Parma, 8 gennaio 2026 – La trentaduesima tappa del Viaggio della Fiamma Olimpica dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, da Maranello a Parma, ha avuto fra i tedofori la docente e ricercatrice dell’Università di Parma Paola Storti, in rappresentanza di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.
Ricercatrice del Laboratorio di Ematologia diretto da Nicola Giuliani (Dipartimento di Medicina e Chirurgia), dove guida un importante progetto sul mieloma multiplo sostenuto da AIRC, la prof.ssa Storti ha corso in rappresentanza degli oltre 5.000 scienziati e scienziate sostenuti dalla Fondazione, impegnate e impegnati ogni giorno nello sviluppo di nuove strategie di prevenzione, diagnosi e cura per tutti i tipi di tumore. La sua partecipazione sottolinea ancora una volta come lo sport possa diventare un potente strumento di prevenzione e un linguaggio universale capace di trasmettere valori quali impegno, costanza e fiducia nel futuro.
Il fatto che la prof.ssa Storti sia stata scelta a rappresentare tutti i ricercatori e tutte le ricercatrici cui la Fondazione AIRC concede il proprio sostegno per i loro progetti di ricerca è motivo di grande orgoglio per l'Università di Parma.
“Quando AIRC mi ha chiamato per propormi di essere Tedofora della Tregua Olimpica mi sono emozionata moltissimo – spiega Paola Storti -. Portare oggi la Torcia Olimpica è stato un onore e un modo per rappresentare l’impegno di AIRC per la salute e il benessere di tutti. C’è una similitudine tra il mio ruolo di tedofora e il mio lavoro quotidiano: così come i miei mentori mi hanno passato la fiamma della ricerca e mi hanno aiutata ad alimentarla con le loro conoscenze e dandomi fiducia, ugualmente io cerco di fare la stessa cosa con i giovani che lavorano nel mio gruppo. Fare ricerca significa non mollare mai la presa. Durante il dottorato negli Stati Uniti ho scoperto una mentalità aperta, con tanta innovazione, meno burocrazia e dove non si ha paura del fallimento. In Italia questo percorso è possibile grazie ad AIRC, che ha una visione diretta al futuro, sostiene progetti di alto livello che permettono a noi ricercatori di stare in prima linea. Ecco perché ogni donazione è cruciale: si trasforma subito in un passo avanti per i pazienti oncologici”.
Video storia Paola Storti