Parma, 27 giugno 2022 – Presentare i propri progetti di tesi e i risultati delle proprie ricerche: è con questo intento che circa 160 dottorandi europei in Economia agraria, agroalimentare e agroambientale si sono ritrovati nei giorni scorsi al Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma. Obiettivo dell’incontro era fare in modo che tra i giovani ricercatori non ci fossero barriere culturali e di saperi ma solo argomenti di ricerca comuni su cui discutere e confrontarsi, sia durante il convegno e i momenti di socializzazione, ma anche in vista di future collaborazioni professionali.

Il workshop (https://www.parmaphdworkshop.unipr.it/) è stato organizzato sotto il patrocinio dell’Associazione Europea degli Economisti Agrari, dalla Scuola di Studi Superiori in Alimenti e Nutrizione dell’Università di Parma, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, l’Associazione Italiana di Economia agraria Applicata, l’Università di Bologna e l’Università Cattolica di Piacenza. Ha voluto essere uno spazio dedicato ed esclusivo per i futuri docenti europei (e non solo) per presentare le proprie ricerche in un contesto congressuale e ottenere un feedback da parte di colleghi e di economisti senior. Al workshop hanno partecipato relatori di spicco del mondo accademico e non. I primi a intervenire (José M. Gil - CREDA-UPC-IRTA, Spagna e Liesbeth Dries - Wageningen University, Paesi Bassi) hanno presentato le loro indicazioni su come condurre con successo una ricerca nel campo dell'economia agraria, ambientale, alimentare e dello sviluppo. Gli altri (Maximo Torero Cullen – FAO e Aslihan Arslan- IFAD) hanno offerto un punto di vista sulle competenze necessarie per lavorare in un'organizzazione internazionale non accademica, sulle possibili opportunità di carriera e sui processi di selezione.

I temi affrontati hanno riguardato il cambiamento climatico, la fame nel mondo, come rendere il sistema agroalimentare più sostenibile e in linea con i bisogni della società. Temi attuali, condivisi in tutti i Paesi europei, e non solo, che sono stati affrontati con rigore metodologico sotto l’occhio vigile dei ricercatori senior.

Modificato il