Parma, 21 settembre 2026 – Matteo Bisanti, assegnista di ricerca del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, ha partecipato nei giorni scorsi alla nuova edizione del festival nazionale Folle di Scienza – Strambinaria.

L’appuntamento, che si svolge a Strambino, in provincia di Torino, ogni anno riunisce la comunità italiana di divulgatrici e divulgatori scientifici per un momento di formazione e confronto sui mestieri della comunicazione della scienza, prima di aprirsi al pubblico con incontri, laboratori e spettacoli diffusi in tutto il paese.

Matteo Bisanti, che all’Ateneo di Parma si occupa di gamification applicata alla citizen science ed è coordinatore scientifico di Play – Festival del Gioco, ha condotto uno degli sportelli previsti dal programma del festival (momenti di consulenza informale tra colleghe/i, pensati per condividere competenze specifiche con chi ne fa richiesta) dedicandolo interamente ai giochi scientifici: come progettarli, quando utilizzarli e come inserirli efficacemente in un percorso di comunicazione della scienza.

Come esempi concreti, Bisanti ha portato all’attenzione di colleghe e colleghi due progetti a cui sta lavorando in prima persona: Learning by Game Design, progetto di Ateneo dedicato al gioco come strumento didattico, e BUILDERS, progetto Horizon Europe – Marie Skłodowska-Curie Staff Exchanges coordinato da Cristina Castracani, nel cui ambito sta sviluppando, insieme a partner di diversi Paesi europei, un gioco dedicato alla citizen science applicata alle specie aliene invasive.

Nel corso dello sportello si sono susseguiti diversi filoni di discussione: dall’uso dei giochi analogici per la divulgazione e la comunicazione della scienza alle possibilità di finanziamento per progetti che hanno un gioco al centro, passando per il valore dei giochi come allenamento delle competenze e per le applicazioni della didattica ludica. Ampio spazio è stato dedicato al ruolo cruciale dei playtest nello sviluppo di un gioco efficace, e a una panoramica sul funzionamento dell’editoria ludica – dalla cura grafica alla gestione dei diritti d’autore – fino a come rivolgersi a professionisti del settore per la produzione di un gioco.

Lo sportello è stato anche l’occasione per costruire insieme ai e alle partecipanti una prima ludografia di giochi realizzati da divulgatori e divulgatrici scientifici: una mappa condivisa, utile a chi voglia orientarsi tra gli esempi già esistenti di giochi nati per raccontare la scienza.

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