Un modello in 3D che riproduce fedelmente le arterie del paziente può aiutare il chirurgo a pianificare meglio un intervento, ridurre le complicanze e accorciare i tempi in sala operatoria. A dimostrarlo è uno studio coordinato da Paolo Perini e realizzato dall'Unità Operativa di Chirurgia vascolare dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma - diretta da Antonio Freyrie - in collaborazione con l'Università di Parma, appena pubblicato sull'European Journal of Vascular and Endovascular Surgery, tra le più autorevoli riviste scientifiche internazionali del settore.
La ricerca rappresenta un traguardo importante non solo per Parma, ma per la comunità scientifica internazionale: è infatti il primo studio clinico randomizzato, che mette a confronto il nuovo approccio con quello tradizionale, a valutare gli effetti dell'utilizzo di modelli vascolari stampati in 3D per preparare gli interventi di chirurgia endovascolare.
L'idea è semplice: partendo dalle immagini della TAC, viene realizzata una copia tridimensionale e personalizzata delle arterie del paziente. Prima dell'intervento, il chirurgo può così "provare" la procedura sul modello, individuando in anticipo la strategia più adatta e affrontando con maggiore precisione le eventuali difficoltà.
I risultati dello studio confermano l'efficacia di questo approccio. Nei pazienti operati dopo una pianificazione supportata dal modello tridimensionale sono state registrate meno complicanze e interventi più brevi rispetto alla pianificazione tradizionale, con benefici sia per i pazienti sia per l'organizzazione delle attività chirurgiche.
La ricerca è il risultato di un progetto finanziato dal Ministero della Salute nell'ambito del bando Giovani ricercatori della Ricerca finalizzata. Il progetto è nato dall’idea della struttura di Chirurgia Vascolare dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma con Paolo Perini e Claudio Bianchini Massoni, sviluppato grazie a una collaborazione multidisciplinare che ha coinvolto competenze radiologiche, con Chiara Martini, e ingegneristiche, con Ruben Foresti dell'Università di Parma.
Alla buona riuscita del progetto hanno inoltre contribuito il Servizio di Ingegneria Clinica e le strutture Ricerca Clinica ed Epidemiologica e Gestione giuridico amministrativa degli studi del Maggiore che hanno supportato le diverse fasi della sperimentazione.
“La pubblicazione su una delle principali riviste internazionali di chirurgia vascolare rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto dal nostro gruppo”, commenta Paolo Perini. “I risultati dimostrano che la stampa 3D può diventare uno strumento concreto per migliorare la preparazione degli interventi e, di conseguenza, la qualità delle cure offerte ai pazienti”.
Lo studio conferma il ruolo dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Università di Parma come centro di riferimento nello sviluppo di tecnologie innovative applicate alla medicina e apre la strada a un impiego sempre più diffuso della stampa 3D nella pratica clinica, con l'obiettivo di rendere gli interventi sempre più sicuri, personalizzati ed efficaci.