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Il tema del terzo appuntamento della rassegna, "Tra “parole dell’estasi” e “parole di follia”. La produzione linguistica fra mistici e schizofrenici, con particolare attenzione al caso di Gemma Galgani", sarà sviluppato da Sebastiano Bevini, che, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne con una tesi in Linguistica generale sul tema oggetto dell'incontro, è oggi studente del corso di laurea magistrale in Lettere Classiche e Moderne presso l’Università di Parma. Partendo dalla questione se esistano somiglianze nel modo di esprimersi di mistici e schizofrenici - e lungi dal volere sostenere che le due categorie siano una e la stessa, ma semplicemente giudicate da due prospettive diverse - prenderà in analisi il modo in cui i due gruppi fanno uso del linguaggio, mostrando come alcune somiglianze possano effettivamente essere individuate, dando particolare attenzione alla santa lucchese Gemma Galgani (1878-1903), interessante anche per la natura della documentazione di cui si è in possesso, che ben testimonia le caratteristiche della sua produzione linguistica, il cui studio mostra il profilo di una mistica “non convenzionale”, che si pone al confine – linguistico – tra l’una e l’altra condizione.