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Il XVI ciclo dell'ormai tradizionale rassegna dei 'Martedì interlinguistici' propone, nel prossimo bimestre, i tre appuntamenti che seguono, tutti e tre di martedì, sempre alle ore 17.30.

Il 21 aprile, in Aula C, si parlerà del tema: "La tua lingua per la mia guerra. Riflessioni sulla militarizzazione delle lingue indigene: il caso dei code talkers navajo". A intervalli ciclici, nella storia dei conflitti, la conoscenza e l’uso strategico di lingue storico-naturali per fini di segretezza ha rappresentato un piano efficace – se non decisivo – per la vittoria. Dalle civiltà più antiche fino ai recenti conflitti mondiali “ingaggiare” una lingua ha significato relazionarsi con popoli, culture e lingue altre, intercettarne il funzionamento e disporre un piano d’attuazione per la cooperazione o lo scontro. L’obiettivo centrale è fare ricorso alla totale riservatezza come strumento per garantire la sicurezza e la riuscita della missione. Ad analizzare il caso dei Code Talkers Navajo come occasione per ragionare, in senso lato, sul significato della decifrazione nelle scienze del linguaggio e indagare il ruolo storicamente propulsivo che ha portato al moderno paradigma informatico della Cybersecurity, sarà Matteo Cloriti, che, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne con una tesi in Linguistica generale dal titolo «Lingua e cultura esperanto nel periodo fascista». è oggi laureando del corso di laurea magistrale in Lettere Classiche e Moderne presso l’Università di Parma.

Il 12 maggio, in Aula A1, introdurrà al lavoro, complesso e difficile, di organizzare un convegno, Nicola Reggiani, una delle anime della "Third International Conference on Constructed Languages (I-CONLangs III, 2026)" che sarà ospitata nelle giornate del 9 e del 10 giugno, nell'Aula K2 del Plesso D'Azeglio. Si tratta del terzo forum internazionale sul campo (attualmente poco esplorato) dell'interlinguistica e delle lingue artificiali, che segue il primo di Torino nel 2022 (https://sites.google.com/unito.it/i-conlangs22) e il secondo di Orléans nel 2024 (https://icon2024.sciencesconf.org):  prime informazioni si trovano al link https://sites.google.com/view/iconlangs2026. Nicola Reggiani insegna Papirologia all'Università di Parma ed è direttore scientifico del Centro Italiano di Egittologia "G. Botti" (Verbania); fra i suoi interessi di ricerca figurano le questioni sociolinguistiche del mondo antico (multilinguismo, multigrafismo, traduzioni) e ha al suo attivo l'organizzazione di una ventina di eventi tra convegni nazionali e internazionali, giornate di studio e seminari. Il titolo dell'incontro è: "Come organizzare un convegno internazionale: il caso I-CONLangs III, 2026".

Il tema del terzo appuntamento, "Tra “parole dell’estasi” e “parole di follia”. La produzione linguistica fra mistici e schizofrenici, con particolare attenzione al caso di Gemma Galgani", sarà sviluppato, il 26 maggio in Aula E, da Sebastiano Bevini, che, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne con una tesi in Linguistica generale sul tema oggetto dell'incontro, è oggi studente del corso di laurea magistrale in Lettere Classiche e Moderne presso l’Università di Parma. Partendo dalla questione se esistano somiglianze nel modo di esprimersi di mistici e schizofrenici -  e lungi dal volere sostenere che le due categorie siano una e la stessa, ma semplicemente giudicate da due prospettive diverse - prenderà in analisi il modo in cui i due gruppi fanno uso del linguaggio, mostrando come alcune somiglianze possano effettivamente essere individuate, dando particolare attenzione alla santa lucchese Gemma Galgani (1878-1903), interessante anche per la natura della documentazione di cui si è in possesso, che ben testimonia le caratteristiche della sua produzione linguistica, il cui studio mostra il profilo di una mistica “non convenzionale”, che si pone al confine – linguistico – tra l’una e l’altra condizione. 

Con l'occasione della presentazione del nuovo ciclo dei 'Martedì', si anticipa un ulteriore appuntamento di carattere interlinguistico, di cui si daranno successivamente maggiori dettagli. Dopo ‘Alicubi’ (18 giugno 2024, https://www.unipr.it/node/105432) e ‘Aliquomodo’ (9 giugno 2025, https://www.unipr.it/node/108681), all'interno del progetto culturale nato e sviluppato, in ambito linguistico con attenzione multidisciplinare, dal gruppo ‘‘Mitridatə’, con la recente collaborazione del Rotaract ‘Homaranismo Mitridate Distretto 2072’, si organizza, in data 8 giugno, la terza giornata del ciclo, dal titolo "Aliquando. Il tempo delle lingue, il tempo della Linguistica". Il luogo è ancora da fissare.

Modalità di accesso

In presenza: Ingresso libero fino esaurimento posti

Eventi in questa rassegna

La produzione linguistica fra mistici e schizofrenici, con particolare attenzione al caso di Gemma Galgani
Aula E - Plesso D'Azeglio
Ingresso libero fino esaurimento posti
Aula A1 - Plesso D'Azeglio
Ingresso libero fino esaurimento posti
Riflessioni sulla militarizzazione delle lingue indigene: il caso dei code talkers navajo.
Aula C - Plesso D'Azeglio
Ingresso libero fino esaurimento posti

Mappa

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