Parma, 12 luglio 2021 – Dal 17 settembre al 13 ottobre si terrà la sesta edizione di MENS-A, l’evento di "Cultura diffusa" sul pensiero ospitale e il cosmopolitismo in Italia, tra Scienze Umane, Filosofia, Storia e Arte. MENS-A è un progetto ideato dall’Associazione di Promozione Sociale “Psicologia Umanistica e delle Narrazioni” (APUN-APS) in collaborazione con l'Università di Bologna, l'Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Parma, l’Accademia di Belle Arti di Bologna e i Comuni di Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Ferrara, Vignola e Ravenna. Il tema 2021 di MENS-A è “Nuovo Umanesimo”.

Gli incontri si terranno a Bologna (17-18 settembre), Parma (23 settembre), Ravenna (26 settembre), Reggio Emilia (7 ottobre), Ferrara (8 ottobre), Vignola (9 ottobre) e Modena (12-13 ottobre).

All’incontro in programma giovedì 23 settembre alle 17.10 a Palazzo del Governatore a Parma parteciperà, tra gli altri, Carlo Varotti, docente di Letteratura Italiana all’Università di Parma, che parlerà sul tema “La città dell’Uomo”. Modererà l’incontro Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Ateneo di Parma. Nella stessa giornata Isotta Piazza, docente di Letteratura italiana contemporanea del nostro Ateneo, modererà la tavola rotonda “Progettare la Bellezza”.

Gli incontri sono aperti al pubblico e gratuiti. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.mens-a.it. È previsto il rilascio di crediti formativi per gli studenti universitari.

Tema MENS-A 2021: Nuovo Umanesimo
Da una parte la pandemia Coronavirus ha evidenziato sempre più la centralità dell’uomo, la sua complessità e fragilità, la sua costante domanda di senso. Dall’altra nel 2021 ricorrono i 700 anni della scomparsa del grande poeta Dante Alighieri. È stato pensato così di riflettere sui valori dell’Umanesimo rinascimentale per concentrarsi sul Nuovo Umanesimo. La prospettiva storiografica dell’Umanesimo rinascimentale ha reso possibile il distacco del passato dal presente e la ricerca dei caratteri e delle condizioni che determinano individualità e irripetibilità, e la coscienza dell’originalità del passato di fronte all’uomo e della sua originalità di fronte al passato.
Così la scoperta della prospettiva storica si intreccia pure con la prospettiva ottica realizzata dalla pittura del Rinascimento nei confronti dello spazio, come capacità di realizzare la
distanza degli oggetti l’uno dall’altro e da colui che li considera, e la capacità di intenderli nel loro luogo effettivo, nella loro individualità e autentica bellezza. Ugualmente la personalità umana come centro originale e autonomo di organizzazione di vari aspetti della vita è segnato dalla prospettiva in questo senso. Nell’Umanesimo rinascimentale l’autonomia della ragione viene affermata e riconosciuta in modo più radicale come capacità dell’uomo di progettare e rispondere della propria esistenza singola e associata nella natura e nella storia. Così in Dante l’idea del rinnovamento e della prospettiva si estende e si approfondisce, e diviene rinnovamento di tutto il mondo che gli è proprio, della religione, dell’arte, della Chiesa e dello Stato. Il viaggio ultramondano di Dante è il viaggio di un uomo vivo e razionale che deve ritornare tra i vivi e rendere manifesta la sua visione: dalla partecipazione ad essa tutti gli uomini di buona volontà potranno, attraverso la sua poetica, rifare con lui il viaggio e rinnovarsi, e Dante si attende la rinascita del mondo a lui contemporaneo. Anche oggi è necessario allungare gli orizzonti della responsabilità, della cura, del bene comune e della pace. La vita buona non è un evento solitario, la forma propria del vivere è vivere insieme, partecipando al bene che accomuna. Ecco quindi che “l’Umanesimo che rinnova’’ può essere uno stimolo potente per le articolazioni profonde di scienza, saggezza, fragilità e libertà, pubblico e privato. Per il futuro dell’uomo si chiede responsabilità, giustizia, concordia, bellezza.

Modificato il