Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma
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Parma, 13 marzo 2026 - In vista della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla del 15 marzo è stato sottoscritto oggi in Municipio un accordo di collaborazione pubblico-privato per la prevenzione dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

L’Università di Parma tra le istituzioni firmatarie dell’intesa insieme a Comune di Parma, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Azienda USL di Parma e realtà del territorio.

L’accordo prevede l’avvio sperimentale in alcuni istituti scolastici del progetto La Cassetta degli Attrezzi, per affrontare le pressioni sociali su corpo e alimentazione. L’intesa rappresenta un modello innovativo di prevenzione comunitaria, centrato su ragazze e ragazzi e la loro crescita. Il progetto propone un percorso educativo rivolto alle/agli adolescenti, finalizzato a rafforzare strumenti personali per affrontare le pressioni sociali e i messaggi distorti legati al corpo, all’alimentazione e all’immagine di sé. Attraverso questo percorso, gli studenti e le studentesse potranno sviluppare autostima, consapevolezza alimentare, rispetto del corpo e capacità critica verso i messaggi dei media, contribuendo a costruire una cultura della prevenzione condivisa tra scuola, famiglie e comunità.

La firma dell’accordo si inserisce nel lavoro del Tavolo per la prevenzione dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione del Patto Sociale del Comune di Parma, che riunisce istituzioni, servizi sanitari, scuole, università, associazioni del volontariato, mondo dello sport e terzo settore. L’obiettivo è consolidare una rete cittadina stabile, capace di sviluppare progetti concreti e condivisi per la prevenzione, la sensibilizzazione e il riconoscimento precoce dei disturbi alimentari.

Nell'occasione il Prorettore Vicario dell’Università di Parma Fabrizio Storti ha dichiarato:

«Credo che solo con un approccio di comunità si possa pensare di affrontare efficacemente una questione difficile, complessa e sfaccettata come quella dei disturbi alimentari, che sono in progressiva crescita e riguardano una fascia di popolazione ampia e in estensione anche dal punto di vista dell’età. Anche per questo come Università partecipiamo con convinzione a questa iniziativa, che insiste su una fascia delicatissima com’è quella dell’adolescenza. L'Università porta con sé il valore della scienza e della ricerca, e può mettere a disposizione strumenti, conoscenze e competenze per costruire insieme una cultura della prevenzione, con un approccio di comunità e con una presa in carico condivisa».

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