Parma, 29 novembre 2025 - Si è parlato “Giovani e benessere a Parma: dati, ascolto e politiche in movimento” questa mattina in Aula magna, in un seminario di restituzione e approfondimento in cui sono stati presentati i risultati di un percorso di ricerca e ascolto condotto tra il 2023 e il 2025: l'indagine ha coinvolto circa 2.500 studenti e studentesse di 16 istituti superiori ed enti di formazione del territorio, con l’obiettivo di indagare diversi aspetti del benessere giovanile.
Il seminario si è aperto con i saluti istituzionali del Sindaco di Parma Michele Guerra, del Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli e della Presidente della Fondazione Pizzarotti Enrica Pizzarotti. A seguire, dopo l’introduzione della Direttrice del CIRS – Centro Interdipartimentale di Ricerca Sociale dell’Università di Parma Chiara Scivoletto, le ricercatrici Stefania Fucci e Valentina Bugli hanno illustrato i principali dati emersi dall’analisi sulla popolazione giovanile cittadina.
La mattinata è proseguita con una tavola rotonda coordinata da Carlotta Pizzi, alla quale hanno preso parte Andrea Grossi, Dirigente dell’Ufficio Scolastico di Parma, Samantha Bernardi, Psicologa dello sport e Psicoterapeuta, Stefano Manici, Educatore e Insegnante, e Veronica Frosi del Direttivo del Consiglio Locale Giovani.
Le conclusioni sono state affidate all’Assessora alla Comunità Giovanile del Comune di Parma Beatrice Aimi.
“Oggi presentiamo dati che ci aiutano a capire meglio i bisogni e le aspettative dei giovani di Parma – ha dichiarato il Sindaco di Parma Michele Guerra -. Esiste una distanza tra generazioni che non è responsabilità dei ragazzi, ma degli adulti che spesso non li hanno ascoltati a sufficienza. Per questo abbiamo avviato un percorso di ricerca che ci permette di comprendere davvero cosa significhi essere giovani nella nostra città. Questi dati sono il punto di partenza per un patto di fiducia: la città che stiamo costruendo è la loro, e deve accogliere la loro voce nelle scelte future. Non ci sono soluzioni immediate, ma un lavoro costante e serio che vogliamo portare avanti. Chiedo a tutti di farsi ambasciatori di questo impegno, perché Parma ha bisogno dei suoi giovani per crescere”.
“Come stanno i nostri giovani e le nostre giovani? Quali sono i loro punti di riferimento? Dove stanno le loro soddisfazioni e le loro insoddisfazioni? Sono domande cruciali per la nostra società e per il nostro tempo – ha osservato il Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli - che è sempre più vorticoso e sempre più in movimento. Ecco dunque il senso di questo progetto di ricerca e ascolto, cui come Università siamo ben lieti di partecipare. Questo è uno dei modi in cui l’Ateneo non solo si apre al territorio ma si mette a sua disposizione, in una sinergia che si fonda sul lavorare insieme. L’Università mette a disposizione le proprie conoscenze e competenze per una “lettura” e un’analisi dell’esistente: una base senz’altro utile anche per impostare interventi sempre più mirati. Con questa iniziativa il nostro Centro Interdipartimentale di ricerca sociale risponde appieno a una delle sue missioni, rimarcando nei fatti il ruolo prezioso della ricerca sociale: quello di promuovere la riflessione critica della società, nelle sue tante articolazioni”.
“Con questo contributo e attraverso la partnership avviata con il Comune di Parma, la Fondazione Pizzarotti ribadisce la volontà e l' impegno nel perseguire i valori che sono alla base della propria mission istituzionale ovvero essere al fianco dei giovani, sostenendoli nelle difficoltà che possono trovarsi ad affrontare – ha dichiarato la Presidente della Fondazione Pizzarotti Enrica Pizzarotti -. Esprimiamo, inoltre, un sentito ringraziamento al Comune di Parma e all’Università di Parma per averci voluto coinvolgere nell’ambito di un’indagine che riteniamo non solo utile, ma imprescindibile, ai fini della raccolta di informazioni sul disagio giovanile e dell’elaborazione di proposte volte a migliorare la condizione psicologica e sociale delle nuove generazioni”.
I dati
Dai dati raccolti emerge un quadro complessivamente positivo.
Il 73% dei/delle giovani valuta favorevolmente le relazioni familiari, percentuale che nei licei raggiunge l’87%; la famiglia emerge come luogo di supporto e ascolto, pur con alcune criticità.
L’80,9% si dichiara soddisfatto delle amicizie, con il biennio più positivo rispetto al triennio; la sfera amicale si conferma fondamentale per la costruzione dell’identità, mentre fatiche relazionali ed esperienze di esclusione, talvolta amplificate dai social, rappresentano elementi di vulnerabilità.
Anche il tempo libero è percepito positivamente dal 74,4% dei/delle giovani, benché nel triennio crescano pressioni e insoddisfazione; la soddisfazione aumenta quando si ha la possibilità di coltivare interessi personali e momenti di introspezione, mentre la difficoltà nel conciliare impegni scolastici e attività determina un ricorso maggiore ai media digitali.
Il 51,5% valuta positivamente l’esperienza scolastica, con un aumento delle criticità nel triennio, confermando l’importanza di percorsi formativi coerenti con inclinazioni e desideri e di relazioni positive con compagne, compagni, docenti e tutor.
Nonostante i risultati complessivamente positivi, l’analisi evidenzia alcune criticità. Emergono tensioni legate alle relazioni tra pari, con esperienze di esclusione o difficoltà nella gestione dei conflitti, talvolta amplificate dall’uso dei social network. Il carico scolastico e le pressioni legate allo studio appaiono fattori di stress rilevanti, in particolare per i ragazzi e le ragazze del triennio, incidendo sul tempo libero e sulla possibilità di coltivare interessi personali. La costruzione dell’identità personale risulta ostacolata da ambienti non sempre inclusivi.
Per affrontare queste criticità sono stati attivati interventi mirati e politiche integrate che favoriscano l’ascolto, la partecipazione e la valorizzazione dei bisogni e delle potenzialità dei giovani.