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22 novembre: il Rettore incontra gli studenti stranieri iscritti all'Università di Parma

L'incontro è dedicato agli studenti temporaneamente iscritti a Parma nell'ambito della mobilità studentesca internazionale

Studenti all'esterno del Salone dello Studente

Parma, 18 novembre 2010 - Lunedì 22 novembre, alle ore 12,00, presso l’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), il Rettore Gino Ferretti incontrerà gli studenti stranieri temporaneamente iscritti all’Università di Parma nell’ambito dei progetti di mobilità studentesca internazionale.

La cerimonia sarà aperta dal Rettore Gino Ferretti e dal Delegato per la Mobilità studentesca internazionale Diego Saglia, che daranno il benvenuto ai 225 studenti stranieri che stanno frequentando l’Università di Parma in questo primo semestre dell’anno accademico 2010/2011.
Saranno inoltre presenti Giovanni Bernini, Assessore a Scuola e Servizi per l’Infanzia del Comune di Parma, Luca Sommi, Assessore comunale alla Cultura, Ferdinando Sandroni, Delegato all’Agenzia Associazionismo e Cooperazione Internazionale del Comune di Parma, i dirigenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Parma e numerosi Dirigenti scolastici e docenti di istituti comprensivi della città, che collaborano con l’Ateneo nell’ambito del programma “Teaching Placement”.

210 studenti provengono da Paesi dell’Unione Europea (oltre a Russia e Turchia) nell’ambito del programma Erasmus. La Spagna è il Paese da cui arriva il maggior numero di studenti stranieri, vale a dire ben 131 su 225, seguita a notevole distanza da Francia, 15, e Germania, 13.

Sono inoltre presenti 15 studenti provenienti da Paesi extraeuropei grazie ad altri accordi interuniversitari: 13 dagli Stati Uniti (di cui 7 dal Boston College e 6 dal Pitzer College) e 2 dall’Argentina.

Il programma Erasmus (European Community Action Scheme for the Mobility of University Students) nasce nel 1987 all’interno della Comunità Europea per offrire la possibilità agli studenti universitari dei Paesi dell’Unione Europea (ma non solo) di effettuare un periodo di studio legalmente riconosciuto in una Università straniera. La finalità prima del progetto è infatti quella di educare le future generazioni di cittadini all'idea di appartenenza all’Unione. Si calcola che fino ad oggi siano stati oltre 2 milioni gli studenti europei che hanno vissuto un periodo all’estero grazie al programma Erasmus.

Pubblicato il 19 novembre 2010 , a cura del Settore Comunicazione e Relazioni Esterne