Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma
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Parma, 10 aprile 2014 – Si è tenuta oggi, giovedì 10 aprile, nella Sala del Consiglio del Palazzo Centrale dell’Ateneo, la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell’indagine sul benessere organizzativo realizzata dall’Università di Parma rivolta al personale tecnico amministrativo con riferimento all’anno 2013.

L’indagine e i suoi risultati sono stati presentati e commentati dal Rettore dell’Ateneo, Loris Borghi.

Il Rettore ha sottolineato la rilevanza dell’iniziativa, la prima del genere nella storia dell’Ateneo, e in particolare il valore del coinvolgimento del personale, chiamato a esprimersi in prima persona sull’amministrazione e sul contesto lavorativo in cui opera: a evidenziare dunque sia le luci che le ombre sulle quali è necessario agire.

Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti anche la presidente del Comitato unico di garanzia - Cug Lucia Silvotti, che ha illustrato il ruolo svolto da questo organismo nella realizzazione dell’indagine, parlando anche dei progetti futuri, il presidente del Nucleo di valutazione Emilio Acerbi, che si è soffermato su modalità ed esiti dell'indagine, e il direttore generale dell'Ateneo Silvana Ablondi, che ha a sua volta rimarcato il valore dell'iniziativa per l'Università.

Realizzata sulla base delle disposizioni del decreto legislativo 150/2009, l’indagine è stata effettuata dal Nucleo di Valutazione dell’Ateneo dal 27 gennaio al 21 febbraio scorsi, attraverso un questionario on line (con garanzia di anonimato) inviato a tutto il personale tecnico amministrativo.

Nel complesso 904 le persone cui sono state inviate le domande: 529, il 58,5%, coloro che hanno risposto.

Quella presentata oggi è la prima indagine sul benessere organizzativo del personale tecnico-amministrativo realizzata dall’Ateneo, e ne costituisce una tappa di notevole rilievo: la “fotografia” dell’Università che ne esce, tracciata dai dipendenti, offre indicazioni precise su come l’Ateneo è percepito, e rappresenta un ottimo punto di partenza per migliorare le criticità, permettendo di individuare le aree sulle quali intervenire. In questo modo l’Ateneo si dota quindi anche di un utile strumento di lavoro, la cui rilevazione periodica guiderà le scelte organizzative dell’Università.

Il questionario, seguendo lo schema proposto dall’ANAC, Autorità Nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche, era articolato in tre sezioni, ciascuna mirata ad un particolare aspetto della relazione che si instaura tra dipendente e amministrazione, alle quali si è aggiunta una sezione anagrafica.

Novegli ambiti della prima sezione dedicata al benessere organizzativo in senso stretto:

·         A) “Sicurezza e salute sul luogo di lavoro e stress lavoro correlato”;

·         B) “Le discriminazioni”;

·         C)“L’equità nella mia amministrazione”;

·         D)“Carriera e sviluppo professionale”,

·         E)“Il mio lavoro”;

·         F)“I miei colleghi”;

·         G)“Il contesto del mio lavoro”;

·         H)“Il senso di appartenenza”;

·         I) “L’immagine della mia amministrazione”.

 

Trequelli della seconda sezione sul grado di condivisione del sistema di valutazione:

 

  • L)“La mia organizzazione”;
  • M)“Le mie performance”,
  • N)“Il funzionamento del sistema”.

 

Duequelli della terza sezione sulla valutazione del superiore gerarchico:

  • O)“Il mio capo e la mia crescita”;
  • P)”Il mio capo e l’equità”.

Gli esiti – Il quadro che emerge dall’indagine è composito: aspetti positivi ma anche criticità sulle quali lavorare.

Nella prima sezione (benessere organizzativo)la performance migliore, con un livello di soddisfazione alto, la fa registrare l’ambito B, relativo alle discriminazioni, con un punteggio medio di 8,8 e una percentuale di risposte favorevoli del 92%: pertanto la maggior parte dei dipendenti non avverte il problema delle discriminazioni.

Soddisfazione media per gli ambiti relativi all’immagine dell’amministrazione (ambito I) con un punteggio di 7,6 e una percentuale di risposte favorevoli dell’86%, alla Sicurezza e salute sul luogo di lavoro (ambito A) con 7,3 punti e 78% di risposte favorevoli, ai colleghi (ambito F) con 6,9 punti e una percentuale favorevole del 75%, al senso di appartenenza (ambito H) con 6,8 punti e una percentuale favorevole del 75%, e al lavoro (ambito E) con 6,5 punti e una percentuale favorevole del 72%.

Più critica, invece, la situazione relativa al contesto del mio lavoro (ambito G), con un punteggio di 5 e una percentuale di risposte favorevoli del 52%, all’equità nell’amministrazione (ambito C) con 4,5 punti e una percentuale favorevole del 45%, e a carriera e sviluppo professionale (ambito D), che fa registrare i dati peggiori con 3,7 punti e 35% di risposte favorevoli.

La percezione più negativa dei dipendenti, dunque, è quella relativa alla propria carriera e agli eventuali sviluppi professionali.

Nella seconda sezione (grado di condivisione del sistema di valutazione), tutti e tre gli ambiti fanno registrare livelli di soddisfazione al di sotto del 50%: 4 punti e 37% di risposte favorevoli per “La mia organizzazione” (ambito L); 4,8 punti e 49% di risposte favorevoli per “Le mie performance” (ambito M); 4,1 punti e 40% di risposte favorevoli per “Il funzionamento del sistema” (ambito N).

Buoni, infine, i gradi di soddisfazione dell’ultima sezione, relativa alla valutazione del superiore gerarchico: la percezione del “capo” è dunque generalmente positiva, con punteggi medi uguali o superiori a 6 e circail65% di risposte favorevoli.

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