Descrizione e scopo
Il progetto prevede la collaborazione di due Unità operative:
• Università di Parma (UniPR), in qualità di Unità capofila.
• Università di Ferrara (UniFE).
Lo studio prevede il reclutamento di pazienti che presentano:
-diabete mellito di tipo 2 (T2DM), definito da una pregressa storia clinica di T2DM o dal soddisfacimento dei criteri diagnostici dell’American Diabetes Association;
-sindrome coronarica cronica (CCS), secondo le più recenti linee guida della European Society of Cardiology (ESC)
-Malattia coronarica ostruttiva.
Entrambe le Unità Operative sono coinvolte nelle seguenti attività:
-reclutamento dei pazienti
-caratterizzazione dell’estensione e del fenotipo della malattia aterosclerotica coronarica mediante tomografia a coerenza ottica (OCT).
- valutazione dell’attività infiammatoria a livello dell’asse amigdala–midollo osseo e dei vasi periferici mediante tomografia a emissione di positroni (PET) con tracciante ^18F-FDG
-analisi della presenza e della caratterizzazione fenotipica delle cellule monocitarie circolanti nel sangue periferico.
Presso l’Università di Parma (UniPR) è inoltre attivo un sottostudio dedicato alla caratterizzazione dettagliata del flusso retinico-coroideale mediante la tecnologia RetFlow.
Finalità
L’obiettivo principale dello studio è approfondire i meccanismi fisiopatologici alla base della malattia aterosclerotica coronarica (CAD) nei pazienti con T2DM, stratificati in base alla presenza o assenza di almeno una complicanza microvascolare diabetica (retinopatia, neuropatia e/o nefropatia).
Evidenze crescenti hanno infatti dimostrato un’associazione tra l’attivazione dell’asse amigdala–midollo osseo–vascolare e un aumentato rischio di CAD, mediata da un’aumentata attivazione infiammatoria del midollo osseo e dei grandi vasi arteriosi.
È noto che il coinvolgimento microvascolare nel T2DM possa modulare l’attività dei tre componenti di questo asse (amigdala, midollo osseo, vasi periferici).
Inoltre, recenti studi hanno evidenziato che lo squilibrio delle sottopopolazioni monocitarie rappresenta un determinante cruciale della composizione, della vulnerabilità e della progressione della placca aterosclerotica coronarica. In particolare, una sottopopolazione di monociti CD14+, caratterizzata dalla co-espressione di osteocalcina (OCN) e fosfatasi alcalina ossea (bone-specific alkaline phosphatase, BAP) e dotata di proprietà pro-calcifiche, risulta significativamente aumentata nei pazienti con T2DM, suggerendo un possibile ruolo patogenetico nello sviluppo e nella progressione dell’aterosclerosi diabetica.
Risultati attesi
Lo studio PHENO-DIACAD valuta due endpoint primari nei pazienti affetti da T2DM con e senza complicanze microvascolari:
- Il grado di attivazione dell’asse amigdala–midollo osseo, valutato mediante FDG-PET/CT.
- La prevalenza di monociti circolanti CD14⁺-OCN⁺-BAP⁺ nel sangue periferico.
Endpoint secondari
- Prevalenza dei diversi fenotipi di placca aterosclerotica coronarica (lipidica, calcifica, fibrotica) e di componenti di vulnerabilità di placca (macrofagi, neo-vasi, cristalli di colesterolo).
- Prevalenza delle sottopopolazioni monocitarie e quantificazione della calcificazione vascolare e dei marker infiammatori.
- Quantificazione dell’attività infiammatoria vascolare mediante FDG-PET/CT nei grandi vasi arteriosi.
Risultati raggiunti
Nei pazienti sino ad ora arruolati, l’OCT ha mostrato delle lesioni coronariche significativamente calcifiche. L’estensione delle calcificazioni è maggiore nel gruppo di pazienti con complicanze microvascolari. Al contrario, la presenza di neo-vasi è più frequenti nel gruppo di pazienti privo di complicanze microvascolari.
I risultati relativi all’analisi dei monociti e dei marcatori di infiammazione saranno disponibili al termine dello studio.