12 NOVEMBRE: GIORNATA DI STUDIO SULLA QUESTIONE DEL KOSOVOL'evento è organizzato dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di ParmaProgrammaGiovedì 12 novembre, a partire dalle ore 9, presso l'Aula Filosofi dell'Ateneo (Via Università, 12), si terrà una giornata di studio su "La questione del Kosovo:dalla ris. 1244 (1999) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite alla dichiarazione di indipendenza del 17 febbraio 2008", organizzata dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Parma.La giornata di studio ha lo scopo di offrire in particolare agli studenti di Scienze Politiche dell'Ateneo l'opportunità di comprendere meglio le complesse questioni giuridiche collegate alla questione del Kosovo attraverso il contributo di quattro professori di Diritto internazionale (il Prof. Maurizio Arcari dell'Università di Milano Bicocca, il Prof. Louis Balmond, Direttore dell'Istituto per la pace dell'Università di Nizza, il Prof. Enrico Milano, dell'Università di Verona e il Prof. Paolo Palchetti dell'Università di Macerata). Allo scopo, però, di ottenere un quadro della situazione più completo e nel rispetto della formazione interdisciplinare degli studenti di Scienze politiche, gli interventi dei giuristi saranno preceduti dalle relazioni di tre esperti in campo storico, economico e politologico, con specifico riferimento al Kosovo e alla situazione dei Balcani nel suo complesso (il Prof. Luca Micheletta dell'Università La Sapienza di Roma, il Dott. Andrea Capussela, Direttore dell'Unità per gli Affari Economici e Fiscali dell'Unione europea in Kosovo e il Prof. Francesco Strazzari della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa).Per rendere la discussione più vivace ed evitare il rischio di mantenere l'analisi su un piano eccessivamente teorico, è previsto l'intervento, sia alla fine della prima che della seconda sessione di lavori, di tre funzionari internazionali che completeranno le analisi degli accademici con le osservazioni tratte dalla loro esperienza professionale (il Dott. Francesco Bastagli, vice rappresentante del Segretario generale delle Nazioni Unite e responsabile dell'amministrazione civile in Kosovo dal 2002 al 2005, il Generale Fabio Mini, comandante della KFOR dal 2002 al 2003 e il Dott. Antonio Tanca, Capo dell'Unità operativa DG E IX - Gestione civile delle crisi presso il Consiglio dell'Unione Europea).L'evento si aprirà con i saluti del Rettore dell'Ateneo, Prof. Gino Ferretti e del Prof. Alessandro Duce, Presidente del Comitato ordinatore della Facoltà di Scienze Politiche, mentre le due sessioni in cui si articoleranno i lavori (una la mattina, dedicata allo scenario generale, e una il pomeriggio, dedicata al quadro giuridico), saranno presiedute rispettivamente dalla Prof.ssa Laura Pineschi, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Parma, e dal Prof. Maurizio Arcari dell'Università di Milano Bicocca.Da più di dieci anni infatti la questione del Kosovo è all'attenzione della comunità internazionale e degli studiosi di diritto internazionale per le numerose e complesse questioni giuridiche collegate alle vicissitudini di questa regione.Le fasi di questa vicenda sono note: alla grave repressione attuata dal governo jugoslavo nei confronti della minoranza albanese in Kosovo la NATO reagiva nell'aprile del 1999 con un'azione armata, giustificata come intervento umanitario, ma inconciliabile con i limiti posti dalla Carta delle Nazioni Unite in assenza di un'autorizzazione preventiva del Consiglio di Sicurezza. Nel giugno 1999, al termine dell'azione della NATO, il Consiglio di Sicurezza, pur riaffermando il rispetto per la sovranità e l'integrità territoriale della Repubblica jugoslava, con la ris. 1244 autorizzava un'amministrazione territoriale provvisoria delle Nazioni Unite in Kosovo (UNMIK).Infine, il 17 febbraio 2008, il Parlamento di Pristina proclamava a voti unanimi l'indipendenza del Kosovo, provocando vivaci e opposte reazioni a livello internazionale. A rendere la questione più complessa si inseriva la decisione del Consiglio dell'Unione europea del 16 febbraio 2008 di avviare una missione incaricata di sostituire l'UNMIK nella gestione delle funzioni di giustizia e polizia in Kosovo, mentre il governo serbo, che contesta la dichiarazione d'indipendenza, chiedeva che venissero rispettate le prerogative dell'UNMIK nella gestione degli affari civili in Kosovo come previsto dalla ris. 1244 (1999) del Consiglio di Sicurezza.Parma,4 novembre 2009