Parma, 24 luglio 2026 – Il tasso di occupazione di dottoresse e dottori di ricerca dell’Università di Parma a un anno dal conseguimento del titolo è di quasi tre punti in più della media nazionale: 97% contro 94,1%. È uno dei dati contenuti nel Report su percorsi ed esiti occupazionali del dottorato di ricerca realizzato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.
Numeri molto positivi per l’Ateneo anche visti in progressione: l’Università di Parma è passata dal 91,4% del 2023 al 97% del 2026.
«Sono dati confortanti – commenta il Rettore Paolo Martelli - anche perché noi sul dottorato stiamo lavorando molto. A volte si pensa che dottoresse e dottori di ricerca siano persone che hanno continuato a studiare solo per fare carriera accademica, ma non è così. Il Dottorato va inteso come percorso di terzo livello capace di fornire una preparazione potenziata e competenze specifiche di elevata qualità, che possono servire ad esempio anche alle aziende in chiave di innovazione. L’interesse che in sole due edizioni ha fatto registrare il nostro PhD Job Day, pensato proprio per facilitare l’incontro tra alta formazione e mondo del lavoro offrendo un’occasione di contatto diretto con imprese interessate a profili di elevata qualificazione, lo dimostra».
193 i dottori e le dottoresse di ricerca Unipr del 2025 coinvolti e coinvolte nel Report 2026 sui Percorsi di dottorato di ricerca.
L’età media al dottorato di ricerca a Parma è di 31,2 anni contro i 32,1 di media nazionale, e il 62,7% di dottoresse e dottori ottiene il titolo di dottorato al massimo a 30 anni di età.
Tra le motivazioni ritenute importanti per l’iscrizione: il miglioramento della propria formazione culturale e scientifica (82,4%), la possibilità di svolgimento di attività di ricerca e studio in ambito accademico (51,8%), il miglioramento delle prospettive lavorative (51,8%, contro il 43,5% nazionale).
Per quanto riguarda la valutazione del dottorato, l’acquisizione di nuove competenze e abilità specifiche ha ottenuto un punteggio di 8,2 (su scala 1-10), l’approfondimento di contenuti teorici 7,7 e la padronanza di tecniche di ricerca 8. Il 62,2% di dottoresse e dottori di ricerca dichiara che si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso di dottorato sempre a Unipr. Il 68,4% pensa che per il proprio settore disciplinare ci siano maggiori opportunità lavorative all’estero, e solo il 4,7% ritiene invece di avere maggiori opportunità in Italia.
141 i dottori e le dottoresse e di ricerca Unipr del 2024 coinvolti e coinvolte nel Report 2026 sugli Esiti occupazionali, contattati/e a un anno dal conseguimento del titolo.
Il tasso di occupazione è del 97,0%, quasi tre punti in più della media nazionale (94,1%). La retribuzione mensile netta è, in media, di 1.896 euro.
Il 67,7% di dottoresse e dottori di ricerca è occupato nel settore pubblico, il 31,3% in quello privato. L’83,3% nel settore dei servizi, il 16,7% nell’industria. L’81,3% lavora al Nord, l’8,3% al Centro, il 3,1% al Sud, il 7,3% all’estero.
Il 73,5% ha dichiarato di svolgere attività di ricerca, in una giornata lavorativa tipo, in misura elevata. Il 79% ritiene che il titolo di dottoressa o dottore di ricerca sia molto efficace o efficace per il lavoro svolto.