Parma, 6 novembre 2026 – Si è chiuso oggi all’Università di Parma il kick-off meeting del progetto ELDA (Effective and Law-Compliant Data-Driven Solutions for Addressing Customs Risks), che riunisce università, istituzioni pubbliche e imprese specializzate per accompagnare la riforma doganale europea, rafforzare l’analisi del rischio, prevenire le frodi e sostenere la cooperazione tra autorità.
La “due giorni”, cui hanno partecipato tutti i partner del consorzio ELDA, è stata aperta dai saluti del Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli, del Direttore della Pianificazione Strategica e del Controllo del Comando Generale della Guardia di Finanza Gianluca Campana e del Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Stefano Magagnoli.
Il progetto ELDA, finanziato per quasi 3 milioni di euro dall’Unione europea, nasce con un obiettivo preciso: contribuire a costruire un sistema doganale europeo più moderno, sicuro, interoperabile e fondato sui dati. Il progetto punta a sviluppare basi scientifiche, metodologiche e tecnologiche per accompagnare la transizione dell’Unione Europea da un assetto ancora frammentato a un modello più integrato, efficiente e resiliente.
Capofila è l’Università di Parma: principal investigator è Marco Riani, docente di Statistica al Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. Sul fronte accademico partecipano Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Università di Münster, Università di Anversa, Università di Valladolid e Università di Turku. Sul versante tecnico-operativo sono presenti partner istituzionali di primo piano: Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Autorità doganale austriaca (Bundesministerium für Finanzen). Completano il partenariato le aziende Materna Information & Communications ed ENCO.
Una parte centrale del progetto riguarda il coordinamento degli aspetti giuridici legati alla riforma doganale europea. A seguirli principalmente saranno Giangiacomo D’Angelo (Vice PI del progetto), docente dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in collaborazione con l’Università di Münster.
Sul versante tecnico-statistico, ELDA potrà contare sul contributo dell’Università di Valladolid (Spagna), dell’Università di Anversa (Belgio) dell’Università di Turku (Finlandia) e dell’Università La Sapienza di Roma.
La Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Bundesministerium für Finanzen forniranno un contributo allo sviluppo di strumenti innovativi per migliorare l’individuazione, la valutazione e la gestione dei rischi doganali alla luce della consolidata esperienza maturata nel contrasto alle frodi nel settore.
Il progetto si inserisce in una fase decisiva per il futuro del sistema doganale europeo. La crescita dei flussi commerciali, l’espansione dell’e-commerce e le tensioni geopolitiche rendono sempre più urgente un sistema doganale europeo più integrato, sicuro ed efficace.
In questo contesto ELDA accompagnerà la transizione verso un modello doganale europeo più centralizzato e data-driven, in linea con il pacchetto di riforma promosso dalla Commissione Europea e con la prevista istituzione di una Autorità Doganale Europea e di un EU Customs Data Hub per la raccolta e l’analisi dei dati.
L’obiettivo è rafforzare le capacità di analisi del rischio, prevenzione delle frodi e cooperazione tra autorità, assicurando al tempo stesso il rispetto del diritto dell’Unione Europea, della trasparenza e della responsabilità.
Oltre ai partner del consorzio, ulteriori tre Autorità doganali saranno coinvolte nelle attività di sperimentazione e validazione delle soluzioni sviluppate dal progetto, per favorirne l’applicazione concreta nei contesti operativi.
Il consorzio intende, infine, avvalersi dell’esperienza pluridecennale del Joint Research Centre della Commissione Europea nell’analisi del commercio internazionale e nello sviluppo di tecniche avanzate per il contrasto della frode doganale.