FINANZIATA DALL'ASSOCIAZIONE ITALIANA RICERCA SUL CANCRO UNA RICERCA DELL'UNIVERSITA' DI PARMA PUBBLICATA SULLA RIVISTA "BLOOD"Lo studio sperimenta una nuova terapia contro il mieloma multiploArticolo della Libertà di PiacenzaFoto Dott. LunghiUna ricerca sul mieloma multiplo, dal titolo Targeting MEK/MAPK signal transduction module potentiates ATO-induced apoptosis in multiple myeloma cells through multiple signaling pathways, firmata dal Dott. Paolo Lunghi del Dipartimento di Scienze Cliniche dell'Università di Parma e condotta in collaborazione con un gruppo di studiosi dell'Ateneo, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista americana "Blood", organo ufficiale dell'American Society of Hematology, e finanziata, insieme ad altri 11 progetti sui 428 presentati nel 2008, dall'Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC).«Il mieloma è un tumore del midollo osseo molto aggressivo, non ancora curabile», spiega il dott. Paolo Lunghi, «che concede ai pazienti una sopravvivenza da tre a sei anni dal momento in cui viene diagnosticato».La nuova terapia consiste in una combinazione di due farmaci, uno nuovo (l'inibitore molecolare di MEK) che blocca la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule tumorali e uno antico, il Triossido di Arsenico. «L'efficacia della nuova terapia combinata», continua il dott. Lunghi, «è dovuta al fatto che l'inibitore molecolare di MEK rende le cellule tumorali di Mieloma più sensibili all'azione del Triossido di Arsenico. In sintesi prima si indeboliscono le cellule tumorali con l'inibitore molecolare di MEK e poi si avvelenano e uccidono con basse dosi di Triossido di Arsenico. Per la nuova ricerca sono stati determinanti i finanziamenti dell'AIRC».All'Ateneo di Parma la ricerca è partita nel 2001, con un gruppo che vede la collaborazione del Dipartimento di Scienze Cliniche con Antonio Bonati, Laura Mazzera e Luigi Salvatore, della Facoltà di Medicina Veterinaria con Attilio Corradi e Anna Maria Cantoni, dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, di cui fanno parte Guerino Lombardi e Micaela Ricca, del Dipartimento di Medicina Interna e Scienze Biomediche con Nicola Giuliani e Vittorio Rizzoli. Hanno inoltre collaborato a questa ricerca Ugo Testa e Roberta Riccioni dell'Istituto Superiore di Sanità, Antonio Costanzo dell'Università di Roma Tor Vergata e Massimo Levrero dell'Università di Roma La Sapienza.Parma, 18 agosto 2009