PRESIDENZA DEL
CONSIGLIO DEI MINISTRI - DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - DIRETTIVA 24
marzo 2004 - (in G.U.
n. 80 del 5 aprile 2004) - Misure finalizzate al miglioramento del benessere
organizzativo nelle pubbliche amministrazioni.
A tutti i Ministeri
Uffici di gabinetto - Uffici del personale, dell'organizzazione e della
formazione
Alle aziende ed
amministrazioni autonome dello Stato
A tutti gli enti
pubblici non economici
Al Consiglio di Stato
Segretariato generale
Alla Corte dei conti
Segretariato generale
All'Avvocatura
generale dello Stato - Segretariato generale
Agli organismi di
valutazione di cui al decreto legislativo n. 286/1999
Agli uffici centrali
del bilancio
Alla Scuola superiore
della pubblica amministrazione
Al Formez
All'A.R.A.N.
e, per conoscenza:
A tutte le regioni
A tutte le province
A tutti i comuni
Alla Presidenza della
Repubblica - Segretariato generale
Alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Segretariato generale
All'A.N.C.I.
All'U.P.I.
All'U.N.C.E.M.
Alla Conferenza dei
rettori delle Università italiane
IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA
Vista la legge 20 maggio
1970, n. 300, recante «Norme sulla tutela della libertà e dignità dei
lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di
lavoro e norme sul collocamento»;
Vista la legge 23 agosto
1988, n. 400, recante «Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri»;
Visto il decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante «Attuazione delle direttive
89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE,
90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 97/42/CE e 1999/38/CE riguardanti il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro»;
Visto il decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme generali sull'ordinamento del
lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche»;
Vista la direttiva del
Ministro per la funzione pubblica 13 dicembre 2001, recante «Formazione e
valorizzazione del personale delle pubbliche amministrazioni»;
Vista la direttiva del
Ministro per la funzione pubblica 7 febbraio 2002 sulle attività di
comunicazione delle pubbliche amministrazioni;
Visto il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2002, recante «Delega di
funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di funzione
pubblica al Ministro senza portafoglio avv. Luigi Mazzella»;
E m a n a
la seguente direttiva:
1. Premessa.
Il Dipartimento della
funzione pubblica intende sostenere la capacità delle amministrazioni pubbliche
di attivarsi, oltre che per raggiungere obiettivi di efficacia e di
produttività, anche per realizzare e mantenere il benessere fisico e
psicologico delle persone, attraverso la costruzione di ambienti e relazioni di
lavoro che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita dei
lavoratori e delle prestazioni.
Il Dipartimento ritiene,
infatti, che, per lo sviluppo e l'efficienza delle amministrazioni, le
condizioni emotive dell'ambiente in cui si lavora, la sussistenza di un clima
organizzativo che stimoli la creatività e l'apprendimento, l'ergonomia - oltre
che la sicurezza - degli ambienti di lavoro, costituiscano elementi di
fondamentale importanza ai fini dello sviluppo e dell'efficienza delle
amministrazioni pubbliche.
Per migliorare le
prestazioni e gli effetti delle politiche pubbliche, è importante offrire agli
operatori la possibilità di lavorare in contesti organizzativi che favoriscono
gli scambi, la trasparenza e la visibilità dei risultati del lavoro, in
ambienti dove esiste un'adeguata attenzione agli spazi architettonici, ai
rapporti tra le persone e allo sviluppo professionale.
Il Dipartimento della
funzione pubblica ha collocato tra le priorità di cambiamento da sostenere
nelle amministrazioni pubbliche, quella di creare specifiche condizioni che
possano incidere sul miglioramento del sistema sociale interno, delle relazioni
interpersonali e, in generale, della cultura organizzativa.
Il Dipartimento intende
così segnalare all'attenzione delle amministrazioni pubbliche un aspetto
rilevante per lo sviluppo delle motivazioni al lavoro spesso trascurato nella
tradizionale gestione del personale nelle amministrazioni pubbliche.
Si tratta, quindi, di
rendere le amministrazioni pubbliche datori di lavoro esemplari attraverso una
rinnovata attenzione ad aspetti non monetari del rapporto di lavoro,
consentendo l'avvio di modelli gestionali delle risorse umane diretti a
favorire il miglioramento degli ambienti di lavoro, l'aumento dei livelli di
produttività, nel contesto delle relazioni sindacali.
2. Finalità della
direttiva.
Con questa direttiva il
Dipartimento della funzione pubblica, in linea con la volontà del Governo di
attuare un radicale processo di cambiamento della pubblica amministrazione,
pone l'attenzione sulla gestione delle risorse umane, dando contenuto a quanto
previsto dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e, in particolare,
all'art. 7.
La direttiva individua:
a) le motivazioni per
l'adozione di misure finalizzate ad accrescere il benessere organizzativo;
b) le indicazioni da
seguire per accrescere il benessere organizzativo;
c) gli strumenti per
l'attuazione della direttiva.
3. Le motivazioni per
l'adozione di misure finalizzate ad accrescere il benessere organizzativo.
Questa direttiva nasce
anche dalla necessità di valutare l'impatto organizzativo delle riforme
legislative degli ultimi anni e delle trasformazioni legate all'utilizzo delle
nuove tecnologie sul personale delle amministrazioni pubbliche e di
responsabilizzare la dirigenza sulla efficace gestione delle risorse umane.
Le amministrazioni sono
invitate, adottando le opportune forme di relazioni sindacali, a valutare e
migliorare il benessere all'interno della propria organizzazione rilevando le
opinioni dei dipendenti sulle dimensioni che determinano la qualità della vita
e delle relazioni nei luoghi di lavoro e realizzando opportune misure di
miglioramento per: valorizzare le risorse umane, aumentare la motivazione dei
collaboratori, migliorare i rapporti tra dirigenti e operatori, accrescere il
senso di appartenenza e di soddisfazione dei lavoratori per la propria
amministrazione; rendere attrattive le amministrazioni pubbliche per i talenti
migliori; migliorare l'immagine interna ed esterna e la qualità complessiva dei
servizi forniti dall'amministrazione; diffondere la cultura della
partecipazione, quale presupposto dell'orientamento al risultato, al posto
della cultura dell'adempimento; realizzare sistemi di comunicazione interna;
prevenire i rischi psico-sociali di cui al decreto legislativo n. 626/1994.
Il Dipartimento della
funzione pubblica intende richiamare l'attenzione dei comitati di settore
affinchè, negli atti di indirizzo per la stipula dei contratti collettivi del
personale delle aree dirigenziali, venga richiamato con particolare evidenza lo
specifico impegno di tutti ad assicurare, negli ambiti di propria competenza e
secondo le linee sopra indicate, adeguati livelli di benessere organizzativo, e
ciò in diretta correlazione funzionale con gli obiettivi ed i risultati
dell'azione dirigenziale.
4. Le indicazioni da
seguire per accrescere il benessere organizzativo.
I. L'attenzione al
benessere organizzativo come elemento di cambiamento culturale.
In tutte le
amministrazioni pubbliche la complessità dei problemi da affrontare è in
aumento. L'insoddisfazione per gli strumenti tradizionali di gestione del
personale è evidente e crescono le esigenze di individuare nuove politiche di
sviluppo e di intervento. In un sistema ad alta intensità di lavoro
intellettuale, la convivenza organizzativa non può svolgersi soltanto sotto la
dimensione del governo gerarchico e delle scansioni procedurali: una variabile
altrettanto fondamentale è rappresentata dal sentire individuale e dalle relazioni
informali tra le persone che interagiscono nello stesso ambiente di lavoro.
II. L'attenzione alle
variabili critiche.
Per assicurare il
benessere organizzativo le amministrazioni devono prestare attenzione alle
seguenti variabili:
A. Caratteristiche
dell'ambiente nel quale il lavoro si svolge: l'amministrazione allestisce un
ambiente di lavoro salubre, confortevole e accogliente.
B. Chiarezza degli
obiettivi organizzativi e coerenza tra enunciati e pratiche organizzative:
l'amministrazione definisce obiettivi espliciti e chiari ed assicura coerenza
tra enunciati e prassi operative.
C. Riconoscimento e
valorizzazione delle competenze: l'amministrazione riconosce e valorizza le
competenze e gli apporti dei dipendenti e stimola nuove potenzialità, assicurando
adeguata varietà dei compiti ed autonomia nella definizione dei ruoli
organizzativi nonchè pianificando adeguati interventi di formazione.
D. Comunicazione
intraorganizzativa circolare: l'amministrazione ascolta le istanze dei
dipendenti e stimola il senso di utilità sociale del loro lavoro.
E. Circolazione delle
informazioni: l'amministrazione mette a disposizione dei dipendenti le
informazioni pertinenti il loro lavoro.
F. Prevenzione degli
infortuni e dei rischi professionali: l'amministrazione adotta tutte le azioni
per prevenire gli infortuni e i rischi professionali.
G. Clima relazionale
franco e collaborativo: l'amministrazione stimola un ambiente relazionale
franco, comunicativo e collaborativo.
H. Scorrevolezza
operativa e supporto verso gli obiettivi: l'amministrazione assicura la
scorrevolezza operativa e la rapidità di decisione e supporta l'azione verso
gli obiettivi.
I. Giustizia
organizzativa: l'amministrazione assicura, nel rispetto dei contratti
collettivi nazionali di lavoro, equità di trattamento a livello retributivo, di
assegnazione di responsabilità, di promozione del personale e di attribuzione
dei carichi di lavoro.
L. Apertura
all'innovazione: l'amministrazione è aperta all'ambiente esterno e
all'innovazione tecnologica e culturale.
M. Stress:
l'amministrazione tiene sotto controllo i livelli percepiti di fatica fisica e
mentale nonchè di stress.
N. Conflittualità:
l'amministrazione gestisce l'eventuale presenza di situazioni conflittuali
manifeste o implicite.
III. Il processo per
la rilevazione e il miglioramento del benessere organizzativo.
Per accrescere il
benessere organizzativo le amministrazioni devono seguire processo articolato
nelle seguenti fasi:
a) individuazione dei
ruoli nel processo di rilevazione e miglioramento del benessere;
b) definizione della
procedura di rilevazione e d'intervento;
c) predisposizione degli
strumenti di rilevazione;
d) raccolta dei dati;
e) elaborazione dei dati;
f) restituzione dei
risultati;
g) definizione del piano
di miglioramento;
h) monitoraggio e
verifica del piano di miglioramento.
IV. Contenuti e
strumenti del piano di miglioramento.
Sulla base delle
rilevazioni condotte, le amministrazioni, sentite le organizzazioni sindacali,
devono adottare un piano di miglioramento del benessere organizzativo che può
riguardare uno o più dei seguenti aspetti:
a) struttura e ruoli
organizzativi;
b) innovazione
tecnologica;
c) processi
organizzativi;
d) cultura organizzativa;
e) politiche di gestione
e sviluppo delle risorse umane;
f) comunicazione interna
e esterna;
g) modifica di norme e
procedure.
5. Strumenti per
l'attuazione della direttiva.
Per aiutare
operativamente le amministrazioni a pianificare, condurre ed utilizzare
efficacemente le rilevazioni di benessere organizzativo in attuazione di questa
direttiva il Dipartimento della funzione pubblica ha realizzato il manuale
operativo «Benessere organizzativo. Per migliorare la qualità del lavoro nelle
amministrazioni pubbliche» (collana Analisi e strumenti per l'innovazione, del
Dipartimento della funzione pubblica).
Il manuale può essere
acquisito dalle amministrazioni interessate secondo le modalità indicate sul
sito www.funzionepubblica.it
Il Dipartimento della
funzione pubblica dedicherà apposite riunioni dei direttori generali del
personale delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici non economici
a queste tematiche e promuoverà il confronto con le organizzazioni sindacali
per favorire l'attuazione di questa direttiva nel più ampio contesto delle
politiche di gestione delle risorse umane, anche attraverso idonei strumenti di
monitoraggio.
Roma, 24 marzo 2004
Il Ministro: Mazzella