Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma

Parma, 30 gennaio 2024 – GREATER, il progetto di cooperazione internazionale guidato dall’Università di Parma in Rwanda, è stato citato come esempio di buone pratiche dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel suo discorso durante il Vertice Italia-Africa che si è tenuto ieri a Roma.

“Attualmente oltre 50 università italiane – ha detto la Presidente - intrattengono programmi di scambio con omologhe africane. L'Università di Parma, ad esempio, coordina un progetto Erasmus di sviluppo delle competenze in materia di energia pulita in Africa. Vogliamo investire in questo tipo di cooperazione”.

L’Università di Parma, attraverso il CUCI  – Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale, guida la partnership internazionale capofila di GREATER per la transizione energetica in Rwanda.  Il progetto  coinvolge quattro istituzioni ruandesi (INES-Ruhengeri, Rwanda Polytechnic, University of Technology and Arts of Byumba e University of Rwanda) e tre europee (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia; Hochschule Niederrhein, Germania; Hochschule Bonn-Rhein-Sieg, Germania).

GREATER (Growing Rwanda Energy Awareness Through highER education) mira ad accompagnare la transizione energetica in Rwanda formando professionisti e creando strutture che agevolino e rendano “smart” la crescita sociale ed economica del paese. Il progetto ha ottenuto dall’Unione Europea un finanziamento di 800mila euro dal Programma “Erasmus+ Cooperation for innovation and the exchange of good practices”, sotto l’azione “Capacity Building in higher education - Joint Projects”.

Il progetto intende contribuire a contrastare la povertà energetica e la disuguaglianza nell’accesso alla elettricità che caratterizza ancora molti paesi africani. L’attività principale di GREATER è la progettazione di 8 curricula nuovi o rinnovati nel campo dell'energia intelligente e green, con l’introduzione di solide basi digitali e la creazione di 4 "Living Labs” accessibili alle comunità locali per entrare in contatto e familiarizzare con le tecnologie.

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