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Parma, 26 giugno 2026 – Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli nei giorni scorsi ha visitato due importanti siti archeologici dell’Università di Parma: la villa romana di Fiumana (Predappio) e la villa di Teoderico a Galeata.

Si tratta di due luoghi archeologici unici per caratteristiche di architetture, estensione e storicità in cui da anni l’Ateneo porta avanti operazioni di scavi, grazie al supporto degli enti del territorio e di studentesse e studenti dell’Università di Parma e di altri Atenei oltre ad allieve e allievi di scuole superiori.

Le ricerche archeologiche del sito della villa romana di Fiumana, per le quali si è avviata la quinta campagna che durerà per otto settimane (l’apertura al pubblico è prevista il 24 luglio), sono dirette dal docente di Metodologia della ricerca archeologica dell’Università di Parma Riccardo Villicich insieme all’équipe composta da Marco Gregori, Emanuela Gardini, Luciana Saviane, Costanza Prandini.

Lo scavo di Fiumana è un sito archeologico che ha caratteristiche di unicità per superficie, cronologia e progettazione del Palazzo del V secolo. L’obiettivo della quinta campagna di scavo è quello di acquisire nuovi dati sulla reale estensione di un sito archeologico vastissimo, distribuito su un’area di almeno sei ettari. Le principali fasi insediative sono state identificate nelle campagne di scavo precedenti. A una prestigiosa villa romana, di tipo urbano-rustico, edificata in età augustea e a più riprese ristrutturata almeno fino agli inizi del III secolo d.C., segue l’impianto di una villa-Palatium, databile al secondo quarto del V secolo e attribuibile a un esponente della corte imperiale ravennate.

Durante la visita del Ministro Giuli è stato evidenziato che l’auspicio è che già dal prossimo anno possano avviarsi i lavori di musealizzazione di un primo settore del Palatium tardoantico.

A Galeata al Ministro Giuli e al Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale Luigi La Rocca ha potuto illustrare scientificamente la Villa di Teoderico Alessia Morigi, docente di Archeologia classica dell’Università di Parma, direttrice dello scavo e coordinatrice del team composto da Filippo Fontana, Letizia Aldrovandi, Cecilia Santi, Gloria Bolzoni entro una estesa collaborazione aperta ai  Dipartimenti del campus e alla rete di ricerca che coinvolge le residenze di re e imperatori.

Durante l’incontro è stato confermato l’avvio di un grande parco archeologico già finanziato dal Ministero della Cultura con oltre 540 mila euro, ai quali dovrebbero aggiungersi ulteriori 600 mila euro, con l’obiettivo di avviare i lavori durante l’estate 2026 e rendere l’area pienamente visitabile entro il 2028.

Il museo farà da cornice agli straordinari mosaici rinvenuti dall’Università di Parma entro uno dei più importanti complessi residenziali della tarda antichità, un unicum se si considera che la villa rientra a pieno titolo tra le residenze regali di altissimo prestigio e ne condivide imponenti ambienti e finissime decorazioni di fattura ravennate. La musealizzazione consentirà inoltre di chiarire la lunghissima continuità di vita dell’area archeologica dalla fase preromana a quella romana, tardoantica e medievale e in una vallata strategica per il suo rapporto preferenziale con Ravenna, ribadito dalla presenza dell’acquedotto di servizio alla città. Alla conclusione dei lavori lo straordinario complesso della villa sarà visibile nella sua interezza restituendo al pubblico un’area archeologica di primo piano nel panorama europeo.

 

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