Parma, 23 dicembre 2010 - Una ricerca del Dott. Pier Francesco Ferrari, che si propone di studiare nelle scimmie lo sviluppo e le funzioni del sistema dei neuroni specchio, verrà finanziata dal National Institutes of Health (NIH) statunitense. Già da diversi anni il Dott. Ferrari, neuroscienziato ed etologo, si occupa di sviluppo del comportamento in relazione ai neuroni specchio presso il Dipartimento di Neuroscienze e il Dipartimento di Biologia Evolutiva e Funzionale. Grazie ad una collaborazione con Stephen Suomi dell’NIH, Amanda Woodward dell’Università di Chicago, Nathan Fox e Pepe Contreras dell’Università del Maryland, il Dott. Ferrari è stato invitato a fare parte di un consorzio. Alla presentazione del progetto, che ha richiesto mesi di lavoro sia di scrittura che di raccolta di dati preliminari, il consorzio ha vinto uno dei più cospicui finanziamenti che negli Stati Uniti si possano ottenere attraverso il governo, che negli USA vengono concessi solo alle ricerche più all’avanguardia e di alto profilo scientifico. Il consorzio, grazie a questi fondi federali (più di 6 milioni di dollari complessivi), si occuperà di una tematica di grande interesse da un punto di vista teorico e clinico. Parte degli studi verranno condotti sui bambini attraverso studi comportamentali e di elettroencefalografia, mentre gli studi sullo sviluppo e funzione del sistema dei neuroni specchio verranno condotti in parte a Parma e in parte all’NIH sotto la guida del Dott. Ferrari. «La collaborazione con Stephen Suomi presso l’NIH – dichiara il Dott. Ferrari - ci ha permesso di scoprire diverse competenze cognitive e comportamentali dei piccoli di scimmia, come ad esempio la capacità di imitare e di ripetere delle espressioni facciali che vengono presentate loro alla nascita. Noi sospettiamo che i neuroni specchio siano responsabili di queste competenze precoci e abbiamo oramai dei risultati che confermano questa ipotesi. E’ importante studiare» - prosegue Ferrari - «come il sistema dei neuroni specchio possa emergere durante lo sviluppo per comprendere le anomalie che possono derivare, sia quando l’ambiente sociale viene a mancare, nel caso dei bambini che non hanno cure materne adeguate, sia quando, a causa di problemi di natura genetica, il sistema non risponde bene agli stimoli sociali, come nel caso dell’autismo». Le ripercussioni cliniche sono quindi numerose e di grande interesse. La ricerca del Dott. Ferrari sarà finanziata per un periodo di cinque anni per un totale di più di 1 milione e cento mila dollari, e verrà svolta presso il Dipartimento di Neuroscienze. «Grazie a questi fondi» – continua Ferrari - «saremo in grado non solo di comprare apparecchiature nuove, ma soprattutto daremo la possibilità a giovani ricercatori di approfondire la loro preparazione e acquisire esperienza anche attraverso periodi di ricerca negli USA, cha hanno lo scopo di raccogliere dati e di collaborare per brevi periodi con gli altri scienziati coinvolti nel consorzio».