IL PROF. SFORZA DELL'ATENEO DI PARMA PRIMO RICERCATORE ITALIANO A RICEVERE PRESTIGIOSO FINANZIAMENTO DALLA MULTINAZIONALE "AJINOMOTO"Il finanziamento attribuito nell'ambito del "Ajinomoto Amino Acid Research Program" che finanzia ogni anno a livello mondiale ricerche nel campo degli ammino acidiFoto Prof. Sforza e Prof.ssa Gatti Il Prof. Stefano Sforza, del Dipartimento di Chimica Organica ed Industriale dell'Università di Parma, professore associato di Chimica Organica presso la Facoltà di Agraria, è il primo ricercatore italiano a ottenere il prestigioso finanziamento attribuito dalla multinazionale giapponese "Ajinomoto" nell'ambito del "Ajinomoto Amino Acid Research Program", che finanzia ogni anno a livello mondiale ricerche nel campo degli ammino acidi. Parteciperanno al progetto, insieme al Prof. Sforza e collaboratori, anche la Prof.ssa Monica Gatti, professore associato di Microbiologia degli alimenti presso la Facoltà di Agraria, insieme ai suoi collaboratori presso il Dipartimento di Genetica, Biologia dei Microorganismi, Antropologia, Evoluzione.Oltre al gruppo dell'Università di Parma, nel 2010 il finanziamento è stato erogato ad altri sette gruppi di ricerca localizzati in prestigiose università americane, giapponesi ed europee. L'attribuzione del finanziamento è stata annunciata sul sito dell'Ajinomoto, multinazionale giapponese leader mondiale nella produzione di ammino acidi per uso alimentare, mangimistico e farmaceutico, e contemporaneamente sul numero del 5 febbraio della rivista "Science".«Il progetto dichiara il Prof. Sforza - prende le mosse da una recente scoperta, effettuata dal nostro gruppo di ricerca, che ha identificato nel Parmigiano-Reggiano nuovi composti di derivazione amminoacidica, mai rivelati in precedenza, che si formano e si accumulano durante la stagionatura, dimostrandone l'origine enzimatica. L'interesse per questi composti nasce dal fatto che queste molecole sono ritenute tra le maggiori responsabili delle eccellenti qualità organolettiche di questo formaggio. Nel progetto finanziato, che avrà la durata di due anni, si cercherà di individuare l'origine degli enzimi coinvolti in questo processo, investigando soprattutto tra i batteri lattici naturalmente presenti nel Parmigiano-Reggiano. La conoscenza dei microorganismi e delle condizioni ottimali per generare questi composti potrebbe svelarci alcuni dei segreti che si nascondono dietro la "bontà" di questo prodotto».Per informazioni: sito web Ajinomoto Parma, 12 febbraio 2010