Parma, 12 maggio 2022 – Nel trentennale della strage di Capaci, l’Osservatorio permanente legalità dell’Università di Parma e la Prefettura di Parma hanno organizzato l’incontro Il ruolo dei futuri professionisti contro la criminalità organizzata, in programma per lunedì 23 maggio alle 16 nel Palazzo della Prefettura.Dopo i saluti istituzionali del Prefetto Antonio Lucio Garufi, del Rettore Paolo Andrei e della Delegata del Rettore all’anticorruzione e alla trasparenza Monica Cocconi, Responsabile scientifica dell’Osservatorio permanente legalità dell’Università di Parma, interverranno Elia Minari, coordinatore dell’Osservatorio, Alessia Depietri, Anna Chiara Nicoli, Anna Pellegrini e Milena Curzel, vincitrici delle ultime tre edizioni del Concorso di saggi scritti sul tema della criminalità mafiosa.Le conclusioni saranno affidate ad Alfonso D’Avino, Procuratore della Repubblica a Parma.Per partecipare occorre scrivere una mail a osservatorio@unipr.itTRENTENNALE DELLA STRAGE DI CAPACI "La data del 23 maggio, trentesimo anniversario della strage di Capaci, ci interroga su quale sia, oggi, il significato della memoria. Ricordare non vuol dire infatti semplicemente rievocare o celebrare questo tragico evento della storia del nostro Paese ma ci obbliga a rafforzare sempre più l’impegno per la legalità, raccogliendo il testimone di Giovanni Falcone.Il fatto che la mafia, soprattutto nel Nord del Paese, assuma oggi sembianze meno cruente e visibili non ci deve far abbassare la guardia. Una mafia organizzata come un’impresa, ben inserita nel tessuto economico delle città e talora propensa a elargire benefici e assistenza non è sicuramente meno insidiosa di quando imponeva il suo potere con le stragi e i versamenti di sangue. Occorre dunque sensibilizzare imprese sane e cittadini sulle nuove forme che assumono le inflitrazioni della criminalità organizzata nel tessuto sano del nostro sistema economico.Mai si è parlato di legalità come in questi trent’anni e si è dissertato con enfasi sulla lotta per contrastarne le violazioni. Mai come oggi, tuttavia, la nostra democrazia è apparsa fragile nelle sue dinamiche più sostanziali ed è cresciuta a dismisura la sfiducia dei cittadini nell’ordine giudiziario. Lo ha ricordato di recente a Parma il prof. Sabino Cassese nella presentazione all’Università del suo libro su Il potere dei giudici.Giovanni Falcone aveva ben presente che in realtà la legalità non è un fine ma un mezzo e come Paolo Borsellino e il giudice Rosario Livatino aveva lo sguardo rivolto non tanto al suo significato formale ma all’affermazione piena, attraverso di essa, del valore più sostanziale della giustizia.L’impegno per la legalità, infatti, non deve né può manifestarsi solo nella ricorrenza della strage di Capaci ma deve segnare in profondità il nostro quotidiano. Per farlo non occorre essere eroi ma basta custodire l’umiltà, la fermezza e la costanza di non cedere a compromessi con la propria coscienza. Offende infatti la legalità non solo chi commette reati ma chi vi assiste coltivando omertà e complicità.Come disse all’Università di Parma don Luigi Ciotti, in occasione del conferimento della laurea ad honorem: «La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del profumo della libertà che si oppone al compromesso morale, all’indifferenza, alla contiguità e alla complicità».Questo messaggio deve essere trasmesso soprattutto alle giovani generazioni, a coloro che domani saranno futuri professionisti e attori nella società civile. È l’unica strategia per far sì che la morte di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo non sia stata vana e il sangue da loro versato non sia infecondo.Come Osservatorio per la legalità dell’Università di Parma lo faremo lunedì 23 maggio alle ore 16 in Prefettura, alla presenza di Sua Eccellenza il Prefetto di Parma, del Magnifico Rettore e del Procuratore della Repubblica di Parma Alfonso D’Avino. Nell’occasione saranno infatti consegnate le attestazioni alle giovani laureate che sono state premiate per saggi contro le mafie".Monica CocconiDelegata del Rettore all’anticorruzione e alla trasparenzaResponsabile scientifica dell’Osservatorio permanente legalità dell’Università di Parma