Parma, 26 gennaio 2026 – Dall’idea al progetto, dal confronto informale al networking strutturato, fino alla consapevolezza che l’imprenditorialità può essere esplorata in qualunque fase del percorso accademico. Sono alcuni dei temi emersi durante la tavola rotonda Accendere idee: l’impresa vista dai giovani dell’Università di Parma, che si è svolta nei giorni scorsi nell’ambito di Mi prendo il Mondo.
L’incontro, inserito nell’Hub Lavoro dell’iniziativa, ha dato voce a studentesse, studenti, dottorande, dottorandi e giovani ricercatori e ricercatrici dell’Ateneo, che negli anni hanno partecipato ai diversi percorsi dedicati all’imprenditorialità promossi dall’ U.O. Valorizzazione della Ricerca e Promozione dell'Innovazione dell’Università di Parma.
In apertura i saluti istituzionali del Prorettore alla Didattica Simone Baglioni, che ha evidenziato il valore formativo di esperienze capaci di integrare didattica, ricerca e sviluppo di competenze trasversali, elementi fondamentali per affrontare le sfide che attendono le nuove generazioni.
Moderata da Andrea D’Amico, la tavola rotonda ha poi proposto un dialogo aperto incentrato sulle esperienze personali dei partecipanti e delle partecipanti: le motivazioni che hanno spinto ad avvicinarsi ai temi dell’innovazione, le difficoltà incontrate nel trasformare un’idea in un progetto concreto e l’impatto che questi percorsi stanno avendo sulla visione del futuro professionale.
Un elemento ricorrente è stato il valore del networking: l’accesso a comunità interdisciplinari, il confronto con pari e mentor, la possibilità di misurarsi con contesti diversi – anche internazionali – sono stati riconosciuti come fattori chiave per maturare consapevolezza e fiducia nel proprio potenziale progettuale.
Al centro del confronto anche il delicato passaggio dall’idea all’azione, spesso percepito come critico. Le persone partecipanti hanno raccontato come questa fase richieda non solo competenze tecniche, ma anche un cambio di mentalità: saper accettare l’incertezza, rimettere in discussione le ipotesi iniziali e considerare la sperimentazione come parte integrante del processo di apprendimento. In questo senso, i percorsi imprenditoriali dell’Ateneo sono stati descritti come spazi di sperimentazione protetta, in cui “provare” è un passo fondamentale, non un indicatore di fallimento.
Il panel ha volutamente rappresentato un insieme eterogeneo di esperienze: chi sta sviluppando un’idea imprenditoriale in fase avanzata, chi è coinvolta/o in uno spin-off universitario, chi ha già depositato un brevetto e chi, agli inizi del proprio percorso accademico, ha scelto di avvicinarsi ai temi dell’imprenditorialità per curiosità e desiderio di esplorazione. Una pluralità che testimonia come le iniziative dell’Università di Parma siano progettate per accompagnare studentesse e studenti in momenti diversi della loro formazione, offrendo opportunità di orientamento, sperimentazione e crescita anche senza partire da un progetto già definito.
La discussione ha quindi restituito un racconto autentico di percorsi differenti, mostrando come l’imprenditorialità possa essere coltivata anche senza modelli precostituiti: un atteggiamento culturale, uno spazio di confronto, uno strumento per trasformare idee e competenze in scelte consapevoli per immaginare il proprio futuro professionale.