Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma
EUGreen - European University Alliance for sustainability

Parma, 24 maggio 2013 – Martedì 28 maggio, alle ore 11, nell’Aula Magna del Polo Didattico di via Del Prato 3, lo psicanalista Gérard Haddad (Parigi) incontra gli studenti dell’insegnamento di Psicologia dei gruppi e della cultura, tenuto dalla prof.ssa Nadia Monacelli, per discutere del testo Lumière des astres éteints. La psychanalise face aux camps.

Chi può dire che la luce nera dell’astro spento dei campi di sterminio non giunga più fino a noi? Il saggio proposto da Gérad Haddad svela gli effetti che il Campo continua a imprimere nel nostro pensiero, nel nostro immaginario, nelle nostre forme di organizzazione e di istituzioni sociali.

La psicanalisi, sostiene l’autore, deve affrontare i campi di sterminio perché esiste un “male del campo”. La Lumière des astres éteints ci conduce in una galleria di casi clinici incontrati dallo psicanalista in 30 anni di professione. Nell’isolare alcuni casi emblematici, Gérard Haddad incarna alcune patologie specifiche ai sopravvissuti o ai loro discendenti. L’autore ci invita così a scoprire insieme a lui, paziente dopo paziente, la singolarità attraverso la quale l’esperienza del campo si esprime.

Ma la Shoah non avrebbe unicamente segnato la soggettività dei deportati o dei loro discendenti. Per riprendere la metafora proposta dall’aurore, la società intera sarebbe stata irradiata dal Campo, divenuto un elemento essenziale dell’inconscio dell’uomo attuale.

Riferendosi alla teoria lacaniana, secondo la quale il sociale determinerebbe l’inconscio, Gérard Haddad ritiene che il Campo abbia profondamente strutturato il mondo in cui viviamo.
L’analisi dell’autore si sofferma lungamente sulla società israeliana e sul conflitto israelo-palestinese dei quali menziona aspetti piuttosto sconosciuti. Dalla pessima accoglienza riservata da Israele ai sopravvissuti all'Olocausto, alle stigmate della deportazione che si manifestano tanto nella sua sfiducia indefessa nei confronti del suo prossimo quanto nei suoi rapporti con il popolo palestinese.

Gérard Haddad è nato a Tunisi nel 1940, ingegnere agronomo, poi medico e psichiatra, si è formato con Jacques Lacan, che incontra nel 1969. Questa avventura dura dodici anni, ovvero sino alla scomparsa di Lacan, durante i quali avviene una metamorfosi: marxista, ateo, il percorso analitico lo conduce a ritrovare il giudaismo e a studiarlo intrecciandolo con la psicanalisi.
Anche il suo incontro con Yeshayahou Leibowitz avrà grande influenza sul suo percorso. Oltre al suo lavoro psicanalitico, Gérard Haddad è conosciuto come scrittore e traduttore dall’ebraico.  

Modified on