Parma, 24 febbraio 2026 - Sono in vendita i biglietti per Scienza in Musica: Semplice Complessità, il prossimo appuntamento proposto da La Toscanini nel pacchetto di iniziative di ViverÈParma: un incontro-spettacolo che mette in dialogo la fisica delle particelle e la musica sinfonica, con la partecipazione straordinaria di Fabiola Gianotti, ex Direttrice Generale del CERN, e di Ruben Jais alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini.
L’appuntamento è per sabato 7 marzo alle 18 all'Auditorium Paganini di Parma (Parco Ex Eridania, via Toscana).
Biglietti: Intero 20 euro, Under 35 15 euro, Under 25 10 euro. Acquisto online
L’iniziativa si inserisce in ViverÈParma, un calendario di eventi speciali a ingresso agevolato, in ambito culturale, sportivo e ricreativo, che alcuni partner dell’Università di Parma hanno pensato per studentesse e studenti dell’Ateneo, concreta testimonianza della vivace sinergia fra l’Università e il contesto territoriale in cui è inserita.
Scienza in Musica: Semplice Complessità
Fulcro del racconto è l’intervento di Fabiola Gianotti, fisica delle particelle, già Direttrice generale del CERN e musicista di formazione. Il suo contributo apre uno sguardo sul livello invisibile della realtà fisica: le interazioni fondamentali, le simmetrie, le rotture che rendono possibile l’emergere delle forme. Non una lezione scientifica, ma una riflessione sul metodo e sulla struttura profonda della conoscenza.
Sul versante musicale, Ruben Jais affronta la Sinfonia n. 41 Jupiter di Wolfgang Amadeus Mozart come un sistema complesso in continua trasformazione. I temi vengono isolati e presentati nella loro forma elementare, per poi essere progressivamente reinseriti nel disegno sinfonico complessivo, rendendo percepibile il passaggio dalla semplicità iniziale alla costruzione di un’architettura musicale di grande densità.
La Filarmonica Toscanini assume un ruolo centrale nel dispositivo narrativo: come in un laboratorio, frammenti musicali vengono esposti, osservati e ricollocati all’interno del flusso sonoro, consentendo al pubblico di seguire dall’interno i meccanismi di formazione della complessità.
A completare l’esperienza, una selezione di proiezioni inedite tratte dagli archivi del CERN accompagna il concerto: immagini di collisioni, tracce luminose e fenomeni effimeri che restituiscono visivamente ciò che normalmente resta oltre la soglia della percezione. In questo contesto, la Jupiter di Mozart non è solo repertorio, ma diventa linguaggio e strumento di orientamento all’interno di un territorio concettuale condiviso.
Scienza in Musica propone così un incontro rigoroso e istituzionale tra due ambiti che raramente condividono lo stesso spazio scenico. Scienza e musica non si spiegano reciprocamente, ma si affiancano, rivelando una comune architettura profonda e offrendo al pubblico l’occasione di osservare, attraverso l’ascolto, come nasce l’ordine nei sistemi complessi.
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