Parma, 27 agosto 2026 - I cani sbattono le palpebre più spesso quando vedono i loro proprietari o le loro proprietarie farlo, e ciò avvalora l’ipotesi che questo comportamento, che è in primo luogo fisiologico, possa avere anche una funzione sociale.

Lo afferma lo studio dell’Università di Parma Blinking together: the modulation of eye blinking in dog–human social contexts, appena pubblicato sulla rivista “Royal Society Open Science”.

La ricerca è stata condotta da Chiara Canori, Eleonora Biffi, Tiziano Travain e Paola Valsecchi. Chiara Canori ed Eleonora Biffi, dottorande in Neuroscienze, sono co-prime autrici (co-first authors) sotto la supervisione di Paola Valsecchi, docente di Etologia al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale.

Il lavoro prosegue nella linea di ricerca già avviata dall’Università di Parma (Laboratorio di Etologia del Cane) sul fenomeno dell’eye-blink, ossia lo sbattere delle palpebre, che negli esseri umani e in alcuni primati non umani è stato associato non solo a una funzione fisiologica ma anche appunto a una possibile funzione sociale. 

Ricercatori e ricercatrici hanno mostrato a 35 cani di razze diverse alcuni video di persone che li guardavano e che, in condizioni diverse, sbattevano le palpebre oppure mantenevano un’espressione facciale ferma. Le persone nei video erano il proprietario/la proprietaria del cane oppure persone sconosciute. In questo modo i ricercatori e le ricercatrici potuto isolare il battito delle palpebre umano e separarlo da tutto ciò che normalmente avviene durante una reale interazione sociale, cioè da tutti gli altri elementi normalmente presenti in un’interazione dal vivo.

I risultati hanno mostrato che i cani aumentavano la frequenza dei loro battiti di palpebra quando osservavano il proprio proprietario o la loro proprietaria sbattere le palpebre; lo stesso effetto non è stato invece osservato con le persone sconosciute.

Questo suggerisce che la rilevanza sociale dell’interlocutore o dell’interlocutrice è importante.

Ricercatori e ricercatrici non hanno osservato che i cani sbattessero gli occhi in modo sincronizzato con la persona, e questo suggerisce che modulazione della frequenza del blinking e sincronizzazione temporale potrebbero essere due fenomeni distinti. La mancata sincronizzazione potrebbe essere legata proprio alla natura degli stimoli video preregistrati, che non permettevano un’interazione realmente reciproca e in tempo reale.

I risultati dello studio non permettono di dire che quando un cane sbatte gli occhi stia comunicando deliberatamente un messaggio preciso, cioè che stia intenzionalmente “dicendo” qualcosa. Il blinking rimane innanzitutto un comportamento fisiologico, fondamentale per proteggere e mantenere umida la superficie dell’occhio. Tuttavia la ricerca suggerisce che questa azione automatica è fortemente sensibile al contesto sociale e può essere modulata sulla base della persona che il cane sta osservando: i cani sembrano cioè essere sensibili al battito delle palpebre e il loro stesso modo di battere le palpebre può cambiare a seconda di chi hanno di fronte. In senso più ampio, lo studio dice che la comunicazione tra cani e persone potrebbe essere molto più sottile di quanto normalmente percepiamo: i cani prestano grande attenzione ai volti umani e anche i movimenti davvero minimi, come un battito di ciglia, potrebbero contribuire al continuo scambio di informazioni e feedback durante un’interazione sociale.

Modificato il