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Parma, 9 febbraio 2026 – Arriva all’Università di Parma uno dei due finanziamenti erogati in Emilia-Romagna dalla Fondazione Telethon nell’ambito del bando “multi-round”. Selezionato il progetto Una terapia innovativa per la sindrome dell’X fragile basata su nanoparticelle biodegradabili, coordinato dal docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale Alessandro Bertucci con la collega dell’Università di Roma Tor Vergata  Claudia Bagni

Il primo round della seconda edizione (2025-2027) del bando di Fondazione Telethon ha portato alla selezione di 27 nuovi progetti di ricerca, con il coinvolgimento di 39 gruppi di ricerca provenienti da 9 Regioni italiane, per un totale di 7 milioni di euro di finanziamento. Tra le patologie oggetto di studio figurano malattie neuromuscolari e neurologiche, epilessia, amiloidosi, disabilità intellettive, forme rare e genetiche di obesità e malattia di Parkinson. I gruppi di ricerca finanziati in Emilia-Romagna sono stati due per un totale di 285 mila euro.

Promosso da Fondazione Telethon, il bando è finalizzato al finanziamento di progetti di ricerca di base e preclinica sulle malattie genetiche rare, presentati da enti di ricerca non profit, pubblici o privati, attivi su tutto il territorio nazionale.  Il bando ha previsto percorsi distinti per la ricerca di base e per la ricerca preclinica (“proof of concept”) e si è articolato in due fasi di selezione: una prima fase di triage di valutazione della Lettera di intenti e, per i progetti ammessi alla fase successiva, la valutazione delle proposte complete. La valutazione è stata affidata a una Commissione medico-scientifica internazionale composta da 26 esperte ed esperti di alto profilo, presieduta da Beverly Davidson dell’Università della Pennsylvania.

Il progetto Unipr finanziato riguarda la sindrome del cromosoma X fragile, che è la forma più comune di disabilità intellettiva ereditaria e la principale causa monogenica di autismo.  Tra gli obiettivi, come si legge sulla scheda nel sito di Fondazione Telethon, “creare un agente sicuro ed efficace che possa contribuire alla terapia della sindrome del cromosoma X fragile e di altre patologie neurologiche, rappresentando un progresso innovativo nella biomedicina e nella nanotecnologia poiché la via di somministrazione sarà non invasiva e avrà un forte potenziale traslazionale negli studi clinici”.

Alessandro Bertucci è professore associato all’Università di Parma. Attualmente dirige un gruppo di ricerca attivo nello sviluppo di bionanomateriali programmabili e tecnologie basate sul DNA per applicazioni in medicina di precisione e diagnostica molecolare. La sua attività scientifica si concentra in particolare sulla progettazione di nanomateriali capaci di interagire con sistemi biologici complessi e sull’uso degli acidi nucleici come sistemi molecolari programmabili, lavorando all’interfaccia tra chimica bioanalitica, biologia sintetica e chimica dei materiali. Dal 2020 ha ottenuto numerosi finanziamenti competitivi a livello nazionale ed europeo, tra cui un progetto PRIN 2022, un finanziamento PNRR, un My First AIRC Grant e, come coordinatore, un progetto MSCA Staff Exchanges che coinvolge una rete internazionale di esperti in nanomedicina, biologia dei tumori e chimica dei materiali.

“Ho accolto con grande entusiasmo il finanziamento della Fondazione Telethon. Questo progetto – spiega Alessandro Bertucci - rappresenta una sfida scientifica importante e un’opportunità concreta per esplorare nuove strategie terapeutiche nell’ambito delle malattie rare. È per me motivo di grande orgoglio entrare a far parte della comunità di ricercatori in cui Telethon ha deciso di riporre la propria fiducia. Questo sostegno costituisce inoltre una tappa fondamentale nel percorso di crescita del mio giovane gruppo di ricerca, permettendoci di consolidare ed espandere le nostre attività nello sviluppo di nanomateriali per la medicina di precisione. Desidero infine ringraziare la Prof.ssa Claudia Bagni dell’Università di Roma Tor Vergata, partner del progetto, per aver creduto con convinzione fin dall’inizio nel potenziale scientifico di questa idea”.

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