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Si terrà il 6 maggio 2026, alle ore 17.45, nell'Oratorio novo della Biblioteca Civica lo spettacolo Boccaccio & Bach. Novelle dal Decameron tra parole e musica, lettura drammatizzata di due famose novelle del Decameron che appartengono al registro comico (Calandrino e l’elitropia) e a quello patetico-sentimentale (Federigo degli Alberighi). La lettura, a cura di Carlo Varotti dell’Università di Parma, è abbinata a musiche di Bach, che saranno eseguite dal violoncellista Giacomo Fossa, in un dialogo reale con la voce e i suoi ritmi e con le tonalità emotive del testo boccacciano, che spesso rivela tessiture e sensi complessi e mai univoci.

È il caso della prima novella del ‘ciclo’ di Calandrino (l’unico personaggio del Decameronche sia protagonista di più testi). La beffa al centro della novella è raccontata con un ritmo vivace e sapiente, inframmezzato da dialoghi di teatralissima polifonia; ma il gioco festoso della beffa lascia percepire un risvolto drammatico, quello che può sempre annidarsi dietro la credulità e la stoltezza, a ricordarci che la stupidità non è mai indolore, e può essere, anzi, molto pericolosa per sé e per gli altri.

Anche la storia esemplare di Federigo degli Alberighi, una delle più belle e commoventi celebrazioni della nobiltà d’animo e della generosità disinteressata, trova nella musica che la accompagna accenti che non solo sottolineano le potenzialità melodrammatiche del testo, ma quasi ne fanno l’esempio toccante di una grandezza che, pur essendo tutta laica e terrena, sembra toccare i tasti del sacro.

Lo spettacolo, a ingresso gratuito, sarà preceduto dalla premiazione del concorso studentesco dedicato alle riscritture di novelle del Decameron.

Entrambe le iniziative – lettura e concorso – rientrano nel progetto Le dieci giornate. L'arte del racconto da Boccaccio a Malerba (FAPE 2025 – Fondi di Ateneo per il Public Engagement) dell'Università di Parma, il cui responsabile scientifico è Nicola Catelli (gruppo di lavoro: Margherita Centenari, Marco Gentile, Giulia Raboni, Paolo Rinoldi, Diego Saglia, Carlo Varotti).

 

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Carlo Varotti è professore di Letteratura italiana presso l’Università di Parma. Accanto all’attività di studioso (sul pensiero politico e la storiografia del Rinascimento, sulla cultura romantica, sulla narrativa novecentesca e altro) svolge da anni attività teatrale, come attore, lettore drammatico e regista. Tra i suoi spettacoli, gli adattamenti da Bassani: Una notte del ’43 (2017); Gli occhiali d’oro (2018) e Una lapide in via Mazzini (2020). Per voce e musica: Arcidiavoli, da Machiavelli (Bologna, 2018); Fiammetta, da Ariosto (Bologna, 2019) e Dante Inside Bach, di Paolo Dirani (Strasburgo, 2021). Tra i recenti spettacoli parmigiani: Ipe, nomen omen di Paola Maccioni (Auditorium del Carmine, 2025) e, per il Festival della Narrazione industriale, Racconti di racconti: Rocco e i suoi fratelli (Teatro Europa, 2024) e Racconti di racconti: La chiave a stella (ivi, 2025).

Giacomo Fossa, parmigiano, si è diplomato in violoncello e in composizione al Conservatorio della sua città, studiando poi all'Accademia Chigiana di Siena. Perfezionatosi con David Geringas e in Musica da Camera con Georg Oquist, ha debuttato come solista al Teatro Regio di Parma nel 2012. In seguito si stabilisce un rapporto di stima e fiducia con la Fondazione che lo porta a collaborare regolarmente con il Teatro e il Festival Verdi. Cura i “Pomeriggi Musicali” alla Fondazione Magnani Rocca ed è stato direttore artistico di “Wagner e l'Italia”.

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