Parma, 14 ottobre 2026 – Applicare le strategie target-based della chimica farmaceutica alla scoperta di nuovi pesticidi, per contrastare le crescenti resistenze. È l’elemento distintivo del progetto internazionale Per-BIO - Molecole per la BIOdiversità: progettazione e sviluppo di pesticidi selettivi per una agricoltura sostenibile, cui l’Università di Parma partecipa.

Nei giorni scorsi il Campus Scienze e Tecnologie dell’Ateneo ha ospitato il kick-off meeting di Per-BIO, organizzato dal docente del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco Marco Radi. L’incontro ha dato ufficialmente avvio alle attività del progetto quinquennale.

Per-BIO è uno dei quattro progetti finanziati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche nell’ambito delle Unità di Ricerca Goal-Oriented (URGO), selezionati tra 62 proposte presentate a livello nazionale. Coordinato da Emmanuele Crespan del CNR-IGM di Pavia, il progetto si è classificato al terzo posto e ha un valore complessivo di oltre 3,8 milioni di euro, tra finanziamento e cofinanziamento. Il consorzio riunisce quattro istituti del CNR – Istituto di Biostrutture e Bioimmagini (IBB), Istituto di Genetica Molecolare “Luigi Luca Cavalli-Sforza” (IGM), Istituto di Chimica Biomolecolare (ICB) e Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante (IPSP) – insieme a Università di Pavia, Università di Parma, Università del Molise, Universidad Católica de Murcia (Spagna) e al partner industriale Vebi Istituto Biochimico.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di affrontare la crescente diffusione di resistenze ai comuni pesticidi, insieme all’espansione di specie invasive favorita da globalizzazione e cambiamenti climatici. L’elemento distintivo di Per-BIO è il trasferimento alla ricerca di nuovi pesticidi del paradigma target-based della chimica farmaceutica, utilizzando la conoscenza dei bersagli molecolari per guidare la progettazione di composti con nuovi meccanismi d’azione. 

Tra le specie studiate figurano Aedes albopictus, vettore di arbovirus quali dengue, chikungunya e Zika; gli acari Varroa destructor e Varroa jacobsoni, importanti parassiti delle api; e alcuni rilevanti fitofagi di interesse agricolo, tra cui Halyomorpha halys, Ceratitis capitata e Phthorimaea absoluta, responsabili di danni significativi a diverse colture. Questa varietà di organismi conferisce a Per-BIO anche una chiara dimensione One Health, poiché il progetto integra tutela delle produzioni agricole, salvaguardia degli impollinatori e della biodiversità e controllo di vettori di virus emergenti di rilevanza per la salute pubblica.

L’Università di Parma contribuirà con le competenze del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco in chimica farmaceutica, progettazione e sintesi di nuove molecole, trasferendo al settore della protezione da organismi dannosi metodologie e strategie consolidate nella moderna ricerca e nello sviluppo di farmaci.

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