UNO STUDIO SPERIMENTALE DELL'ATENEO DI PARMA AL XX CONGRESSO DELLA SOCIETA' INTERNAZIONALE DI NEFROLOGIALo studio, coordinato dal Prof. Fiaccadori, è stato condotto presso il Dipartimento di Clinica Medica, Nefrologia e Scienze della Prevenzione dalla Prof.ssa Ronda e dal Dr. Poti'Con la partecipazione di circa 10000 Nefrologi e di 450 Relatori provenienti da 35 paesi si è tenuto a Milano dal 22 al 26 Maggio il XX Congresso della Società Internazionale di Nefrologia (ISN), quest'anno organizzato in collaborazione con la Società Europea di Nefrologia (ERA-EDTA). Il programma scientifico è stato particolarmente intenso comprendendo numerose letture, seminari e presentazioni di lavori scientifici aventi come oggetto le malattie renali. Anche la Facoltà di Medicina dell'Università di Parma è stata presente a questo importante Congresso di Nefrologia con un lavoro scientifico che aveva come oggetto il danno renale e sistemico nell'insufficienza renale acuta dopo somministrazione dei mezzi di contrasto iodato utilizzati per eseguire indagini radiologiche, come ad esempio la TAC o la coronarografia, in pazienti ad elevato rischio. Lo studio, coordinato dal Prof. Enrico Fiaccadori, è stato condotto presso i Laboratori del Dipartimento di Clinica Medica, Nefrologia e Scienze della Prevenzione dell'Ateneo dalla Prof.ssa Nicoletta Ronda e dal Dr. Francesco Poti', titolare di una borsa di studio della Donazione Grappolini per la Ricerca della nostra Università, in collaborazione con i Proff. Gatti e Orlandini del Dipartimento di Medicina Sperimentale. E' stata approfondita in particolare una nuova ipotesi in base alla quale i mezzi di contrasto potrebbero contribuire non solo direttamente al danno renale, ma anche al danno cardiovascolare e alla progressione dell'aterosclerosi. La principale novità è consistita nell'applicazione allo studio dei mezzi di contrasto iodato di tecniche sofisticate che prevedevano la crescita di cellule endoteliali umane in coltura, l'uso della microscopia confocale e analisi immunologiche. L'utilizzazione combinata di tali tecniche ha permesso di approfondire sperimentalmente alcuni dei principali meccanismi responsabili del danno renale conseguente alla somministrazione dei mezzi di contrasto iodato più comunemente utilizzati nella pratica clinica. Lo studio delle colture di cellule endoteliali in differenti condizioni sperimentali ha consentito inoltre di individuare e definire il possibile ruolo protettivo sul rene di alcuni farmaci ad azione antiossidante ed antiinfiammatoria, quali la N-acetilcisteina e le statine, e quindi di mettere a punto possibili strategie di prevenzione da applicare nella pratica clinica di tutti i giorni.Tra le statine è stata studiata in particolare la rosuvastatina, da tempo utilizzata per la cura dell'ipercolesterolemia, che potrebbe trovare indicazione specifica anche come farmaco ad azione protettiva sul rene e sui vasi, se somministrata prima di esami angiografici. Lo studio, attualmente in corso di pubblicazione e valutato tra i migliori venti dell'intero Congresso, è stato presentato come comunicazione orale ed ha riscosso grande interesse tra i nefrologi presenti. I risultati ottenuti potrebbero contribuire infatti a ridurre i possibili effetti dannosi a breve e lungo termine dei mezzi di contrasto in alcune categorie di pazienti ad elevato rischio (nefropatici e diabetici).Parma, 9 Luglio 2009