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Parma, 14 aprile 2026 – LabVentiVentuno, il laboratorio interdipartimentale dell'Università di Parma dedicato allo studio delle trasformazioni contemporanee del mondo del lavoro, organizza per mercoledì 22 aprile l’incontro Appalti e caporalato, in programma alle 17 nell’Aula K12 del polo Kennedy di vicolo Santa Maria. Il focus dell’incontro sarà su moda, logistica, grande distribuzione, cultura.

Ne parleranno Paolo Storari, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, Marco Mastrandrea, giornalista del Centro di Giornalismo Permanente, e Marta Fana, ricercatrice dell’Università di Parma che si occupa di economia del lavoro e diseguaglianze sociali. Il confronto tra prospettiva giudiziaria, ricerca sociale e lavoro giornalistico consentirà di approfondire il tema da punti di vista differenti e complementari.

L’incontro rappresenta una significativa occasione di approfondimento sul rapporto tra organizzazione della produzione, catene di appalto e subappalto, condizioni di lavoro e diritti di lavoratori e lavoratrici. 

Negli ultimi anni l’attività investigativa coordinata dal PM Storari ha contribuito a riportare al centro dell’attenzione giudiziaria e del dibattito pubblico il tema dello sfruttamento del lavoro, evidenziando come esso non costituisca un fenomeno marginale o riconducibile esclusivamente a singole responsabilità individuali, ma possa configurarsi come effetto sistemico di modelli organizzativi fondati sull’esternalizzazione e sulla frammentazione delle filiere produttive.

Le indagini della Procura della Repubblica di Milano hanno interessato, in tempi diversi, settori quali la logistica, il food delivery, la cultura, la moda e la grande distribuzione organizzata, mettendo in luce l’utilizzo delle catene di appalto e subappalto come strumenti attraverso cui trasferire il rischio d’impresa e comprimere salari, tutele e sicurezza. Queste inchieste hanno prodotto effetti rilevanti anche sul piano concreto, con la reinternalizzazione di oltre 60.000 lavoratori e lavoratrici da parte delle imprese committenti e il recupero di centinaia di milioni di euro di contributi sociali e previdenziali. Sul piano giuridico e istituzionale, esse hanno inoltre sollecitato una riflessione sulla responsabilità delle grandi committenze rispetto a quanto avviene all’interno delle loro filiere produttive.

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