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Parma, 28 maggio 2026 - Giovedì 4 giugno alle 20.45, nell’Aula Giorgio Canuto del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma (ex Istituto di Medicina Legale, Area Ospedaliero-Universitaria, via Gramsci 14, Traversa 3),  è in programma la première di ILIADE#2 GINOCCHIA_Procedimento in 9 suppliche, la nuova creazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto: il secondo capitolo del lavoro anatomico drammaturgico sull’Iliade di Omero e nucleo centrale, per il 2026, dell’Atlante sulla Violenza, il progetto triennale che indaga e analizza il conflitto, la prevaricazione e l’empietà. 

Al centro della nuova azione performativa di Lenz, la cui produzione è in collaborazione con l’Università di Parma, è il corpo umano cementato nella posizione delle persone perdenti, sconfitte, vittime che implorano pietà ai piedi del carnefice, condizione tragicamente ricorrente nell’epos di guerra. Ma l’inginocchiarsi è anche la posizione della gratitudine, del corpo che vuole rimanere a contatto con il basso, la radice, il non visibile, l’oscuro, l’ignoto e, nello stesso tempo, tendere verso l’alto, l’altro da sé, sferico, luminoso e sensibile.

L’installazione site-specific, interpretata da Tiziana Cappella, Francesca Grisenti, C.L. Grugher, Lorenza Guerrini, Aldo Rendina, Sandra Soncini e Carlotta Spaggiari, con i campi sonori di Andrea Azzali, sarà in replica alla stessa ora il 5, 8, 9, 10, 11 e 12 giugno. In video gli attori e le attrici sensibili Marco Cavellini, Massimiliano Cavezzi, Guglielmo Gazzelli, Paolo Maccini, Luigi Moia, Lino Pontremoli, Delfina Rivieri.

Nove sequenze drammaturgiche scandiscono quest’opera scenica sulla sofferenza umana attraverso i corpi e le voci delle vittime straziate dalla guerra presenti in concatenazione familiare: Ecuba e i figli Polidoro, Polissena, Creusa, Cassandra e il gemello Eleno, supplici in richiesta di giustizia insieme ad Elena, in attesa di perdono. La morte dell’ultimo figlio sopravvissuto pretende, unico risarcimento possibile, l’amore e la tenerezza per il corpo senza vita, in attesa dell’oscurità o dell’illuminazione finali.

L’Aula Canuto si presenta sotto forma di anfiteatro anatomico al centro del quale il corpo umano sarà e studiato e valutato da chi assiste. “L’architettura dell’aula manifesta il trionfo dello sguardo come nuovo mezzo privilegiato per accedere, nell’epos tragico della guerra, alla conoscenza del corpo oggetto di violenza e per apprendere la competenza nella valutazione del danno alla persona nel campo della responsabilità penale e civile – chiariscono Maestri e Pititto -. Lo spazio identificativo dell’esito della violenza perpetrata e subita dalle vittime diventa, attraverso l’installazione artistica, il luogo in cui processare i colpevoli e dare riparazione alle vittime, esibendo i corpi violati, fornendo prove, testimonianze, documenti”.

L’imagoturgia, la drammaturgia visiva che dialoga con la scena nelle opere di Lenz, mostrerà oltre ai volti di attori e attrici sensibili – eroi ed eroine deboli di un mondo scomparso - le gambe, le ginocchia dei e delle performer che si piegano e toccano terra in un movimento di otto minuti e 46 secondi, ad avvolgere visivamente le nove sequenze di Pietas umana, come gli elementi materici installati nello spazio e donati in offertorio nella sala anatomica, ora teatro della violenza subita.

Ed è sul concetto di forza, vero argomento e centro dell’Iliade, quella analizzata dagli scritti di Simone Weil, che si concentra la ricerca dell’ultima produzione di Lenz, con interferenze sociali necessarie, che attraversano i secoli e la storia, partendo dal poema omerico, fino ad arrivare alla cronaca contemporanea americana. “La forza è ciò che rende chiunque le sia sottomesso una cosa. Quando esercitata fino in fondo, essa fa dell’uomo una cosa nel senso più letterale della parola, poiché lo trasforma in un cadavere -. C’era qualcuno e un attimo dopo non c’è nessuno”. 

ILIADE#2 GINOCCHIA

Trasmissioni da Omero e dagli scritti di Simone Weil

Nuova creazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto

Durata 80 minuti

Première giovedì 4 giugno 2026, ore 20.45

Installazione site-specific

Aula Giorgio Canuto, Dipartimento di Medicina e Chirurgia (ex Istituto di Medicina Legale, Area Ospedaliero-Universitaria, via Gramsci 14, Traversa 3C) 
Produzione realizzata in collaborazione con l’Università di Parma

Repliche il 5, 8, 9, 10, 11 e 12 giugno, alle 20.45.

Per informazioni sugli spettacoli e sulle prenotazioni è possibile contattare Lenz Fondazione ai numeri 0521-270141 e 335 6096220 (anche via WhatsApp) e all’indirizzo mail.

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