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Parma, 13 febbraio 2026 - Ladan Boroumand, Professoressa ad honorem in Storia dell’Università di Parma, ha scritto al Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli  sulla drammatica situazione del suo paese, l’Iran, che ha lasciato nel 1979 dopo la rivoluzione che portò al regime attuale.

Riportiamo qui sotto la lettera, intitolata Iran's tragedy and hope, che rimanda a una nota proposta dalla prof.ssa Boroumand all’intera comunità accademica e a tutte le persone interessate. 

 

Caro Rettore,

Più di quattordici mesi fa ho avuto il privilegio e il grande onore di essere accolta come membro del corpo docente dell’Università di Parma. Con tale nomina, l’Ateneo — e Lei personalmente — ha voluto riconoscere il mio lavoro in difesa dei diritti umani in Iran, nonché la mia ricerca sulla storia politica del mio Paese di origine. Questo conferimento ha rappresentato per me un segno eloquente dell’interesse dell’Università di Parma per l’Iran, per la sua vicenda storica e per il suo futuro. In un senso ancora più profondo, onorando il lavoro dell’«Abdorrahman Boroumand Center for Human Rights in Iran», l’Università di Parma ha riaffermato il proprio impegno a favore della tutela universale dei diritti umani, ovunque nel mondo, incluso l’Iran, dove in questi giorni una nuova e orrenda strage è stata perpetrata dalla teocrazia totalitaria che governa il paese.

Per queste ragioni, ho ritenuto mio dovere nei confronti Suoi, del corpo docente e degli studenti del nostro Ateneo condividere alcune riflessioni sulla drammatica e ormai insostenibile situazione attuale in Iran. In soli due giorni — l’8 e il 9 gennaio 2026 — migliaia di cittadini iraniani sono stati massacrati. Un crimine di tale portata non è frutto dell'improvvisazione, bensì l’esito tragico di dinamiche di lungo periodo, di natura sociale, politica ed economica – e soprattutto ideologica. Nella nota che ho redatto, e che è ora accessibile sul sito del Laboratorio per la Storia del pensiero politico De Cive, ho cercato di chiarire le ragioni di fondo di questo gigantesco crimine contro l’umanità, alla luce di tali complesse dinamiche strutturali.

Gli iraniani necessitano oggi del sostegno del mondo libero per rimuovere il giogo di un regime che da oramai quasi mezzo secolo distrugge il loro Paese e le loro vite. Un aiuto efficace, tuttavia, presuppone una chiara comprensione della natura del problema. Le riflessioni che sottopongo alla Sua attenzione rappresentano un modesto contributo in questa direzione.

Con i miei più cordiali saluti,
Ladan Boroumand
Professoressa ad honorem in Storia
Università di Parma

 

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Ladan Boroumand ha consacrato la propria vita alla difesa dei diritti umani in Iran. Nata a Teheran nel 1957, lasciò il Paese nel 1975 per proseguire gli studi in Francia. Nel febbraio 1979 fece ritorno in patria per osservare e studiare da vicino la rivoluzione; tre mesi dopo rientrò in Francia, dove ottenne lo status di rifugiata politica, mentre la rivoluzione degenerava in una teocrazia totalitaria. Riprese quindi gli studi a Parigi. Parallelamente, Boroumand si unì al movimento per la democrazia guidato dall’esule iraniano ed ex Primo Ministro Shapur Bakhtiar. Nel 1982 pubblicò il suo primo rapporto sui diritti umani, Iran: Plaidoirie pour les droits de l’homme. Conseguì successivamente il dottorato in Storia presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales, sotto la guida di François Furet e Mona Ozouf. Dopo le sue prime, importanti pubblicazioni sulla Rivoluzione francese, Ladan Boroumand si trasferì negli Stati Uniti in seguito all’assassinio del padre a Parigi, nel 1991, nel contesto di una serie di omicidi politici perpetrati dalla Repubblica Islamica. Negli Stati Uniti affiancò a un’intensa attività di difesa per i diritti umani in Iran un’approfondita ricerca sul totalitarismo islamista, pubblicando i propri studi su riviste accademiche. Nel 2001, insieme alla sorella Roya, fondò l’Abdorrahman Boroumand Center for Human Rights in Iran, organizzazione non governativa impegnata nella promozione dei diritti umani e della democrazia in Iran. Tra le principali iniziative del Centro spicca Omid Memorial (“omid” in persiano significa “speranza”), un memoriale digitale che ricostruisce le vicende biografiche e giudiziarie delle vittime della violenza di Stato sotto il regime iraniano. Omid Memorial costituisce uno dei più significativi e innovativi progetti di ricerca storica sull’Iran contemporaneo e ha costituito la base per il conferimento a Ladan Boroumand del titolo di Professoressa ad honorem in Storia da parte dell’Università di Parma, avvenuto nel novembre 2024.

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