Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma
EUGreen - European University Alliance for sustainability

Parma, 7 novembre 2013 - E’ stato recentemente pubblicato sulla rivista Food & Function (fascicolo n. 10, ottobre 2013) un lavoro di ricerca condotto da due laboratori del Dipartimento di Scienze degli Alimenti, il Molecular Modelling Lab, diretto dal prof. Pietro Cozzini, che si occupa di progettazione in silico di molecole, e il Laboratory of Phytochemicals in Physiology diretto dal prof. Daniele Del Rio, che da anni si occupa del rapporto tra dieta e salute, con particolare attenzione ai composti fitochimici di interesse alimentare.

Il lavoro, seguito in particolare dal dott. Luca Dellafiora del Molecular Modelling Labriguarda la predizione, utilizzando metodi in silico, cioè software di chimica computazionale e computer, dell’attività estrogenica di composti di interesse alimentare.

 

Una delle nuove frontiere della Food Science è infatti quella di utilizzare le tecniche computazionali, ben note nel mondo della chimica e della chimica farmaceutica per progettare nuove molecole e/o nuovi farmaci, per studiare i potenziali effetti benefici o dannosi di additivi alimentari, fitocomposti, pesticidi, micotossine e dei loro metaboliti nei confronti di biomolecole come i recettori nucleari, il cui erroneo funzionamento nella cellula può causare disfunzioni e malattie. Un esempio per tutti è il recettore degli estrogeni, il cui malfunzionamento risulta implicato nella patogenesi del tumore mammario, dell'osteoporosi e di svariate altre condizioni patologiche.

In questo studio sono state studiate molecole denominate urolitine ed è stato valutato il loro rapporto nei confronti del recettore degli estrogeni utilizzando un metodo computazionale messo a punto dal prof.Cozzini e dai proff. Abraham e Kellogg della Virginia Commonwealth University di Richmond (USA). Le urolitine sono composti prodotti nell’organismo in seguito ad ingestione di alimenti ricchi in ellagitannini, polifenoli presenti in particolare nel melograno, nelle noci e in alcuni frutti di bosco. Prodotte nel colon umano grazie all’azione della flora microbica, ad oggi sempre più studiata nel contesto del rapporto dieta/salute, le urolitine stanno dimostrando numerose attività biologiche, giustificando in qualche modo i potenziali benefici preventivi di una dieta ricca in alimenti contenenti ellagitannini.

L’esperienza del Laboratorio di Modellistica Molecolare nello studio del recettore degli estrogeni era già stata evidenziata dal volume Computational Approaches to Nuclear Receptors, pubblicato dalla Royal Society of Chemistry ed edito dal prof. Cozzini e dal prof. Kellog della VCU.


La prestigiosa rivista del settore ha anche dedicato la copertina del numero di ottobre ai risultati della ricerca del gruppo della nostra Università.
Questo importante risultato è la dimostrazione del fatto che a problemi complessi occorre fare fronte mettendo insieme competenze diverse.
La collaborazione fra più gruppi di ricerca, anche con competenze diverse tra loro, è uno dei pilastri sui quali è nato l’anno scorso il nuovo Dipartimento di Scienze degli Alimenti.

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