamento:
I ricoveri erano stati interessati dalla presenza di animali di età diverse per un periodo di 12 mesi.
I ricoveri erano stati sottoposti ad un periodo di "tutto vuoto" della durata di 60 giorni.
Per l'espletamento di ciascuna indagine sono stati utilizzati 1.100 pulcini maschi di ceppo Ross 308 allevati "a terra" per un periodo di 60 giorni, divisi in due gruppi: "controllo" ed "esperimento" di 550 soggetti ciascuno. I soggetti dei due gruppi hanno ricevuto lo stesso tipo di razione costituita da mangimi completi di 1° periodo (dal 1° al 20°), di 2° (dal 21° al 40° d) e di 3° (dal 41° al 60° d) la cui composizione è riportata nella tabella n. 1.
Nella tabella n. 2 sono raccolti i risultati dell'analisi chimica condotta sui mangimi di 1°, di 2° e di 3° periodo.
Nel corso delle 2 prove sono stati effettuati i seguenti rilievi:
Campioni di aria sono stati prelevati contemporaneamente all'interno del pollaio di "controllo" e in quello di "esperimento". I prelievi sono stati effettuati al 20° e al 50° d del ciclo di allevamento, sia in occasione della prima prova sia della seconda, alla stessa ora del pomeriggio e previa inattivazione, per quattro ore, dei sistemi di ventilazione in dotazione a ciascun pollaio. Le polveri disperse nell'aria sono state raccolte su appositi filtri attraverso i quali sono stati fatti passare quantitativi noti di aria come previsto dal metodo UNICHIM n. 271 Ed. 1977. Le sonde di prelevamento dell'aria sono state posizionate ad una altezza di 65 e 170 cm dalla superficie della lettiera.
L'indagine è stata effettuata adottando le metodologie descritte da Pinello e Coll. 1977, fatta eccezione per il terreno di coltura delle muffe. E' stato infatti utilizzato il terreno Rose-bengal chloramphenical Agar nel quale il cloramfenicolo ha avuto la funzione di inibire la crescita di batteri e/o forme sporigene diverse dai miceti.
A - Lo stato di salute.
Lo stato di salute degli effettivi dei due gruppi, valutato nell'ambito di ciascuna prova, si è sempre mantenuto buono senza mostrare deviazione dalla norma anche se il gruppo trattato, sia nella prima sia nella seconda prova, ha sempre evidenziato un piumaggio più lucido, bargigli più intensamente colorati e la completa assenza di sintomi riferibili a patologie respiratorie. Nonostante ciò, l'indice di mortalità non ha evidenziato differenze di rilievo dal confronto fra gli animali di esperimento e quelli di controllo (tabella n. 3). Al termine della prima prova è stato registrato un tasso di mortalità totale pari al 7,09% e al 6,18% rispettivamente per i soggetti di controllo e per quelli trattati, mentre al termine della seconda la percentuale dei decessi è risultata pari, nell'ordine, al 6,36% e al 6,18%.
B - L'incremento ponderale ed il consumo di alimenti.
Tutti gli animali sono stati pesati individualmente al 20°, al 40° e al 60° d.
Nella tabella n. 3 (v. anche grafico) sono riportati i risultati emersi dall'elaborazione matematico-statistica, condotta sui dati primitivi registrati nel corso delle due prove. Dall'esame della tabella si evince che gli animali allevati in ambiente ionizzato, a partire dal primo giorno di vita, hanno risposto positivamente al trattamento ma in modo diverso nell'ambito di ciascuna prova:
a) - al 20° giorno di età.
Prima prova: i soggetti del gruppo esperimento si sono significativamente differenziati rispetto a quelli di controllo (P<0,05) per una velocità di crescita più elevata (+10,91%).
Seconda prova: l'effetto della ionizzazione negativa dell'aria è risultato ininfluente (P>0,05) sull'accrescimento ponderale dei soggetti trattati rispetto a quelli di controllo.
b) - al 40° giorno di età.
Prima prova: l'esposizione degli animali alla ionizzazione negativa dell'aria, pur riducendo la sua efficacia, ha fatto si che anche nella seconda parte del ciclo gli animali di esperimento potessero differenziarsi da quelli di controllo (P<0,05) per un più elevato tasso di crescita (+8,51%).
Seconda prova: analogamente a quanto è stato registrato nella prima parte della ricerca gli animali interessati dalla ionizzazione negativa non hanno avuto vantaggi significativi rispetto a quelli non trattati (P>0,05).
c) - al 60° giorno di età.
Prima prova: alla fine del ciclo di allevamento il ruolo delle ionizzazione sulle performances produttive sembra meno efficiente tuttavia il gruppo trattato si avvantaggia significativamente (P<0,05) sul gruppo controllo in ragione del 4,55%.
Seconda prova: i soggetti interessati dal trattamento di ionizzazione, alla fine della sperimentazione, sono stati favorevolmente condizionati (P<0,05) dalle condizioni microclimaticle create dal medesimo e, in funzione di ciò, hanno migliorato le loro performances superando i controlli in ragione del 2,78%.
Nella tabella n. 3 sono annotati anche gli indici di conversione dell'alimento. In base ad essi è possibile rilevare che nel corso delle due sperimentazioni i polli allevati in ambienti interessati dalla ionizzazione negativa dell'aria, non hanno denunciato indici di conversione sostanzialmente diversi da quelli degli animali di controllo. Detti valori sono infatti rimasti nell'ambito di quelli previsti per il ceppo di appartenenza degli animali.
C - Il controllo delle rese di macellazione e la valutazione delle carcasse alla spolpatura.
Al termine della prova 10 soggetti, scelti a caso nell'ambito di ciascun gruppo e lasciati a digiuno per 12 ore, sono stati sacrificati mediante dissanguamento e quindi privati delle penne e dell'intestino. Sulle carcasse c.d. "a pollo sfilato", previo raffreddamento alla temperatura di 4° C, si è proceduto al controllo della resa in carcassa, carne di petto, cosce e fuselli, ali, grasso addominale, cute e tessuto sottocutaneo, ossa di scheletratura, testa e collo, zampe, ventriglio, fegato e cuore.
I dati raccolti a seguito delle indagini effettuate ed elaborati mediante analisi matematico-statistica sono annotati nella tabella n. 4. Dall'esame della medesima tabella si evince che, fatta eccezione per il peso vivo medio di macellazione, per il quale le differenze rispecchiano i pesi vivi medi dei gruppi di appartenenza, nessuna differenza di rilievo (P>0,05) è emersa, sia per la prima sia per la seconda prova, dal confronto fra le rese di macellazione degli animali di controllo e quelli di esperimento.
D - Valutazione del colore della cute dei tarsi.
Il colore della cute dei tarsi è stata effettuata mediante colorimetro Minolta Chroma Meters CR 300 prima che i medesimi fossero staccati dall'articolazione tarsometatarsica degli animali sacrificati per la determinazione delle rese di macellazione. Dai dati raccolti nella tabella n. 4 la colorazione gialla non è stata in nessun caso condizionata, positivamente o negativamente, dalla ionizzazione negativa dell'aria.
E - Determinazione del tenore di polveri disperse nell'aria dei ricoveri.
Le risultanze ottenute a seguito delle misurazioni effettuate, raccolte nella tabella n. 5 ci consentono di rilevare che la quantità delle polveri disperse nell'aria è apparsa diversamente distribuita fra i due ricoveri utilizzati, per effetto del trattamento di ionizzazione e a seguito delle differenze che si sono venute a creare fra i due cicli di allevamento effettuati.
Prima prova: al 20° d il livello di inquinamento registrato nel il pollaio sottoposto a ionizzazione, all'altezza di 65 cm dalla lettiera, è risultato di inferiore (- 44,76%) rispetto a quello di controllo, mentre all'altezza di 170 cm la concentrazione del pulviscolo disperso nel pollaio ionizzato ha superato di gran lunga quella del ricovero di paragone (+393,44%).
Al 50° d la distribuzione delle particelle di polvere nel pollaio ionizzato e in quello di controllo ha assunto un andamento che, in linea di massima, rispecchia quella individuata per i medesimi ricoveri al 20° d.
Seconda prova: a seguito di un periodo di "tutto vuoto" di 60 d, il livello di inquinamento dell'aria, individuato nelle summenzionate strutture, è risultato leggermente inferiore rispetto a quello registrato nel corso della prima indagine. La distribuzione del pulviscolo, all'interno del pollaio ionizzato e in quello di riferimento, ha avuto tuttavia un comportamento del tutto simile a quello verificato nel corso della prima esperienza sia con riferimento ai rilievi effettuati al 20° d (- 40% a 65 cm e + 447,91% a 170 cm ) sia a quelli effettuati al 50° d (- 41,66% a 65 cm e + 380,82% a 170 cm).
Le modificazioni indotte con la ionizzazione negativa dell'aria, nella distribuzione delle polveri presenti all'interno del pollaio trattato, sono da attribuire all'effetto calamita e/o polarizzante che la ionizzazione stessa esercita sulle particelle aerodisperse con un meccanismo simile a quello indicato nella figura n. 1 e che ha trovato conferma nelle immagini ottenute al 18 d (foto a e b), al 40° d (foto c) e al 60° d (foto d).
F - Determinazione della micoflora dispersa nell'aria dei ricoveri.
Nella tabella n. 6 sono raccolti i risultati emersi a seguito di una valutazione condotta solo al 50° d della prima e della seconda ricerca. Dal suo esame si evince che la ionizzazione negativa dell'aria, oltre che ridurre in prossimità degli animali (65 cm dalla lettiera) la quantità di pulviscolo, ha fatto si che i polli trattati potessero usufruire di aria interessata anche da un quantitativo di miceti inferiore rispetto a quelli di controllo. Le differenze, in termini di U.F.C./mg di polvere, sono infatti risultate pari a - 75% per la prima prova e a - 66% per la seconda.
La ionizzazione negativa, mediante la sua azione polarizzante, ha attirato verso l'alto anche la micoflora dispersa nell'aria con un andamento pressoché sovrapponibile nel corso delle due prove. In funzione di tale effetto, all'altezza di 170 cm dalla lettiera, la concentrazione dei miceti presenti nel pulviscolo del pollaio trattato ha superato di gran lunga (+ 55%) quella contenuta nel particellato reperito nel pollaio di controllo (1670 e 1850 U.F.C./mg risp. per il primo e il secondo ciclo).
Le risultanze emerse dalle nostre indagini autorizzano la formulazione delle seguenti considerazioni e conclusioni:
1) - la ionizzazione negativa dell'aria ha consentito agli animali trattati di differenziarsi da quelli di controllo, sia nell'ambito della prima prova sia della seconda, per una più elevata qualità del piumaggio e una più intensa colorazione rossa dei bargigli pur senza tuttavia creare modificazioni significative sul tasso di mortalità fra i gruppi controllo ed esperimento e fra le due sperimentazioni effettuate.
2) - gli animali allevati in ambiente ionizzato hanno risposto positivamente al trattamento ma con modalità diverse nel corso delle due prove. Durante la prima i soggetti del gruppo "esperimento" si sono significativamente differenziati (P<0,05) rispetto a quelli di "controllo" per la velocità di crescita. Tale differenza è risultata pari al 10,91% al 20° giorno, all'8,51% al 40° e al 4,55% alla fine del ciclo (60° d). Nel corso della seconda l'effetto della ionizzazione negativa dell'aria sulla velocità di crescita è apparso irrilevante nella prima fase del ciclo (+0,61% al 20° d e +1,40% al 40° d) mentre alla fine (60° d) i soggetti trattati, rispetto a quelli di controllo, si sono avvantaggiati in misura pari al 2,78% (P<0,05).
3) - accanto ad una più elevata velocità di crescita non è stato tuttavia rilevato alcun miglioramento per l'utilizzazione dell'alimento e nessuna influenza positiva o negativa sulle rese di macellazione e sul grado di pigmentazione della cute dei tarsi.
4) - la distribuzione quantitativa delle polveri aerodisperse è stata modificata dal trattamento. Nel pollaio sottoposto a ionizzazione, sia nel corso della prima prova sia della seconda, è stata riscontrata una minor concentrazione di polvere in prossimità degli animali (a 65 cm dalla lettiera) e quantitativi più elevati all'altezza di 170 cm dalla lettiera, vale a dire nelle immediate vicinanze delle sorgenti degli ioni negativi. A seguito del periodo di "tutto vuoto" la quantità di pulviscolo aerodisperso che è stato reperito nel corso della seconda prova è risultato leggermente inferiore rispetto a quello raccolto nel corso della prima.
5) - i soggetti sottoposti al trattamento di ionizzazione, oltre ad essere interessati da tenori di polvere inferiori rispetto a quelli di controllo sono venuti a contatto anche con un minor quantitativo di muffe. Nel pollaio trattato è stato infatti registrato una minore presenza di miceti (-75% per la prima prova e -66% per la seconda).
A conclusione possiamo affermare che la ionizzazione negativa dell'aria dei ricoveri per polli da carne ha consentito di migliorare significativamente (P<0,05) la velocità di crescita degli animali sottoposti al trattamento. L'effetto della ionizzazione dell'aria si è rivelato positivo sull'accrescimento dei polli sia quando i ricoveri erano interessati da alti livelli di inquinamento microbico (1° prova) sia quando gli stessi ricoveri erano stati opportunamente sanificati a seguito di un periodo di "vuoto sanitario" (2° prova). Tale risultato riteniamo sia da attribuire all'azione degli ioni negativi emessi nell'ambiente, i quali, favorendo la segregazione nonché l'allontanamento della polvere e della microflora dagli animali, hanno fatto si che quelli allevati fin dai primi giorni di vita in ambiente inquinato (prima prova) abbiano tratto un sensibile giovamento a partire dall'inizio del ciclo di allevamento mentre quelli accasati in ambiente "sanificato" (seconda prova) hanno tratto vantaggio dal trattamento solo nell'ultima fase della crescita (dal 40° al 60° giorno) allorquando la microflora ambientale ha raggiunto livelli tali da recare nocumento allo stato di salute degli animali.
In accordo con quanto affermato da altri ricercatori (Gastaldo A. e Samoggia G. 1992) l'igiene ambientale è indubbiamente uno dei fattori in grado di svolgere un ruolo di primo piano sull'insorgenza, negli animali, di sindromi che possono interessare sia l'apparato respiratorio sia quello digerente. Da quanto scaturito anche dalle nostre ricerche abbiamo motivo di credere che il sinergismo che si viene a creare fra tali sindromi può risultare determinante nella estrinsecazione delle attitudini produttive del pollo da carne.
La ionizzazione negativa dell'aria crediamo pertanto che possa rientrare a pieno titolo in questa tematica e, per tale motivo, riteniamo che siano necessarie ulteriori conferme sperimentali.
Parole chiave: ricoveri per polli da carne, ionizzazione negativa dell'aria, qualità dell'aria, polvere e micoflora aerodisperse, performances e benessere dei polli da carne.
Key words: broiler hause, air negativ ionization, air quality, dust and mycoflora airborne, performances and welfare of broilers.
RIASSUNTO - Sono state istituite due prove allo scopo di valutare
se la ionizzazione negativa dell'aria, realizzata con appositi apparecchi ad
effetto a punta, fosse in grado di migliorare le performances di broilers allevati
in differenti condizioni ambientali, vale a dire, in stalli caratterizzati da
elevato inquinamento da polveri, muffe ed altri microrganismi patogeni (1°
prova) e da basso inquinamento (2° prova).
Ciascuna sperimentazione ha interessato 1100 pulcini maschi di ceppo Ross allevati
su lettiera per un periodo di 60 giorni, divisi in due gruppi di 550 soggetti
ciascuno, albergati in stalli attigui perfettamente identici per forma, dimensioni
e sistema di termoregolazione ma diversificati per la presenza dell'impianto
di ionizzazione. Mediante l'abbattimento della polvere e l'inattivazione della
microflora patogena sospesa nell'aria la ionizzazione, in entrambe le prove,
ha condizionato favorevolmente lo stato di salute dei soggetti ed ha stimolato
nei medesimi una più elevata velocità crescita. Gli animali di
esperimento si sono infatti avvantaggiati rispetto a quelli di controllo in
ragione del 4,55% per la prima prova e del 2,78% per la seconda. Nessuna variazione
di rilievo è stata invece registrata per l'indice di conversione, per
le rese di macellazione e la pigmentazione della cute dei tarsi.
SUMMARY - Two trials were carried out to evaluate if negative
air ionisation (done with specific apparatus) was able to improve the performances
of broilers raised in different conditions, that is, in stalls with a high pollution
level due to dust, mould and other pathogenic micro-organisms (first test) and
in stalls with a low level (second test). Each experiment involved 1100 Ross
strain male chicks raised on the litter for a 60 day period, divided in 2 groups
of 550 each, kept in adjacent stalls exactly alike for shape, dimensions and
heating systems, but different for the presence or absence of ionisation apparatus.
The ionisation, in both tests, favourably conditioned the health of the chicks
and stimulated a higher growth rate by lowering the dust and inactivating the
pathogenic microflora suspended in the air. The experimental groups were at
an advantage compared to the control groups: 4.55% for the first test and 2.78%
for the second. Instead, there was no variation, between the groups and for
both test, for the feed efficiency or for the dressing percentage.
SOMMAIRE - Deux èpreuves ont ètè effectuées
pour évaluer si la ionisation négative d'air (faite avec l'appareil
spécifique) pouvait améliorer les performances des volailles de
chair dans différent conditions, c-à-d., dans les stalles avec
un niveau élevé de pollution dû à la poussière,
à les moissures et à d'autres micro-organismes pathogènes
(premier essai) et dans les stalles avec un niveau bas (deuxième essai).
Chaque expérience a impliqué les poussins 1100 mâles
de lignée Ross élevés sur la litière pendant une
période de 60 jours, divisée dans 2 groupes de 550, maintenus
dans les stalles adjacentes exactement semblables pour la forme, les dimensions
et les systèmes de chauffage, mais différent pour la présence
ou l'absence de l'appareil de ionisation. La ionisation, dans les deux essais,
a favorablement conditionné la santé des poussins et a stimulé
une cadence de cropissance plus élevée en abaissant la poussière
et en inactivant la flore microbienne pathogène suspendue dans l'air.
Les proupes expérimentaux étaient à un avantage comparé
aux groupes de témoin: 4,55% pour le premier essai et 2,78% pour le seconde.
Au lieu de cela, il n'y avait aucune variation pour l'efficacité d'alimentation,
pour le rendement d'abbatage e pour la pigmentation de le tégument des
tarses.
Nota: Il piano, l'esecuzione delle indagini e le conclusioni spettano in parti uguali agli AA. (Il Direttore: Prof. Alberto Bonomi).
Bibliografia