Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma
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Parma, 1° luglio 2026 – Dallo European Research Council, il principale organismo dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca di eccellenza, arriva un importante riconoscimento per l’Università di Parma nel campo della nutrizione e medicina di precisione. Il progetto XENOPRED – XENObiotic-based PREDiction platform of inter-individual differences in drug metabolism, coordinato da docente di Nutrizione umana Pedro Miguel Mena Parreno (Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco) ha ottenuto un grant ERC Proof of Concept.

XENOPRED nasce come evoluzione del progetto ERC Starting Grant PREDICT-CARE, dedicato allo studio della diversa risposta individuale ai composti bioattivi della dieta, in particolare ai polifenoli. Il progetto ha evidenziato profili metabolici distinti, legati all’interazione tra microbioma intestinale, metabolismo fenolico e genetica umana. 

«Con PREDICT-CARE abbiamo dimostrato che la risposta ai polifenoli alimentari varia significativamente tra individui e può essere prevista attraverso firme metaboliche specifiche», spiega il prof. Mena. «XENOPRED porta questa conoscenza un passo avanti, applicandola alla previsione della risposta ai farmaci».

Una sfida chiave della medicina contemporanea
La variabilità individuale nel metabolismo dei farmaci rappresenta una delle principali criticità nella pratica clinica e nello sviluppo farmaceutico. Effetti avversi, inefficacia terapeutica e fallimenti nei trial clinici sono spesso legati all’incapacità di prevedere come un individuo metabolizzerà un farmaco.
Le strategie attuali, basate soprattutto su marcatori genetici, non riescono però a cogliere l’intera complessità biologica del metabolismo dei farmaci, in cui gioca un ruolo crescente anche il microbioma intestinale.

L’idea innovativa: usare i composti della dieta come “sonda” del metabolismo
XENOPRED introduce un approccio completamente nuovo: utilizzare i (poli)fenoli provenienti dalla dieta come sonde funzionali sicure per misurare la capacità individuale di metabolizzare composti xenobiotici, inclusi i farmaci. Questi composti naturali sono ampiamente consumati nella dieta, condividono vie metaboliche con molti farmaci, possono essere utilizzati in test non invasivi e standardizzati.
Su questa base, il progetto svilupperà una piattaforma predittiva multi-omica che integra firme metabolomiche derivate dal metabolismo dei (poli)fenoli, profili genetici umani (profili di rischio poligenico), e indicatori del microbioma intestinale (profili di rischio microbiomico).

Dalla ricerca di base a un’applicazione concreta
Il progetto Proof of Concept ha una forte vocazione traslazionale. La piattaforma sarà validata su due farmaci di uso comune e clinicamente rilevanti, ibuprofene e paracetamolo, con l’obiettivo di predirne il metabolismo individuale prima della somministrazione. Saranno inoltre esplorate applicazioni su altri farmaci fenolici, tra cui irinotecano, levotiroxina e clorpromazina.
Il risultato finale sarà un modulo computazionale integrabile nei processi di ricerca e sviluppo farmaceutico, disponibile come interfaccia web o API, con potenziali applicazioni anche nel supporto alle decisioni cliniche.
Il progetto si basa su un lavoro fortemente interdisciplinare e sul contributo di diverse competenze dell’Ateneo. Accanto al prof. Mena saranno coinvolti altri componenti dell’Unità di Nutrizione umana: Mirko Treccani, pilastro fondamentale della proposta; Cristiana Mignogna, dal cui lavoro di tesi dottorale prende avvio il modello predittivo che XENOPRED svilupperà ulteriormente; Claudia Favari, ricercatrice del gruppo, che seguirà la componente metabolomica. Il progetto è inoltre supportato dai docenti Marco Mor (Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco), Christian Milani (Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale), Federico Bergenti (Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi e delle Tecnologie Industriali) e dall’U.O. Valorizzazione della Ricerca e Promozione dell'Innovazione, in particolare attraverso il contributo di Elena Boni. La buona riuscita del progetto è anche frutto del costante sostegno della U.O. Supporto alla Ricerca Europea e Internazionale nella figura di Silvia Tavernini.

Un approccio ad alto rischio e alto impatto
XENOPRED rappresenta un’innovazione high-risk/high-gain, al confine tra nutrizione, farmacologia e biologia computazionale.
«Il nostro obiettivo – sottolinea il prof. Mena – è sviluppare una piattaforma capace di prevedere la risposta individuale ai farmaci in modo biologicamente realistico, integrando per la prima volta metabolismo fenolico, genetica umana e microbioma intestinale. Anche piccoli miglioramenti nella capacità predittiva potrebbero tradursi in enormi benefici economici e clinici». 
Migliorare la previsione della risposta individuale potrebbe contribuire a ridurre fallimenti terapeutici e criticità nei processi di sviluppo farmaceutico.

Verso una nuova generazione di medicina personalizzata
Con XENOPRED l’Università di Parma contribuisce allo sviluppo di una nuova generazione di strumenti per la medicina personalizzata, basati su approcci non invasivi, sicuri e scalabili.
Il progetto mira a migliorare sicurezza ed efficacia delle terapie, riducendo gli effetti avversi e favorendo l’integrazione tra nutrizione e farmacologia. 
«Costruiamo un ponte tra dieta e farmaci - conclude Pedro Mena - aprendo nuove prospettive per una medicina realmente personalizzata a partire dalla nutrizione di precisione».

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