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Parma, 6 luglio 2026 – Portano la firma dell’Università di Parma i trofei degli IPRN Awards 2026. L’Ateneo ha infatti contribuito all’Annual General Meeting 2026 dell’International Public Relations Network, tra i principali network internazionali di agenzie indipendenti, attraverso il progetto dei trofei, sviluppati dall’Innovation Design Lab del Dipartimento di Ingegneria e Architettura - DIA.

Il meeting, ospitato a Roma da INC – PR Agency Content First, ha riunito 27 agenzie di comunicazione da oltre 20 Paesi, in un confronto internazionale dedicato ai temi che stanno trasformando il settore: intelligenza artificiale, reputazione, talenti, innovazione e futuro della comunicazione.

I trofei progettati dall’Innovation Design Lab (Paolo Tamborrini responsabile, Leonardo Moiso per il coordinamento e Marco Cataffo del Modelling Design Lab DIA) nascono dall’idea che un award non sia soltanto celebrativo, ma un oggetto capace di rappresentare identità, valori e appartenenza. Il progetto ha lavorato su una famiglia di prodotti essenziali, leggeri e riconoscibili, pensati per essere consegnati a mano durante la cerimonia e conservati come segno tangibile dell’esperienza.

Undici trofei: ognuno di essi diventa un oggetto che porta con sé un intero sistema culturale. Non un semplice premio ma una sintesi visiva di identità, storia e progetto. 

Il processo progettuale ha costituito esso stesso un campo di ricerca e sperimentazione. L’Innovation Design Lab ha integrato strumenti di intelligenza artificiale generativa nelle fasi di concept e sviluppo formale, esplorando come le nuove tecnologie possano ampliare e accelerare il percorso creativo senza sostituire il giudizio progettuale. Un approccio che ha permesso di generare, valutare e raffinare rapidamente un sistema di linguaggi visivi differenziati per ciascuna categoria premiata, mantenendo coerenza e profondità concettuale nell’insieme.

Al cuore del progetto c’è un metodo originale che trasforma i valori di ciascuna categoria premiata in un linguaggio visivo autonomo e stratificato. Il processo si articola in quattro fasi: l’analisi semantica dei valori fondanti di ogni categoria, la loro messa in relazione con figure emblematiche della cultura italiana, la traduzione di questi archetipi in geometrie pure e, infine, la materializzazione nell’oggetto fisico attraverso modellazione 3D e prototipazione digitale.

Il filtro umanistico è l’elemento più distintivo dell’intero progetto: ogni pattern non nasce da una scelta estetica arbitraria ma dall’interpretazione visiva di un personaggio della storia e della cultura italiana che incarna i valori della categoria premiata. Per il premio Corporate PR, per esempio, il pattern evoca la forza delle reti e dell’opinione pubblica incarnata da Cristina di Belgiojoso, intellettuale, giornalista e stratega della comunicazione risorgimentale, attraverso una geometria di linee e cerchi intrecciati che simboleggia la capacità di costruire connessioni istituzionali complesse. Per Integrated Campaign il riferimento va al Futurismo e alla sua visione di simultaneità e multidirezionalità: un pattern acuto e dinamico che traduce visivamente l’uso sinergico di tutti i canali di comunicazione. Per il Crisis Communication Award la chiave interpretativa è la dualità tra apparenza e realtà cara al pensiero politico rinascimentale italiano: un pattern tessellato che genera un’illusione ottica tridimensionale, sospeso tra ciò che si mostra e ciò che è. Per Member of the Year il pattern esplora la complessità dell’intersezione tra discipline diverse, richiamando quella capacità di sintesi tra rigore scientifico e visione umanistica che ha caratterizzato alcune delle menti più straordinarie della cultura italiana del Novecento.

Il progetto ha affrontato anche una sfida funzionale precisa: disegnare un oggetto che avesse forza e presenza nel momento della consegna, capace di imporsi visivamente durante la cerimonia, ma che potesse poi essere smontato e compattato per il viaggio di ritorno. I premiati provenivano da ogni parte del mondo, e il trofeo doveva poter entrare in un bagaglio a mano senza perdere nulla della propria qualità. Una volta a destinazione, l’oggetto si riassembla e trova la sua collocazione definitiva sugli scaffali e nelle librerie delle agenzie vincitrici, diventando presenza stabile nello spazio di lavoro quotidiano.

La produzione degli award è stata realizzata dallo studio torinese Solido Collettivo, specializzato in progettazione, prototipazione e fabbricazione digitale, che ha tradotto il concept sviluppato dall’Innovation Design Lab in oggetti fisici, curando lavorazioni, materiali e dettagli costruttivi attraverso un processo attento alla precisione, alla leggerezza e alla qualità materica del premio.

“A nome di IPRN, desidero ringraziare l'Innovation Design Lab dell'Università di Parma per il lavoro svolto nella realizzazione dei nostri premi. Si tratta di un progetto davvero straordinario, capace di rappresentare sia lo spirito internazionale di IPRN sia l'eleganza dell'evento di Roma", ha affermato Rodrigo Viana de Freitas, Presidente di IPRN

La collaborazione conferma il ruolo del design come strumento di sintesi tra ricerca, identità e comunicazione internazionale, e testimonia come l’integrazione di nuove tecnologie progettuali possa generare risultati di qualità in contesti ad alto valore simbolico e relazionale. Per l’Università di Parma il progetto rappresenta un esempio concreto di applicazione della cultura del progetto in un contesto professionale globale.

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