Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma
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Parma, 27 aprile 2026 – L'Università di Parma è tra le istituzioni accademiche protagoniste della nuova edizione del rapporto Design Economy 2026, lo studio di riferimento per il comparto del design italiano promosso da Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design e ADI – Associazione per il Disegno Industriale, in collaborazione con CUID, AlmaLaurea e altri partner nazionali.

Il contributo dell'Ateneo riguarda la ricerca Le Professioni del Design oggi, condotta con l'Università degli Studi di Firenze, per la Conferenza Universitaria Italiana del Design (CUID) e inserita nel rapporto 2026.

Lo studio, con la guida scientifica di Paolo Tamborrini e Cristina Marino del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, si è basato sull'analisi di circa 17.000 annunci di lavoro pubblicati in Italia e all'estero, con l'obiettivo di mappare la domanda di professioni legate al design e misurare il divario tra la complessità delle discipline progettuali e la loro effettiva codifica nel mercato del lavoro.

L'analisi, ripresa nel capitolo Il design corre più veloce del suo riconoscimento?, ha fatto emergere come le competenze progettuali siano ampiamente richieste dalle imprese ma raramente ricondotte in modo esplicito alla figura di designer.

Nello stesso volume, il corso di laurea in Design Sostenibile per il Sistema Alimentare (Classe L-4) (attivo dall'a.a. 2021/2022 all'Università di Parma in convenzione con il Politecnico di Torino) viene citato come caso studio di interesse: nella sezione dedicata a Formazione e lavoro il Rapporto lo cita come esempio dell'evoluzione in atto nei percorsi universitari italiani, capaci di rispondere alle sfide della transizione ecologica e della crescente domanda di progettazione orientata alla sostenibilità. Una domanda oggi segnalata dal 74,2% di operatori e operatrici del settore, che nell'ultimo triennio hanno visto crescere le richieste di design per la sostenibilità.

Il Rapporto evidenzia anche come l'agroalimentare sia tra i settori a più alta domanda di servizi di design (18,9%) e di eco-design (34,3%), a conferma della rilevanza strategica di un percorso formativo che pone il sistema cibo al centro della cultura del progetto.

Il Rapporto integrale è disponibile al link dedicato

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