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PERCHE' SCIENZE FORENSI?
Il
processo penale sta subendo importanti modificazioni a causa delle
sempre più sofisticate tecniche analitiche disponibili per la
criminalistica. Infatti la scienza e la tecnologia come strumenti
galileiani di conoscenza sono in continuo sviluppo e diffusione e ed
entrano quindi in modo sempre più massiccio sia nella fase di indagine
e che dibattimentale del processo penale, dove appunto, con metodi
induttivi e deduttivi, si cerca la verità e se ne valutano gli effetti
sull' episodio criminoso. Gli strumenti scientifici e tecnici di cui il
processo penale si avvale sono sempre più efficaci e risolutivi, ma
anche sempre più sofisticati e complessi, al punto che spesso
l'interpretazione univoca dei risultati riesce difficile se la
discussione non avviene tra specialisti. I soggetti giuridici del
processo trovano poi spesso difficoltà insormontabili anche nella
semplice comprensione delle perizie. La scarsità di specialisti in
tecniche criminalistiche ha confinato queste competenze al personale
delle forze di Polizia, che però devono soprattutto assolvere ai loro
compiti istituzionali seguendo le indicazioni di Pubblici Ministeri e
Giudici per Indagini Preliminari, e a pochi periti, che si sono formati
alla scuola di alcuni Istituti Universitari di Medicina Legale e che si
sono basati, essenzialmente, sull' esperienza dei singoli operatori e
sui dati desunti dall' ampia casistica, piuttosto che sul ricorso a
particolari curricula universitari. La quasi totalità dei giuristi che
partecipano al processo penale, convinta che la scienza fornisca verità
assolute, esige che il perito, risponda comunque al quesito posto in
termini perentori e tali da banalizzare ed impoverire i risultati della
perizia, e costringendolo così a fornire una versione almeno riduttiva
della verità.
PER CHI SCIENZE FORENSI?
La
Facoltà di Scienze dell'Università di Parma, nell' intento di
contribuire alla diffusione delle tecniche analitiche nel processo
penale ed al corretto uso dei relativi risultati, ha istituito nel
1999, un Corso di Perfezionamento in Scienze Forensi. Il Corso di
perfezionamento è divenuto corso per Master Universitario di II livello
nel 2001, e ha ottenuto il Finanziamento del Consorzio Symposium per l'
a.a. 2002-2003. Il Corso è aperto a laureati in discipline tecniche e
scientifiche nonché ai laureati in Giurisprudenza e Scienze Politiche.
Mentre infatti i primi opereranno come periti nel processo penale con
una preparazione ufficiale e qualificata anche se sempre migliorabile,
i laureati in Giurisprudenza, che seguono corsi parzialmente
differenziati, imparano a disporre le perizie più efficaci, ad
individuare le tecniche più opportune, i laboratori più affidabili, a
leggere e c omprendere le perizie senza limitarsi alle conclusioni in
neretto, a confrontare perizie eventualmente contrastanti. I laureati
in Scienze Politiche possono seguire il Corso con l' obiettivo di
entrare a far parte delle forze di Polizia, se già non ne fanno parte.
In questo caso diverranno operatori della sicurezza in grado di
muoversi correttamente sulla scena del crimine, di condurre indagini
con gli ausili che la scienza e la tecnica mette a disposizione. I
laureati in medicina, che devono però essere già specializzati in
Medicina Legale, potranno integrare la loro professionalità con
conoscenze di tipo criminalistico apprendendo ad usare le informazioni
derivanti dalle tecniche fisiche per meglio raggiungere gli obiettivi
della medicina legale. Il Master contribuirà quindi ad una più puntuale
applicazione della giustizia penale, attraverso l' uso appropriato del
metodo scientifico laddove è possibile, e lo è quasi sempre .
FIGURE PROFESSIONALI
Le
figure professionali che il Corso per Master si propone di formare sono
Esperti in vari settori della criminalistica, quali la balistica per l'
esame di armi, bossoli e proiettili; la dattiloscopia, che si interessa
della rilevazione e dell' analisi comparativa di impronte digitali; la
biologia forense, che riguarda l' analisi del DNA su traccia, tanto per
fare qualche esempio. Ogni branca, da sola o in associazione alle
altre, si rivela spesso fondamentale per la risoluzione dei casi
delittuosi, la cui positiva conclusione è sempre più spesso affidata
all' analisi di tracce e reperti raccolti sulla scena del crimine. La
recente riforma del codice di procedura penale (legge n.397, 7 dicembre
2000) prevede che la difesa possa condurre autonomamente indagini ed
effettuare analisi tecniche su reperti. Necessariamente quindi il
mercato del lavoro in questo settore dovr à ampliarsi e dovranno
nascere centri specializzati in tecniche criminalistiche che potranno
lavorare per la difesa, ma anche, come accade i molti paesi
anglosassoni, per il Pubblico Ministero. Magistrati e avvocati che
siano in grado di predisporre la perizia più informativa, con la
tecnica più adatto, al laboratorio più esperto nel settore. Saranno poi
in grado di comprendere per intero la perizia che, se redatta da periti
formati a questo master, userà un linguaggio rigoroso ma accessibile,
ed eventualmente saranno in grado di confrontare perizie dai risultati
contrastanti. Operatori delle forze di Polizia capaci di muoversi
correttamente sulla scena del delitto, che conoscano a fondo le sia
opportunità tecnologiche ed informatiche dell ' investigazione, sia le
potenzialità offensive che gli stessi mezzi hanno quando usati per il
crimine.
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