In relazione a quanto recentemente apparso su alcuni organi d’informazione a proposito del corso di laurea a orientamento professionale InLIST - Interprete di Lingua dei Segni Italiana e Lingua dei Segni Italiana Tattile, per fare chiarezza e in piena trasparenza sul proprio operato l’Università di Parma precisa quanto segue.
L’Ateneo tiene innanzitutto a sottolineare la propria indipendenza e autonomia organizzativa e didattica, valori basilari che trovano fondamento nel dettato costituzionale.
Il corso InLIST - Interprete di Lingua dei Segni Italiana e Lingua dei Segni Italiana Tattile è stato attivato dall'Università di Parma nell'anno accademico 2023-2024, tra i primi percorsi universitari italiani nati a seguito del riconoscimento ufficiale della LIS e della LIST (riferimento principale l’art. 34-ter del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito dalla legge 21 maggio 2021, n. 69) e del successivo decreto ministeriale che ha disciplinato la formazione della professione di interprete (decreto del Ministro per le Disabilità, di concerto con il Ministro dell’Università e della Ricerca, 10 gennaio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 6 aprile 2022).
L’articolo 2 del decreto prevede espressamente l’istituzione di un corso di laurea sperimentale a orientamento professionale in interprete in LIS e LIST.
Si tratta di un corso di laurea a orientamento professionale, con caratteristiche quindi peculiari: tra queste una rilevante quota di attività laboratoriali, una formazione concentrata su competenze tecniche e operative, un rapporto strutturato con imprese, enti e ordini professionali, anche per lo svolgimento di consistenti tirocini pratico-valutativi. Questa caratteristica è decisiva per la stessa istituzione e poi per la prosecuzione di questo tipo di corsi.
A differenza degli altri corsi a orientamento professionale, i corsi in interprete in LIS e LIST non appartengono ancora a una specifica classe professionalizzante. Durante la sperimentazione triennale alle università era data la possibilità di proporli all’interno di una delle classi di laurea “ordinarie”, in attesa che il MUR ne individuasse una nuova specifica come per le altre LP. Il corso dell’Università di Parma è stato così collocato nella classe L-12 – Mediazione linguistica, e anche per l’anno accademico 2026-2027 risulta indicato come corso a orientamento professionale appartenente alla classe L-12.
Per quanto riguarda le attività formative, per i corsi a orientamento professionale è stata prevista la presenza di figure specialistiche di settore: cioè docenza di ruolo o a contratto affidata a figure con specifica professionalità e competenza impiegate nelle attività formative caratterizzanti, di tirocinio e laboratoriali. Tra queste figure specialistiche: quadri e dirigenti di istituzioni pubbliche e aziende private e professioniste/i iscritte/i all’albo degli Ordini professionali di riferimento, da impiegarsi anche per le attività caratterizzanti del corso se in possesso di adeguati titoli accademici e scientifici.
In tal senso per il corso InLIST è in essere a oggi un accordo con l’Associazione Nazionale Interpreti di Lingua dei segni, valido fino al 31 ottobre 2027.
Nel decreto istitutivo della sperimentazione (DM 10 gennaio 2022) il Ministero dell’Università e della Ricerca annunciava incentivi per l’attivazione destinati al Fondo di Finanziamento Ordinario degli Atenei. Gli incentivi sono stati dettagliati con il DM 10 dicembre 2024, decreto del Ministero per le Disabilità di concerto con il Ministero dell’Università e della Ricerca. L’incentivo, di 1.2 milioni di euro, è pervenuto all’Università di Parma alla fine del 2025. L’Ateneo ha investito in InLIST ben oltre il finanziamento ministeriale ricevuto e continuerà a investire.
A ciò si aggiunge un finanziamento della Regione Emilia-Romagna destinato alle lauree professionalizzanti, con il quale è stato sostenuto un posto da ricercatore a tempo determinato su InLIST.
Il piano degli studi di InLIST è stato quest’anno oggetto di un aggiornamento per consentire una migliore gestione delle risorse, anche in considerazione del fatto che molti insegnamenti opzionali non erano mai stati attivati in quanto non scelti da studentesse e studenti. Gli aggiornamenti dei corsi rientrano nelle prassi consuete di un Ateneo. Questo aggiornamento non ha cambiato l’ordinamento didattico e quindi la struttura fondamentale del corso.
A differenza di quanto affermato in alcune notizie pubblicate dai mezzi di informazione, nell’aggiornamento del piano è rimasto immutato il numero di ore dedicato all’insegnamento della lingua dei segni, mentre la riduzione di ore dedicate al lettorato LIS ammonta a solo 15 ore nell’arco dell’intero triennio. È stato inoltre introdotto un insegnamento obbligatorio di “Aspetti psicologico-clinici della sordità” (6 CFU, 30 ore), analogamente a quanto previsto nel corso erogato da Milano Bicocca – Milano Statale, ed è stata ridotta la frammentazione dei moduli in ambito pedagogico e sociologico. Gli insegnamenti tecnici (“Linguaggi settoriali tra vocale e segnato”, “LIS tattile per sordo-ciechi”, “Segnato internazionale e intercomunicazione delle lingue segnate”) sono rimasti immutati o incrementati anche nel nuovo piano degli studi.
Il corso è presente nell’offerta formativa 2026-2027 e da parte dell’Ateneo c’è piena volontà di cercare di garantire continuità anche in futuro, nel rispetto degli inderogabili criteri di gestione della qualità a cui devono rispondere tutti i corsi di studio che vengono offerti. Inoltre, la continuità è vincolata al mantenimento delle caratteristiche richieste ai corsi professionalizzanti, a partire proprio dalle collaborazioni strutturate con imprese, enti e ordini professionali, in attesa che il Ministero vari l'istituzione della classe di laurea che la lingua italiana dei segni merita e che l'Ateneo auspica da anni. Per garantire la continuità del corso nel prossimo biennio, l’Ateneo ha destinato fondi propri per il prolungamento dell’incarico del ricercatore a tempo determinato. L’intervento avrà effetto dopo la conclusione del periodo di tre anni finanziato dalla Regione.