Alma universitas studiorum parmensis A.D. 962 - Università di Parma
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Parma, 10 febbraio 2011 - La “classifica delle classifiche” delle Università italiane, pubblicata di recente dalla rivista Campus, colloca l’Università di Parma al ventesimo posto su settantacinque Atenei pubblici e privati, precedendo Atenei quali Modena e Reggio e l’Università di Trento, leader quest’ultima della classifica stilata dal Ministero lo scorso anno. Una posizione di tutto rispetto per l’Università di Parma, considerando che l’esercizio di rating realizzato dagli esperti di Campus prende in esame le più riconosciute graduatorie internazionali, nelle quali assumono importanza tutte quelle attività istituzionali che sono legate a ricerca scientifica e internazionalizzazione.

I ranking presi in esame sono tre italiani e sette stranieri.
Le tre classifiche nazionali sono quella prodotta dalla stessa Campus nella Guida all’Università, quella del Censis/Repubblica e infine, quella di Vision. Le sette internazionali sono: l’Academic Ranking of World Universities (ARWU) prodotto dall’Università di Shangai, il Ranking delle eccellenze del quotidiano tedesco Die Zeit del centro di ricerche Che, il Ranking del Centre for Sciences and Technology Studies dell’Università olandese di Leiden, la classifica della Higher Education Evaluation and Accreditation Council di Taiwan, quella del Politecnico francese Mines Paris Tech, la Webometrics prodotta dal Consiglio superiore delle ricerche scientifiche spagnolo ed infine la classifica britannica QS.

Dal punto di vista metodologico, considerata la disomogeneità dei parametri di valutazione adottati dalle varie classifiche considerate, Campus ha riportato su una stessa scala tutti i punteggi e li ha normalizzati, producendo, infine, una graduatoria che assegna il punteggio massimo di 1000 al valor medio più alto.

In molte classifiche conta anche la dimensione dell’Ateneo, per cui da un’analisi generale della graduatoria spiccano i cosiddetti grandi Atenei - quali l’Università di Bologna, prima in classifica, Roma “La Sapienza” e Padova – mentre faticano i Politecnici che tuttavia, nelle classifiche parziali di Campus e Censis, sono tra i primi in Italia: quello milanese figura al nono posto, mentre l’omologo torinese si trova solo alla tredicesima piazza. La dimensione non grande dell’Ateneo di Parma e i suoi interessi generalisti fanno quindi particolarmente apprezzare la posizione raggiunta.

Vale la pena inoltre sottolineare che, mentre gli Atenei di media popolazione (fra i 10 mila e i 50 mila studenti), in genere premiati dalle classifiche italiane, risultano mediamente penalizzati dalle graduatorie internazionali, l’Ateneo di Parma ottiene al contrario buone valutazioni, come nel caso della prestigiosa Arwu Shangai. Tale classifica infatti, impegnata a valutare qualità dell’istruzione, livello qualitativo del corpo docente, output in ricerca e performance dei docenti, vede classificato il nostro Ateneo tra i primi 500 a livello internazionale; un dato di tutto rilievo considerando che solo 21 atenei italiani, dei 75 considerati dalla classifica Campus, risultano censiti da tale graduatoria.

Merita attenzione anche la posizione occupata da Parma nella classifica internazionale Cwts Leiden, basata su un ranking bibliometrico che considera il numero di pubblicazioni in rapporto alle dimensioni di Ateneo. Secondo questa classifica, che privilegia l’aspetto legato alla produttività della ricerca e nella quale compaiono solo 32 Atenei italiani, la performance di Parma è ancora più rilevante: si colloca, infatti, intorno alla decima posizione a livello nazionale, precedendo Atenei di indubbio prestigio quali Bologna, “La Sapienza”, Padova, Pisa e i Politecnici di Milano e Torino. A livello europeo, su un totale delle migliori 250 istituzioni universitarie europee, Parma si colloca in 132esima posizione.

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