Parma, 9 settembre 2026 – Si è svolta nei giorni scorsi al Rwanda Polytechnic – Kigali College la GREATER Final Conference and Exhibition dove sono stati presentati i risultati del progetto che propone soluzioni concrete e il loro impatto sulle comunità, guardando al futuro della cooperazione tra Rwanda ed Europa a sostegno della transizione energetica del Paese, dell’accesso universale all’elettricità e della riduzione della povertà energetica.
Il programma GREATER – Growing Rwanda Energy Awareness Through Higher Education – è coordinato dall’Università di Parma attraverso il CUCI – Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale – e ha riunito quattro istituzioni partner ruandesi e quattro europee con l’obiettivo di rafforzare l’alta formazione e le competenze professionali nel settore dell’energia pulita e rinnovabile.
Sostenuto dal programma Erasmus+, il progetto ha integrato sviluppo dei curricula, formazione del personale, mobilità internazionale, apprendimento pratico e Living Lab con una collaborazione diretta con istituzioni locali, comunità e stakeholder. Questo approccio ha contribuito a sviluppare la relazione fra le competenze accademiche e i bisogni concreti, sostenendo la transizione energetica del Rwanda, favorendo il percorso verso l’accesso universale all’elettricità e più in generale gli sforzi per ridurre la povertà energetica.
La conferenza ha ripercorso i principali risultati del progetto e le prospettive future, mentre l’esposizione ha presentato risultati concreti sviluppati nell’ambito della partnership, tra cui le attività dei Living Lab, kit di laboratorio DIY (Do It Yourself) a basso costo e tecnologie progettate in risposta a specifiche esigenze locali.
Al di là dei risultati accademici, l’impatto di GREATER ha raggiunto anche le comunità che gravitano intorno alle istituzioni partner, creando occasioni di sensibilizzazione, partecipazione e apprendimento condiviso.
Inserendosi in una collaborazione di lunga data tra l’Università di Parma e le istituzioni ruandesi, il progetto ha ulteriormente rafforzato una rete di università e attori locali in grado di proseguire la cooperazione nei campi della mobilità, della didattica, della ricerca e dello sviluppo sostenibile.